“Dust & Decay” di J. Maberry

http://www.anobii.com/books/Dust__Decay/9788865302668/01d75bb6097fe00dfc/

[Attenzione! Presenza di spoiler accidentali!]

Venerdì, quasi in contemporanea, io e La Libreria Pericolante abbiamo finito il secondo episodio della saga. Io ho fatto un po’ più di fatica a leggerlo che lei, ma alla fine ci siamo arrivate in fondo.

Il libro è scorrevole come il precedente e bisogna sempre ricordarsi che la vicenda riguarda dei ragazzini e non degli adulti perché situazioni e pensieri non sono proprio quelli degli adolescenti.  Tutta la prima parte, ovvero la prima metà, l’ho letta con fatica. Perché? Ve benissimo che qui ci sia un po’ di fermo delle avventure e mi sta anche bene che per aiutare il lettore a ricordarsi quello che era precedentemente successo, i pensieri e i discorsi siano inframmentati dal “ti ricordi?” e “abbiamo fatto” (ovvio in senso metaforico), ma a volte erano veramente troppi e sembrava che il racconto non riuscisse davvero mai a partire. Poi ho provato una sensazione fastidiosa: la vecchiezza dei protagonisti.

Tom Imura è sempre quello: solido, ieratico, paterno. Un guerriero in senso orientale, ma senza sbavature new age o perdite della realtà. Lui è la memoria del passato dell’umanità (insieme a quelli della sua generazione o più grandi che hanno vissuto prima dell’infezione. Bello quando descrive cosa erano i video games e come era la sua adolescenza: una narrazione nostalgica che non pesa). Mi era piaciuto nel primo volume, qui si è confermato.

Benny, Nix e Chong invece mi hanno ricordato i telefilm che guardavo da ragazzina, tipo “Dawson Creek”, dove gli attori erano, per leggi contrattuali, più che maggiorenni ma dovevano interpretare dei sedicenni: troppo stacco visibile. Posso capire che la caccia e quello che hanno vissuto in Gameland cambi il loro modo di vedere e pensare, ma l’amore lo vivono come se avessero già esperienze di esso e come, soprattutto, fossero già stati contaminati dal cinismo che colpisce gli adulti. Le farfalle nello stomaco non esistono, ma solo solidità amorosa, costruzione.

Lilah è un altro bel personaggio che fa un percorso inverso, ma assolutamente credibile: dalla rigidità e freddezza dovuti al trauma, all’umanità che fatica a capire. In un altro tipo di romanzo, per un altro tipo di pubblico, questo personaggio sarebbe rimasto una psicopatica, ma qui ci sta che abbia il riscatto umano e divenga una del gruppo.

I personaggi più interessanti sono a mio parere i comprimari e il cattivo, anche se quest’ultimo è stato un po’ sprecato alla fine (non come Darth Moul in Star Wars, ma quasi). Tutti i cacciatori che “escono dalle carte” e si incontrano per quello che sono, sono un bel quadro della situazione che gira attorno ai sopravvissuti, ma il leggendario Greenman risulta il personaggio più ieratico e necessario. E’ il vecchio della montagna, la sapienza della natura, quello che obbliga l’eroe a fermarsi e a imparare a fare i piccoli gesti perché solo quelli portano a fare quelli grandi. In un libro che deve avere una punta di eticità, questo era il personaggio che mancava; in più la sua descrizione è tipica dei racconti leggendari e mitologici del nord Europa (no, non Babbo Natale).

Poi c’è alla fine c’è Jack il predicatore. Il cattivo. La follia e la religione. La vendetta marcia. Bello, presentato bene, anche se forse era più il caso di ampliare la sua parte e non relegandolo alla seconda parte, quella più attiva. Su di lui si riversano tutte le ingiurie del lettore, perché la sua filosofia è distorta, il suo modo di fare immorale, la sua fisicità sono il giusto contrasto con i buoni.

Ultimo aspetto: l’autore ha inserito nella lettura il diario di Nix. Il diario serve a lei per capire chi e cosa sono gli zombie, come si rianimano, come si combattono etc. Un po’ scolastico, qualche raro sprazzo di “personalizzazione” da parte del personaggio, comunque utile perché fa sentire il lettore compartecipe nella catalogazione dei dati.

Alla fine, come al solito, la mia critica può essere discordante con il voto, ma se anche certi aspetti del libro non mi hanno convinta, la lettura è scorrevole, piacevole e di certo i cattivi sono tali e si riconoscono, i buoni sono lottatori e i mostri sono mostri schifosi! Sempre più contenta che gli zombie non siano stati modificati, ma anzi siano rimasti un grosso e grave problema.

Voto: 6 e 1/2

AGGIUNTA!!! Ho la memoria di un criceto morto…

Questo è il link de La Libreria Pericolante con la sua recensione al libro. http://lalibreriapericolante.blogspot.it/p/le-letture-collettive.html

Se no che senso ha leggere lo stesso libro insieme, se poi non ci si confronta? 😉 Come al solito abbiamo punti di vista leggermente differenti, ma a questo punto non possiamo che continuare le letture e quindi bisognerà capire e pianificare la lettura anche del terzo libro (dobbiamo tenerlo a mente, Ross! Qui fra i tanti libri che leggiamo poi ce ne dimentichiamo!)

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