Buon Compleanno Andrea Camilleri

Il signor Andrea Camilleri è un pezzo da novanta del nostro panorama letterario e culturale, ma come si sa uno fa una cosa sola che diventa enorme e viene ricordato solo per quello. Quindi Camilleri è il padre di Montalbano. Punto. Tutto il resto è discutibile.

Scherzo! Ovvio che la mia è una provocazione che mette in mezzo anche me che vivo non di superficialità, ma che a volte mi piace godermi le cose senza dover fare le tesi universitarie.

Per me lui è colui che ha ha lavorato per la produzione dello sceneggiato “Il commissario Maigret” con Gino Cervi, partecipando a un momento assolutamente proficuo e produttivo per la Rai, attorno agli anni ’60, dove non si prendevano i fuori usciti da un reality per recitare o per scrivere, ma gente che aveva fatto della gavetta e ottenuto dei riconoscimenti. Ma vabbè…andiamo oltre.

Per quanto riguarda la sua carriera di scrittore, ammetto che io lo conosco come padre di Montalbano. Ebbene sì, faccio outing: sono anche io parte del gruppo “a tu sei il padre di…!” Ho letto qualcosa altro di lui, ma devo ammettere che non ho trovato la stessa incisività che leggevo in Montalbano. Poi però mi ha stufato anche lui.

Entrato non so perché nel trip che i libri sono veicolo di idee politiche, oppure le ha sempre espresse ma mai palesemente, da qualche anno non riesco più a leggere i libri del commissario più famoso a Vigata. Certo Camilleri ha scelto la via di far invecchiare il suo alter ego, forse per sentire meno la solitudine della vecchiaia o forse perché Salvo è sempre di più Andrea. Mah, chissà… Questa scelta stilistica non è nuova e sinceramente non è nemmeno deprecabile, ma deve essere credibile o almeno coerente. E di certo è coerente con il pensiero del suo creatore che forse stanco di starsene a parlare con pochi eletti discerne di politica nei suoi gialli. Perfetto. Legittimo. Che palle! Leggo romanzi e gialli per distarmi delle polemiche politiche e mi stufa trovarmele in mezzo ai piedi.

In più è peggiorata la lingua, o meglio ha iniziato a scrivere sempre più in siciliano stretto. Legittimo anche questo, ma sinceramente da donna del nord che però non ha mai avuto problemi a leggere Montalbano lasciando che sia la musicalità delle frasi siciliane inframmezzate nel normale scrivere in italiano, trovare sempre meno italiano e sempre più frasi incomprensibili mi è parsa una crudeltà. Trovo i dialetti e le lingue della nostra bella penisola tutti meravigliosi, ma non leggo e comprendo tutti loro (indistintamente da nord al sud); in più certe distanze geografiche culturali mi erano diventate incomprensibili senza un minimo di spiegazione in nota (che non ci sono).

Però come sogno le meravigliose descrizioni del cibo siciliano! E’ sempre venuta anche a me l’acquolina in bocca insieme a Montalbano (e che invidia che lui se lo mangiava e io no!). Una vera poesia.

Geniale fu Fiorello a imitarlo e a renderlo forse più spassoso di quanto appaia lui (dico apparire perché l’immagine che ha un uomo in tv non è mai quella che ha in famiglia, anche se qualcuno lo racconta o lui stesso fa mostra di sé) con le sue famose imitazione a “Viva Radio 2″.

 

sempre con la sigaretta in mano!

Che dire? Cento di questi libri signor Camilleri e che ci dia un po’ di tregua e ci faccia sognare ancora che il bene può vincere sul male anche in questa terra!

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