“Il nostro comune amico” di Charles Dickens

Sono in ritardo di un paio di mesi con questa lettura collettiva via fb, ma ora ho voglia di recuperare e ora mi seguirete in questa impresa.

Per i primi giorni avrete dei post molto ravvicinati sui vari capitoli, ma quando ci metteremo in pari sarà un post alla settimana, visto che la scansione è all’incirca un capitolo alla settimana. Difatti il romanzo nasce come un romanzo d’appendice e usciva su un giornale, quindi il lettore smaniava per poter leggere il seguito delle avventure.

CAPITOLO I

Incontriamo il barcaiolo Gaffer e la figlia Lisetta intenti a risalire il Tamigi ” tra il ponte Southwark, che è di ferro, e il ponte di Londra, che è di pietra”. Essi vivono grazie al fiume e la narrazione attraverso lo scontro fra Gaffer e un altro barcaiolo ci svela la moralità del fiume stesso: è da vigliacchi rubare ai vivi, ma non lo è farlo coi cadaveri. Cadaveri che non è raro vedere riaffiorare nelle acque e a cui Gaffer non esita a prendere qualche soldo trovato.

Nel frattempo veniamo anche a conoscere i rapporti affettuosi, lievi, fra padre e figlia, costretta suo malgrado, ci viene da pensare, a una vita faticosa e grigia.

La lettura spiccia e molto chiara (letta ad alta voce poi rivela una musicalità tutta teatrale) mi ricorda un po’ le scene di alcuni film di ambiente vittoriano, magari un “From Hell” dove si indagava nei grigi sobborghi alla ricerca di Jack Lo Squartatore.

Un inizio inaspettato e spiazzante visto che volutamente non ho letto la trama e quindi non so di cosa parli.

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Last Cop

Rivendico fortemente il diritto di guardarmi in tv o al cinema delle vere scemate ed esserne felice. La vita è già troppo complicata, il cervello è già troppo surriscaldato tutto il giorno che sinceramente ci sono volte, spesso, che mi metto davanti alla tv e mi godo la leggerezza, anche la palese semplicità di testi, regia o altro, basta che sia almeno un po’ ben recitato.

Faccio outing e dico di aver guardato le prime serie di “Carabinieri” (solo le prime, visto che poi è diventato veramente troppo infantile e recitato malissimo che se mandavano me a recitare, mi davano l’oscar) e “Don Matteo” (anche qui le prime serie, perché poi è ripetitivo fino all’esaurimento e sai benissimo cosa diranno. E’ un po’ troppo), qualche puntata sparsa di “Che Dio ci aiuti” oppure quell’altra cosa con Terence Hill che fa il forestale (ma poi anche quello era veramente troppo, troppo troppo, ed è stato più forte di me e non l’ho più guardato). Potrei dire che sono stata in gioventù una fan sfegatata de “La signora in giallo” e che ogni tanto se capita mi riguardo la puntata replicata all’ennesima potenza sul rete 4 o altro canale. Insomma cose così e non me ne vergogno, ma ci rido su e basta, perché nella vita ci vuole anche leggerezza e buoni sentimenti e cattivi assicurati alla giustizia senza spargimento di sangue o altro.

L’anno scorso l’estate della Rai (piena di repliche e repliche di cui nemmeno si vergognano) mi ha regalato una vera chicca: Last Cop. Un telefilm improbabilissimo tedesco, assurdo come pochi, ma che si lascia vedere che è una meraviglia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Last_Cop_-_L’ultimo_sbirro

I pregi sono fondamentalmente due: una colonna sonora per ogni puntata assolutamente anno ’80 e meravigliosa (raro che nei telefilm la musica prenda così il sopravvento, ma qui a volte ti scopri a cantare la canzone che anche i vicini si chiedono se stai dando una festa) e il protagonista che è bello come pochi. Davvero bello come pochi…vabbè lasciamo perdere.

locandina originale tedesca

Per il resto, per quanto degnamente ben recitato, con una buona scenografia e senza salti allucinanti da aver bisogno di controfigure, il telefilm è un tranquillo poliziesco in cui sai già benissimo come andrà a finire, anzi è solo un mero contorno alle situazioni personali dei protagonisti.

Altro pregio è la durata: due episodi e appena prima delle 23 sei già libero di andare a leggere, girare canale e martoriarti con la politica, uscire a prendere un po’ di fresco, oppure cadere in coma da qualche parte.

La colonna sonora della puntata di ieri prevedeva per esempio