“Il Natale di Poirot” di Agatha Christie

Letto per tempo e finito la vigilia di Natale aspettando l’arrivo dei parenti. Mai sono riuscita a fare una cosa così combinata!

La storia la conoscevo per averla vista mille volte nella versione del film per tv, ma mai avevo letto il libro.  Ammetto che mi mancano molti libri di Agatha Christie anche se ho incominciato a leggerla da ragazzina. La mia normale propensione a centellinare gli autori nel tempo mi porta a trovarli sempre nella mia strada e a doverli leggere come dilatando il tempo: la trovo una ricchezza piuttosto che una lentezza.

Complice la lettura collettiva Cf natalizia (a dicembre non un singolo autore, ma un tema: delitto a Natale) ho trovato doveroso tornare al classico e rilassarmi. La lettura dei classici del giallo mi consente di spegnere il cervello e le eventuali ansie e di godermi l’investigazione pura e semplice.

per la trama: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Natale_di_Poirot

Sapere già come andava a finire mi ha aiutato a capire meglio la scrittura dell’autrice e come rendesse i personaggi in un racconto che si basa tutto sulle apparenze e sulla riconoscenza (in ogni senso). La Christie rivela un senso dell’ironia e dell’autoironia (legata alla sua terra e ai suoi connazionali e non su di lei) che le vale un vero plauso: mentre in altri racconti rimane presente lo stiletto contro l’ipocrisia della sua generazione, qui ci va giù pesante e non salva nessuno. Di certo ambientare un romanzo così violento e vendicativo proprio nei giorni del Natale impone che ci sia un contrasto intenso e lampante. Qui ogni personaggio è l’antitesi dell’altro: dalla misteriosa Pilar, all’esotico Farr; dai fratelli Lee, al loro dispotico e prepotente padre; dalle diverse cognate. E in mezzo a tutti c’è Poirot: serafico, fintamente tonto, gigione, elegante, educato, ma mai disattento e pronto a colpire e rimettere tutti i pezzi a posto quando meno se lo aspettano. E ogni cosa si sovrappone e si incastra all’altra con attenzione e cura e mai forzando il pezzo, conducendo per mano il lettore alla soluzione, mai davvero depistandolo.

Una delle accuse che si fa all’autrice è di nascondere sempre il pezzo centrale del puzzle investigativo e quindi di tenere il lettore lontano dalla soluzione, ma qui non accade, anche se non ci fa rimanere al fianco di Poirot ogni millesimo di secondo, ma lascia cadere gli indizi qua e là, con nonchalance come se la cosa alla fine non la riguardasse.

Poirot poi è qui in splendida forma, anche se è già nella sua fase lenta e attenta della vita e quindi sembra prendere tutto con calma serafica. Stupisce la sua attenzione alle donne di casa, non tanto perché utili alla risoluzione del problema, ma proprio come estimatore del genere femminile. Si sa che Poirot è un estimatore della bellezza e per quanto la sua “madre” lo abbia reso un impenitente scapolo ella sottolinea sempre come egli sia un vero osservatore della moda, della diversità dei caratteri e degli aspetti, eppure a me sembra sempre tutte queste osservazioni siano come degli indicatori e dei selettori per suddividere le persone e non come commenti personali. Qui invece appare l’uomo Poirot senza mai essere fuori dalle righe, anzi dovendosi rapportare con quattro donne dalle diverse caratteristiche.

Agatha Christie
Agatha Christie (Photo credit: Wikipedia)

Libro ben scritto, narrazione scorrevole e sempre molto precisa, ottimo romanzo giallo dove investigazione, mistero e paranormale (delitto che si compie nella stanza chiusa: pletora di opinioni e superstizioni a più non posso) si intersecano benissimo e con leggerezza sottile da ferire e dissanguare.

Tanto tempo era passato dall’ultimo suo romanzo, ma mi ha solo fatto venire voglia di leggerla e rileggerla.

Il telefilm è relativamente fedele al romanzo e pur tagliuzzando qua e là, aggiungendo e togliendo personaggi, non ha stravolto più di tanto il senso e l’assassino è quello, con quella motivazione e via di seguito. Ho visto telefilm più rimaneggiati…

voto: 7 e mezzo.

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