“Il mai nato” di David S. Goyer

Premetto che ieri sera ero mortalmente stanca dopo una rievocazione in Francia e ritorno a mattina inoltrata; premetto che il mio cervello forse ha iniziato a svegliarsi oggi; premetto che mi sono anche distratta, ma a me questo film ha fatto venire noia.

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=57568

Ho notato che in questi ultimi anni va di moda non solo il demone, ma il demone legato alla religione ebraica. Forse abbiamo finito tutti i possibili preti esorcisti di questo mondo che fanno tutti la stessa cosa? I vari sacerdoti di altre religioni minori non sono più fichi? Mah…non so che dire. A sto giro i rabbini, l’aramaico e compagnia demoniaca seguente fanno veramente furore nelle sceneggiature di horror.

In questo caso si unisce tutto il possibile: una maledizione che segna una famiglia per generazioni, i gemelli e Auschwitz. Solo che i tre elementi pur incatenandosi fra loro, mentre appaiono parenti sconosciuti alla protagonista, non mostrano una vera soluzione narrativa coerente. Bisognerebbe fare un test agli sceneggiatori per capire se sono pronti a fare quel ruolo. Non so, forse io sono antipatica, ma una storia credibile è la base per ogni film, anche se ha qualche errore formale; deve avere un senso logico, deve dare nel caso spiegazioni credibili, deve saper giostrare i diversi elementi senza esagerare. In un horror tutto questo è fondamentale per la credibilità. Poi ci si mette il tecnico degli effetti speciali per rendere tutto più spaventevole. Sceneggiatura:  4.

Regia: 6. Certo fare male in questo film non era difficile, ma fare bene bisognava avere doti sovrumane per poter sopperire allo scritto e il regista non ce li ha i poteri. Fa un compitino senza infamia e senza lode, ma che scade penosamente quando decide di puntare sul fondo schiena della protagonista più che sul movimento delle macchine da ripresa.

Scenografia: 6. Ci vuole uno sforzo anche qui per rendere non credibile la nostra contemporaneità, ma nella scelta del palazzo disabitato ci siamo messi d’impegno vero? Manco a Mistero sono così bravi!

Costumi: quali? A parte le mutande e i jeans attillati, la kippah del rabbino, per il resto bastava aprire l’armadio di chiunque di noi. Anche l’apparizione del demone in forma da bambino solo pallido (ma ben in carne tocca dire), con le lenti a contatto bianche, è veramente ridicola (lo potete vedere nella locandina qui sopra).

Cast: Gary Oldman sprecato in questo film. Odette Yustman bella ma non balla: non basta avere gli occhioni da cerbiatta, un fisico mozza fiato e sculettare a destra e a manca per essere definita un’attrice. E come lei anche gli altri attori patinati scelti più per la loro avvenenza che per altro. Cosa ci fai in mezzo a loro o mio adorato Gary? Ah non dimentichiamoci anche il fisicato prete cattolico buono per altro ruolo che convertire pecorelle smarrite…

Effetti speciali: 5 Sprecata la bravura dei tecnici che hanno reso tutto coerente con fotografia e prospettiva, integrando i mostri nel contesto, ma la scelta degli stessi fa ridere i polli. Non serve più un collo che si piega di 360° per far paura alla gente.

Voto: 2. E sono generosa e non so manco perché…

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