“I delitti del BarLume- Il re dei giochi” versione sky

L’anno scorso ho scoperto Malvaldi ed è stata una scoperta meravigliosa perché ho trovato le sue storie e il suo stile consono con il momento che stavo passando: gialli scritti bene, ma con personaggi allegri, forse un po’ fuori dalle righe, ma per lo meno non tormentati (non li reggo più davvero, anche perché spesso sono bip mentali dei personaggi e forse degli stessi autori). Quando ho visto per la prima volta in foto l’autore (in realtà non li cerco mai su internet) mi è parso che avesse una bella faccia sorridente, molto in linea con i libri che scriveva. Okkei questa è una visione lombrosiana dello scrittore uomo, ma a volte è bello vedere qualcuno che sorride, racconta sorridendo di gialli e poi scrive libri gialli che ti fanno anche scoppiare a ridere.

Così quando Sky ha annunciato che avrebbe reso in versione tv i suoi romanzi ero effettivamente elettrizzata o comunque contenta visto che il panorama televisivo italico è alquanto deludente quando si muove la tv generalista. Solo Montalbano con Zingaretti si salva dallo schifo seriale…

http://www.tvblog.it/post/436769/i-delitti-del-barlume-su-sky-cinema-1-i-romanzi-di-marco-malvaldi-diventano-due-film-tv-tra-commedia-e-giallo

Purtroppo mi sono fatta un po’ fregare dal fatto che non potendo vederlo in diretta, visto che ero ad allenamento, ho visto prima i commenti e poi la visione ( w il mysky!). Non trovavo un contatto fb che fosse davvero soddisfatto del prodotto e quindi “un po’ mi è scesa la catena”, ma non mi sono fatta demoralizzare. E invece avevano ragione loro.

Premetto che però io sono davvero stordita e solo il controllo sulla mia libreria anobii e l’agenda moleskine di recensioni mi hanno confermato che no! non avevo letto “Il re dei giochi”. Ma come è potuto accadere? Cosa è successo? Tutti gli altri, compreso “Milioni di milioni” (arrivato in regalo gioco CF) li avevo praticamente divorati uno dietro l’altro, questo era stato saltato bellamente. Ora dovrò rimediare ma lasciando un po’ di tempo perché se no ricordo troppi dettagli.

Partiamo dai dubbi, prima di tutto.

Perché partire dall’ultimo libro e non dal primo? E’ la cosa più stupida che potesse esserci, visto che non tanto svela chissà quali cose, ma in realtà non fa crescere il lettore insieme ai protagonisti soprattutto insieme a Massimo Viviani. Qui davvero gli editori hanno delle illuminazioni favolose che noi comuni mortali davvero non possiamo capire. Vabbè.

Seconda cosa: perché cambiare il sesso al commissario Fusco? Nel libro è un uomo, mentre nel telefilm una donna molto dura (ma poi capiamo come non si sa che si smollerà e magari sarà anche molto materna, mah). Nella vicenda è bello questo confronto tutto maschile fra l’ordine costituito e l’investigatore malgrado: è di certo un topos, ma funziona bene anche perché lascia fuori qualsiasi implicazione emotiva, ma al massimo si vede costruire la stima e l’amicizia. Ecco anche sta cosa ritorna essendo partiti dal fondo a fare film. Il/La Fusco conosce già i terribili vecchietti, conosce già Massimo, si è rassegnato/a alla sua presenza impicciona, mentre nel telefilm sembra che sia la prima volta. Quindi come risolveranno la cosa andando indietro nel tempo? Colpo in testa? Cambio di commissario? Rapimento alieno?

Terza cosa: Ampelio non è più il nonno, ma uno zio. Perché? Fanno schifo i nonni? Per una volta che non c’erano nonni fuori le righe come è diventato Nonno Libero del coso là, medico incasinato con figli a carico…quello sulla rai…ah ecco “Un medico in famiglia”. Per una volta che c’era un sano nonno, pensionato, impiccione, ingombrante, autorevole ma non autoritario, con un bel rapporto con un nipote maschio adulto, incasinato ma desideroso di far da sè, ecco che lo trasformano in vecchio zio che lo ha allevato. Ma perché? Anche qui cosa cambiava a lasciare l’originale? E’ davvero una modifica inutile, fuori senso e pretestuosa.

Queste sono le scelte a monte che io non ho condiviso e che sono assolutamente pretestuose e immotivate.

Il cast è accettabile, nel senso che sì mi immaginavo quel determinato attore per Ampelio e non mi aspettavo che alla fine anche Timi potesse essere credibile, anche se la toscanità che pervade il libro è un po’ forzosa, finta e poco spontanea proprio come se fosse una parte di un copione da imparare.

Ecco quale è il vero difetto del telefilm: finto. E’ girato, montato e sistemato come se fosse un video dei Manetti Bros che apprezzo in videoclip e anche in qualche film, ma che in questo contesto sarebbero stati fuori luogo. Ecco la parola giusta: fuori luogo. E’ fuori luogo il cambiamento dei dettagli; è fuori luogo un certo modo di fare fintamente toscano; è fuori luogo il muoversi esagerato, mentre quando salta fuori la recitazione per dover dirimere la vicenda si vede che dietro ci potrebbe essere altro potenziale molto superiore, ma volutamente non è stato usato.

Questo telefilm è un fumetto mal riuscito che soprattutto non emoziona.

