“Biancaneve” di Tarsem Singh

http://www.mymovies.it/film/2012/thebrothersgrimmsnowwhite/

Continua la mia visione estiva di film. In genere in estate, quando non c’è nessuno che rompe e che interrompe riesco a fare un sacco di cose e fra queste guardare molti film. Progetto per il dopo estate è riuscire a mantenere questo ritmo, nei bei vecchi ricordi dei cineforum con gli amici, anche senza gli amici.

Oggi mi sono sentita ispirata da questa favola, perché nel periodo di revival e rivisitazione delle fiabe, questo filma mantiene lo spirito, l’immaginario di una fiaba per ragazzi. Ovvio che fra questa visione e quella della Disney c’è molta differenza di resa, ma di certo non di leggerezza: se nella disney tutto deve essere classico e romantico, in cui i ruoli femminili e maschili vengono ben delineati e scanditi (lei buona e brava, ma un po’ casalinga, lui forte e coraggioso. Di contorno i nani buoni e teneri e la strega cattiva, che è solo cattiva), qui c’è ironia, scanzonato modo di approcciarsi alla cosa e un po’ di sconvolgimento di ruoli (lei è buona e brava, ma coraggiosa e intraprendente e lui ottima spalla o principe consorte. Nani buoni e scanzonati, la strega…beh ve lo dico dopo!).

Biancaneve c’è e non è la svenevole versione principesca che ci ha abituato la tv. E’ carina, amorevole, disperata, ma alla fine la sua vita nel castello non si vede, ma si vede solo la sua trasformazione in paladina del suo popolo e per il suo amore. Stranamente, per quanto appaia sempre e comunque non pare essere LA protagonista.

Il principe c’è ed è meravigliosamente svagato. Forte nel suo ruolo (non metto in dubbio che sia stato allevato all’amor cortese e alle avventure e a rispettare il suo ruolo). Vittima dell’amore della strega, salvato da Biancaneve (e qui si ribaltano i ruoli) è un ottimo esempio di principe supporto della propria regina.

I nani. Sono splendidi! Cattivi all’inizio, ingegnosi con stile steampunk, vendicativi loro malgrado, basta la dolce determinazione di Biancaneve per renderli paladini della giustizia contro la strega. Completamente diversi per nome, stile e vita di quelli della Disney.

Lo specchio. Una genialata. Non confinato a un muro, esso è la magia. La magia neutra, che mette in avviso chi la usa del prezzo da pagare. Magia nera se usato dalla strega, disfatta assoluta quando ella cade. Non è un oggetto, ma un mondo e un riflesso. Ottima interpretazione simbolica.

La regina-strega. Semplicemente m e r a v i g l i o s a! La Roberts sfodera ironia, capacità mimica del suo vero livello: parla più con lo sguardo, i gesti e il corpo che con le parole. E’ cattiva, invidiosa, impaurita dal tempo che passa e dalla povertà, tratta tutti male ma nessuno se ne “accorge” perché lo fa sempre con il sorriso sulle labbra; caustica, ironica, micidiale. Trovo la sua interpretazione meravigliosa e incisiva e sicuramente è lei la vera protagonista del racconto.

Le due Grimilde: Disney e la Roberts. Chi avesse letto il post precedentemente avrebbe visto un diverso paragone con la Roberts: Malefica della Bella Addormentata. In effetti Malefica è più sensuale di Grimilde e la Roberts le assomiglia di più.
Le due Grimilde: Disney e la Roberts.
Chi avesse letto il post precedentemente avrà visto un diverso paragone con la Roberts: Malefica della Bella Addormentata nel bosco.
In effetti Malefica è più sensuale di Grimilde e la Roberts le assomiglia di più.

A questo punto dovrò vedere l’altra versione della fiaba con la Theron in versione strega cattiva. Oltre a rileggermi la versione originale della fiaba perché diciamocelo, dopo il passaggio Disney, le vere fiabe (cruente e volutamente violente) non esistono più nella nostra memoria.

La mela. Non c’è o meglio solo citata alla fine e non serve a nulla.

Regia: 7 Tarsem Singh. Colorata, calibrata e fiabesca, lascia intravedere le sue origini indiane solo nel finale dove ci regala un balletto in stile.

Sceneggiatura: 7 1/2 M.Klein & J. Keller. Ottima rivisitazione, completamente differente dalle altre molto cupe e troppo moderne. Si rimane nella scia della fiaba ed è un bene.

Scenografia: 8 Surreale, colorata, esagerata, inverno metaforico e non stagionale. Bella e ben fatta per far calare lo spettatore in un mondo che non esiste.

Costumi: 8 Eiko Jshioka. In sintonia con la scenografia e mentre Biancaneve passa un po’ per banale, la regina è splendida (sembra un po’ la versione fiabesca della regina Elisabetta I d’Inghilterra); i comprimari, anche quelli anonimi, sono ben strutturati in modo che si possano ricordare; il principe è standardizzato e va bene e i nani sono combattenti!

Fotografia: 7 Brendan Galvin. Ottimo supporto e ben dosata.

Effetti speciali: 8. Calibrati, ben usati e non dozzinali. Stupendi i burattini dello specchio, le scene di apparizione dall’acqua magica e la Belva (un bel drago cinese. Interessante commistione).

Musica: 7. Tranne il finale indiano posso dire che non la ricordo molto, visto che non ci sono balletti o canti in stile cartone animato.

Voto: 7

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