“Il nostro comune amico” Libro 3, cap. I

Abbiamo superato la metà! Evviva! Però ce ne rimane un’altra metà da leggere e il tempo scadrà solo a novembre…meno urrà…

Si apre il capitolo con la descrizione di Londra, come se fosse una persona reale preda della nebbia e del sonno, visitata da sensazioni senza speranze come i lumi a gas dei negozi; una londra come te la aspetti, come la cinematografia ce l’ha passata in tanti film derelitti che narrano la fine dell’ ‘800. E in questa nebbia fitta, giallastra appare come uno spettro il signor Riah che troneggia nella sua drammaticità fra le strade della città come un essere appunto sovrannaturale. Il personaggio sembra per ora riscuotere le simpatie dell’autore rendendolo un personaggio nobile, anche se condannato dalla società per la sua religione. E per quanto ogni suo gesto sia misurato, silenzioso e ponderato risulta infinitamente più potente quando lo si paragona al suo padrone, l’affascinante Fledgeby. Che poi cosa avrà di affascinante sto tizio io non lo so?

L’arroganza del giovane è in ogni suo gesto, in ogni sua parola e il suo pregiudizio antisemita risulta sgradevole in ogni momento: il continuare a insinuare senza conoscere, senza aver vissuto rasenta il razzismo più becero che tanti danni fece poi. Mi chiedo invece come sia stato accolto questo personaggio e se la società dei lettori parteggiasse o condividesse i pregiudizi oppure sentisse muoversi l’indignazione per maltrattare un uomo che niente fa che quello che gli è richiesto in onestà. Mi sorprende in questi casi Dickens perché non so se cerchi di mettere alla prova il proprio lettore contemporaneo oppure abbia la coscienza che qualcosa debba cambiare al di là della sua audience: è l’autore un provocatore o un comunicatore fra pari? Non so se lo capirò mai.

L’entrata in scena di Lemmle non aiuta a rendere la scena più gradevole o ad apprezzare i due “gentiluomini” in paragone del signor Riah, il quale viene mandato velocemente fuori di scena.

E qui un momento di gioia mi pervade quando si legge che la famiglia Podsnap decide di recedere ogni rapporto con il signor Lemmle. Che Giorgiana sia salva? Così? Senza patir dazio? Stiamo a vedere.

Di certo si capisce che fra i Lemmle e Fledgeby ogni equilibrio si è rotto, così i loro sodalizi a danno di altri. Vorrei dire “ben vi sta!”, ma credo che tutto ciò vada a danno non tanto l’uno dell’altro, ma di qualche altro protagonista della nostra vicenda.

Infatti, appena Lemmle se ne esce di scena e rientra Riah, l’affascinante coso chiede notizie della ragazza che ha visto nel tetto della casa dell’ebreo. Ci manca solo questo coso a rompere le scatole! Infatti veniamo a scoprire, attraverso l’interrogatorio del coso all’ebreo, che Lisetta vista la sua condizione compressa fra troppi pretendenti è andata via, nascosta proprio di Riah che ne ha preso a cura la situazione.

Di certo l’affascinante coso non si vuol far scappare la preda e chissà cosa macchinerà per ritrovarla…che palle Dickens!

 

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