“The bridge” la serie

Ieri sera mi toccava stirare una montagna di roba e siccome è la cosa più noiosa e faticosa che si possa fare cosa c’è di meglio che guardare la tv nel frattempo. Posizionato asse e ferro da stiro, luce e i panni mi sono guardata i primi due episodi di una serie nuova: “The Bridge”. Erano la replica in realtà, ma io al giovedì ho mostri e tesori da trovare…

Tutto inizia con un cadavere ritrovato su un ponte a metà strada fra il Messico e gli Usa. Primi attriti per la competenza, vittoria della biondina americana sul moro messicano e poi si scopre che dietro c’è molto di più e i due investigatori dovranno collaborare.

Demian Bichir e Diane Kruger, i due attori che interpretano gli investigatori

L’inizio non è male e il cast è di una certa levatura, anzi il tutto è girato e strutturato come se fosse un film. Questa è la differenza di professionalità fra gli americani e gli italiani: noi ci avremmo messo gli ultimi due tronisti e poi avremmo tutto spolverato di “non detto” e “è colpa degli altri”. Mi spiace dirlo ma se nella letteratura gialla (in tutti i suoi aspetti) gli italiani sono sottovalutati per snobbismo, nella resa cinematografica siamo davvero dei dilettanti e i prodotti buoni si contano sulla punta di una mano (cito solo “Montalbano” per far capire l’ultimo prodotto italiano valido).

La presenza di pochi e dosati personaggi di volta in volta presentati come se tutto fosse già conosciuto, permette di comprendere meglio lo svolgimento della vicenda senza perdersi subito, anche se gli elementi in queste due prime puntate sono già tanti e da incastrare: tre vicende da seguire. La prima segue i due investigatori, la seconda la vedova di un proprietario terriero che ha qualche scheletro nell’armadio e in fine la terza segue uno sbalestrato o serial killer della vicenda (lo devo ancora capire bene, perché ci sarebbero tutti gli elementi, ma mi sa che la cosa è più complessa di quanto abbiano fatto vedere ieri sera).

Qui l’elenco del cast: http://www.tvblog.it/categoria/the-bridge

Essendo un rifacimento di un serial danese mi piacerebbe vedere anche l’originale anche per capirne le differenze e la resa. Qui la frontiera sud fra i due stati americani lascia aperte infinite possibilità, basandosi anche su una cronaca nera e politica infinita in questi ultimi casi, mentre al nord altri devono essere stati gli elementi predominanti.

Di tutta la puntata quello che mi ha un po’ annoiato è purtroppo il personaggio interpretato da Diane Kruger: una donna forte, razione, logica, distaccata dalle normali consuetudini sociali pur non essendo né una originale né una anarchica. Ricorda troppo il personaggio di Temperance Brennan in “Bones” della prima serie, senza il suo aspetto comico (anche perché la serie ha un sottofondo diverso e anche un pubblico diverso). Certo deve fare il pari con l’umano e fallibile investigatore messicano, ma sinceramente quel tipo di donna ultra forte, mascolina e femmina nello stesso tempo, razionale fino alla logica quantistica applicata alla spesa, mi ha sinceramente stufato. Sarà anche uno stereotipo, ma non è possibile trovare una donna forte, ma umana, senza essere smielata, femminile senza dover andare per forza sui tacchi a spillo? Mah…già vista, ma vediamo come andrà a finire.

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Bridge_(serie_televisiva_2013)

Annunci

Libri e biblioteche

In una nazione che tutti i sondaggi dicono che non legge, ho notato che i miei contatti lettori sono impantanati nel liberarsi dei libri di cui si sono pentiti l’acquisto oppure che hanno avuto in eredità e non posso tenerli tutti. La prima soluzione è andare nelle proprie biblioteche cittadine e regalarli, eppure la risposta è quasi sempre negativa soprattutto per le biblioteche di città più o meno grandi. Allora si punta a vedere se le ludoteche, le parrocchie, le carceri, i centri sociali o cose del genere di ogni genere e grado possano supplire alla domanda e non è sempre fattibile per tanti motivi. E allora si rimane impantanati e ci dispiace, perché il lettore vuole che anche gli altri leggano, che magari diano un senso a quel libro che a loro nulla ha suscitato, che diano vita a un libro vecchio che di mani ne ha viste tante, insomma buttar via un libro è peccato!

Quindi quanto è apparso questo appello del sindaco di Lampedusa, attraverso il sito de “La Stampa”, mi è sembrato corretto divulgarlo:

http://www.lastampa.it/2013/07/30/cultura/lampedusa-senza-librerie-il-sindaco-inviateci-i-vostri-libri-KoUlnradHXRtWQ8hHtqTVP/pagina.html

Pensare che un’isola così bella (anche se io non l’ho ancora mai vista, le foto mi indicano quello come aggettivo), così mossa dal destino (stare in mezzo al Mediterraneo non deve essere facile), così amata anche nelle difficoltà, e vedere che malgrado tutto il turismo che ci passa non ci sia una biblioteca è un colpo al cuore.

Io abito in una città che ha una marea di biblioteche civiche e universitarie aperte a tutti e pensare che un’altra città ne è sprovvista è per me cosa inaudita. La biblioteca è un bene da incentivare e sostenere perché lo sappiamo tutti che in un questo periodo di crisi economica tocca stringere la cinghia anche sui libri e ciò ci dispiace.

Quindi se il vostro problema di spazio si scontra con la burocrazia, più o meno comprensibile, provate a contattare il sindaco di Lampedusa e vedere come mandare i vostri libri.

foto della pagina fb di "Libri libri libri" https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151508280096721&set=np.85102980.100002177291324&type=1&ref=notif&notif_t=notify_me&theater
foto della pagina fb di “Libri libri libri”
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151508280096721&set=np.85102980.100002177291324&type=1&ref=notif&notif_t=notify_me&theater