Volevamo un altro Montalbano in salsa toscana e invece ci siamo più avvicinati a “Carabinieri” prima serie (ancora accettabile da guardare). Certo raggiungere il livello della serie di Montalbano è difficile, ma un tempo noi Italiani facevano con facilità quel tipo di telefilm, scegliendo non solo attori bravi, ma anche registi e sceneggiatori con attributi e talento. Col tempo ha vinto la filosofia del “Grande Fratello” e abbiamo perso Cinecittà e le sue maestranze, quindi ora che avevamo un altro prodotto valido, lo abbiamo imbastardito perché fosse pop.

Prima di vederlo, mi era capitato di sentire un’intervista a Malvaldi su Fahrenheit, su radio 3, e ammetto che lui è stato un signore, visto che alle domande sulla serie e alle critiche minime che facevano al prodotto lui ha risposto splendidamente, senza però dire nulla, però l’imbarazzo un po’ si sentiva. Non so se è perché il suo potere contrattuale è stato reso vano o lui non abbia creduto di poter valere quanto un Camilleri, ma di certo in quel telefilm io non ho visto la sua mano.

Ho registrato anche l’altro episodio (e sembra che ne faranno altri perché hanno avuto successo… ) e di certo lo guarderò per capire se tutta la serie ha perso la trebisonda o solo un episodio. Mah…

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One thought on ““I delitti del BarLume- Il re dei giochi” versione sky

  1. “L’inspiegabile caso dei Delitti del Barlume ”

    Arrivo tardi lo so.
    Ho rimandato nel leggere i libri, e poi, ho rimandato nel guardare la trasposizione tv.
    I libri li ho nel cuore, sono una nordica che emigra in toscana appena può, buona abitudine appresa in tenera età grazie alle vacanze sotto il sole della maremma.
    L’ho girata e vissuta un bel po’ la toscana, e il litorale tirreno , conosco le differenze tra le zone di mare al nord e al sud della costa, tra le varie cittadine, conosco il profumo di quel sole, la carezza tiepida di quel vento e l’allegra cadenza dei vari accenti.
    E’ facile per me aprire un libro di Malvaldi e vedermi davanti agli occhi paesaggi e facce dei personaggi e confesso che probabilmente sono una spettatrice difficile da contentare.

    L’enigma delle scelte operate nella produzione di questa serie è però insolvibile persino dal mitico Poirot.

    Palomar e Carlo degli Esposti sono rispettivamente casa di produzione e produttore dell’amatissimo Commissario Montalbano, così quando ho letto i titoli di testa mi sono sentita (erroneamente) rassicurata.
    Ah, quanto mi sbagliavo.

    Punto 1 : La location
    Bella l’Elba, tutti d’accordo. Ma ….. che c’incastra?????? PINETA è il nome della cittadina e caratteristica fondamentale del paesaggio malvaldiano…. In nessun modo la bellissima isola può assomigliare alle pigre e forse meno glamour cittadine del litorale pisano, tantomeno riproporne l’atmosfera autentica di provincia.

    Punto 2 : Gli stravolgimenti dei personaggi

    Nonno Ampelio, il nostro mitico eroe ottuagenario è improvvisamente uno zio, scapolo perdipiù .
    E Nonna Tilde? E il suo friggere oltre il massimo limite di sopportazione gastrica? Cancellati, così come il passato di Massimo e la storia di sua madre.

    Vinicio Fusco, basso e meridionale, chiaramente mai accettato dalla popolazione locale, vede Massimo come un dito in un occhio ed i vecchini come… (bhè lasciamo perdere….)
    Cancellato. Diventa donna, si fonde col personaggio di Vittoria , nuovo commissario che noi conosciamo solo nel penultimo libro e diventa Vittoria Fusco, un terzo personaggio inesistente nei libri e totalmente nuovo a noi aficionados.

    Tiziana, la banconista con puppe e cervello, esercita sui maschi di ogni età una bella attrattiva.ma nei libri non finisce tra le lenzuola di Massimo, è un’amica e tale resta.

    Massimo, il barrista matematico, la mente fina e lo spirito pungente…. diventano un’isterico barista che di matematica e logica si ricorda di rado.

    I vecchietti sono diventati una caricatura di Amici Miei, e nemmeno ben fatta.

    Punto 3:

    Lo svolgimento delle vicende narrate nei libri viene totalmente stravolto.
    Le storie sono irriconoscibili, la finezza della narrazione malvadiana è sparita, così come i suoi paralleli con il gioco delle carte (storico passatempo del litorale) , via il parlare ad alta voce di Massimo e le mitiche battute, massime e rispostacce di Ampelio e compari.
    Non c’è incastro matematico tra le inquadrature di Roan Johnson, nè l’arguto spirito dei dialoghi di Malvaldi nelle battutacce da Vernacoliere del BarLume televisivo.
    Nessuno ha tutelato lo spirito dei romanzi e difeso il lavoro dello scrittore.

    Montalbano è stato più fortunato, il suo “papà” Camilleri è uno sceneggiatore ed un regista teatrale prima che uno scrittore, era quindi forse più preparato a trasporre le vicende del Commissario in recitazione, e gli siamo tutti profondamente grati.
    Così come siamo profondamente delusi dal televisivo BarLume, che non ha che somiglianze lontanissime con il bar della nostra fantasia.

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