Buon compleanno J.R.R. Tolkien!

http://it.wikipedia.org/wiki/John_Ronald_Reuel_Tolkien

Neanche avessi fatto apposta, ieri ho ricominciato a rileggere per la x volta “Lo Hobbit”, ma scegliendolo nella versione annotata curata da Douglas Anderson e con la nuova traduzione curata dalla Società Tolkeniana Italia. Per quanto sia ancora all’introduzione e quindi alla nascita del libro, mi sono sentita di nuovo a casa. Forse sono un po’ hobbit dentro, anche se adoro i Roharim; forse la visione del film l’altro giorno mi ha sconvolto (e non piacevolmente, ma arriverà la recensione a breve e capirete); forse sono i ricordi che tornano alla memoria quando bambina l’ho ricevuto in regalo a Natale e l’ho letto d’un fiato emozionandomi a tal punto da doverlo rileggere ogni anno, finchè la mole di altri libri ha distrutto la tradizione.

Subito dopo sono passata a “Il Signore degli anelli”. Superato lo scoglio delle prime 100 pagine, tutto è filato liscio, mi ha fatto compagnia per qualche mese (sono sempre stata abbastanza veloce, ma a quei tempi ero alle medie e toccava studiare anche…). L’amore si è consolidato, scoppiato, forte.

In estate mi sono letta “I racconti ritrovati” e “I racconti perduti”, ma ammetto di non essermene appassionata, mentre “Albero e Foglia” letta da universitaria mi ha commossa, mi è rimasto dentro. “Il Silmarillion” è stato il momento di presa di coscienza del mondo tolkeniano, l’approccio serio alla genesi della Terra di Mezzo, il sapere il perché e il percome; lento, difficile, complicato, ma meraviglioso, visto che senza di lui non si capirebbero i rapporti fra le razze, Sauron e compagnia danzante.”La realtà in trasparenza. Lettere” è stato un momento buffo di una storia d’amore destinata a naufragare, ma che aveva Tolkien e altro come collante. “I figli di Hurin” è entrato in casa tardi, ma divorato, perché sentivo l’esigenza di tornare nella Terra di Mezzo. “Il cacciatore di draghi” divorato e rilassata. Me ne mancano tanti altri. Perché? Un po’ perché ne sono usciti tanti in periodi che non potevo permettermeli e un po’ perché pensavo di “aver superato” quel momento. Ma come mi sbagliavo!

Se un giorno entri nella Terra di Mezzo, ci cammini, ci soffri, ci piangi, ci vorresti combattere, anche se il tuo cammino si allontana per mille motivi, ti porti dentro una sorte di “mal di terra di mezzo”. In più nella desolazione di uscite fantasy per me degne di nota, tornare a casa è tornare al sicuro.

Ieri quando ho cominciato a leggere sorridevo: era come ritrovare un amico lontano che è sempre rimasto fermo nel mondo e che ti ha aspettato. Non è un effetto nostalgia, ma un capire ancora una volta da dove si è venuti e dove si vuole andare e a me sta bene così.

Potremmo passare giorni e giorni a riferire le polemiche, gli applausi, i falsi adulatori, gli ipocriti della prima ora, i fan di questo gigante della letteratura inglese. Potremmo passare vite alla disamina precisa de “Il signore degli anelli” trovando ogni volta che è di destra/sinistra, ecologista/industriale, hippie/giaccaecravatta, narrazione per bambini /esegesi per filologi, ma non ne caveremo un ragno dal buco.

Tolkien ha costruito un mondo dove per primi i suoi figli hanno camminato e si sono immedesimati, poi i suoi amici e colleghi hanno trovato ristoro e confronto, poi tutto il mondo ha trovato un piatto caldo, una spada pronta e un’avventura da intraprendere. Ha ripreso in mano i miti della sua terra, li ha studiati; ci ha messo dentro le mani con riverenza e forza; ha toccato il cuore delle leggende non per stritolarlo, ma per proteggerlo; li ha usati come padre e madre per future leggende e narrazioni. Invidio quegli studenti di Oxford che hanno potuto averlo come professore e poter ascoltare dalla sua viva voce la passione e la voglia di comunicare ciò che non è mai davvero passato.

Per me lui è il più forte pilastro della letteratura fantasy e pochi possono eguagliarlo sia nel passato come nel presente (Martin viene messo in paragone, ma non ha substrato letterario nella sua saga e in più si è fatto dominare dagli eventi e dai soldi. Nessun altro scrittore è per grammatica, letteratura e spessore, paragonabile) e si dovrebbe leggerlo come uno dei più grandi scrittori contemporanei della letteratura inglese e non solo di genere.

Io mi inchino e lo omaggio per tutto quello che mi ha regalato.

Buon compleanno Tolkien!

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2 thoughts on “Buon compleanno J.R.R. Tolkien!

  1. “Mal della Terra di Mezzo” rende bene l’idea del sentimento che coglie il lettore di fronte alla lettura dei capolavori di Tolkien. Lessi anni fa la trilogia dell’Anello e “Il cacciatore di Draghi” e l’anno scorso “Lo Hobbit”, ora ho comprato la nuova edizione del “Silmarillion” e sto pensando alla folle impresa di rileggere tutta la saga… chissà se ce la farò! In ogni caso hai ragione, non esistono autori di fantasy accostabili a Tolkien, lo stesso Martin, per quanto trovi piacevole la sua narrativa, è lontano anni luce dalla raffinatezza, dai toni, dallo stile e dalla complessità del mondo di Ea; ecco perché è davvero difficile trovare letture di questo genere pienamente appaganti: magari le storie risultano originali e piacevoli, ma il livello è sempre molto più basso e il rischio banalità e ripetitività è dietro l’angolo: Tolkien, invece, sa di epica!

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