Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me!

Ieri sera ho fatto un tuffo nel passato e ho scoperto, anzi ho avuto la certezza che puoi mettere nel film il 3D, effettoni enormi, fanciulle discinte (okkei stavo pensando di peggio, ma sono una brava persona alla fine! 😀 ), tipi muscolosi e magnetici con tartarughe evidenti, fotografia da premio e costumi da urlo, ma se sotto non c’è una storia valida e bravi attori hai solo sprecato il tuo tempo.

La prima volta che lo vidi ne ebbi paura. Come non averla quando hai 6 anni e guardi un film in bianco e nero con un energumeno lungo due metri e venti e alto come un armadio a due ante e con un cervello ab qualcosa, di sera, a casa dei nonni, con le scale al buio (vabbè la luce c’era ma lo sapete come sono le case vecchie!) e soprattutto i termosifoni che fanno rumore come se la creatura camminasse verso il tuo letto? Ho dovuto crescere di qualche anno per poter amare alla follia questo film.

Ancora non avete capito di cosa sto parlando? Non ci credo!

Ieri sera c’era lo spettacolo evento in tutta Italia e finalmente l’ho visto al cinema. Il film è del ’74, prima che io nascessi quindi non ho mai avuto la fortuna di vederlo sul grande schermo e negli anni ho dovuto “accontentarmi” di televisione e dvd, eppure ieri sera è stata una vera e propria esperienza cinematografica e collettiva.

Ancora nulla? “Non ci credo” bis!

La platea è anomala: chi è seduto su quella seggiolina sa esattamente cosa vedrà, è venuto per omaggiare un vero gioiellino, è pronto ad avere un’esperienza collettiva unica (beh forse) che unisce le generazioni e le classi sociali e ci fa soffermare solo sulla vera comicità. Non si fiacca nemmeno dopo 20 minuti abbondanti di inutili pubblicità, consigli per gli acquisti e per la visione e appelli a spegnere i cellulari. Non si è fatta nemmeno fermare dalla perturbazione artica che è scesa sulla nostra penisola, abbassando all’inverno pieno le temperature, costringendo a tirar fuori pile, sciarpe e moon boot pelosi (lasciando a casa slitte e cani perché ancora in pianura non nevica).

Ti siedi al tuo bel posto (a sto giro mi è toccata la terza fila dal basso, ma per fortuna nella sala piccola è accettabile. Dovrebbero però essere proibiti certi posti), ti guardi attorno e il tipo a fianco a te inizia nervosamente a far ballare le gambe. Penso che il maremoto lo abbiano sentito fino al fondo della fila. Lo avviso telepaticamente che se lo ripete dovrò amputargli una gamba e fregargli i pop corn che le sue compagne gli offrono a ritmo regolare. Il profumo di pop corn in sala è stranamente più ampio del solito. Li stanno svendendo? C’è più gente ricca presente pronta a prendersi una mastella di quelli da condividere con amici e parenti? Oppure c’è un vago senso di viaggio nel tempo, quando le sale erano fumose, rumorose di gente che sgnignazza e sgranocchia (e non parla al telefonino)? Forse l’ultima che ho detto.

Poi finalmente la sala si fa veramente buia, i titoli di partenza partono (se no sarebbero quelli di coda) e ti chiedi se la tua profezia si avvererà: la sala inizierà a sgnignazzare pochi secondi prima della battuta. Il figlio della mia amica chiede dove si trovi il castello di sfondo. Tutti silenziosamente canticchiano la musica, il tema del film. Si leggono i pochi titoli e nomi e poi via. E dopo due secondi o quasi, dopo una lunga e dettagliata carrellata su una certa bara di un certo barone, si incomincia a ridere. E ti rendi conto che la profezia si è avverata e sarà così per tutto il film: con fare educato e rilassato qualcuno incomincerà a ridacchiare, qualcuno si aggiungerà e al momento debito tutti rideranno di cuore.

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E allora noti i particolari che di solito non vedi in tv, tipo le garguglie, oppure pensi alle citazioni cinematografiche (tipo la Hammer Film e i castelli dei suoi mostri) e ai punti fermi che il regista userà in altri film (però senza davvero eguagliare questo successo), ma comunque ridi lo stesso di gusto, rilassandoti (mi sono accorta di sbadigliare per rilassamento e allontanamento dei pensieri che mi perseguitano da un po’, vedete un po’ voi!) e ringraziando le amiche che mi ci hanno portato a vederlo.

Vedere “Frankenstein Jr” di Mel Brooks è la cosa migliore che potesse capitare a chiunque, perché è Genio e Sregolatezza degli autori, è Genio del regista, è Talento e Genialità dei suoi attori. Sì è un film geniale, dove c’è sana comicità senza ausilio di volgarità e anche le situazioni con sfondo sessuale sono talmente ben gestite che non c’è problema a farlo vedere anche ai bambini.

Sì amo questo film.

Sì amo Mel Brook regista.

Sì questo film lo so a memoria, ma lo riguarderei altre mille volte!

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