“Into the Storm” di Steven Quale

I catastrofici naturali non sono i miei generi di film, anzi credo di avere schivato a suo tempo anche “Twister” o di averne visto dei pezzi in tv in momenti diversi. Quindi vi starete chiedendo “perché sei andata a vedere questo film?” Perché così posso dare la colpa agli amici di aver investito male i nostri soldi! 😀

Scherzi a parte, ogni tanto per vedere dei cari amici ci troviamo al cinema e più o meno a turno uno sottostà alle scelte degli altri e si sorbisce un film che mai sarebbe andato a vedere; per gli amici si fanno queste cose, anche solo per poi prenderci in giro e rimarcare le pessime scelte cinematografiche.

http://www.mymovies.it/film/2014/intothestorm/

Il film è un già visto: un gruppo di cacciatori di tornado alla ricerca della tempesta perfetta da filmare si trovano in mezzo a una di queste, la più violenta della storia, salvando giovani vite, perdendone altre, facendosi gli occhi dolci, per poi tornare alla propria vita normale. Visto, rivisto e rivisto ancora. Nessuna fantasia, il cinema in crisi, nessuna nuova idea, affidiamoci agli effetti speciali: ecco in soldoni quello che penso.

Questo è il classico film su cui chiedersi se il cinema è in crisi e dovrebbe “mettersi in pensione” oppure se il remake è lecito sempre e comunque e che una storia si racconta anche con attori diversi mille volte fino all’infinito (un po’ come potrebbe essere visto il teatro). Per me il cinema ha lo stesso valore della letteratura: raccontare storie sempre nuove e, possibilmente, credibile nel suo contesto. Se leggessi sempre la stessa storia con personaggi diversi o nome diversi non mi annoierei? Io sì, altri non so. Il teatro non è come il cinema, per me forse è più legato alla bravura degli attori, al loro modo di essere quel personaggio, non si fondono, ma danno vita. Mentre il cinema vede l’attore dentro il personaggio e la vicenda prendere piede più di altri dettagli.

Detto questo che dire di questo film di positivo o negativo visto che è un già visto?

Diciamo le note positive, allora tanto per essere buoni per una volta tanto.

Effetti speciali: fanno il film, lo rendono credibile e non si sono fatti prendere troppo la mano con cose più che inverosimili. Okkei c’è la tempesta più mega fanta grandiosa della storia che prende tutto e tutti (ma non i nostri eroi), ma è fatta talmente bene che risulta vera e un po’ ci fa “pensare” …

Sceneggiatura: il buono di questo aspetto è la riduzione a quasi zero delle spiegazioni scientifiche che di solito se ragionate bene, in qualsiasi altro film del genere, risultano piene di strafalcioni che manco uno al primo esame di università senza mai aver aperto libro. Ovviamente cade nello scontato sui due ragazzini che si trovano nel mezzo dei peggio casini, oppure su chi si salva e chi no e cose del genere.

Regia: ben diretto, insomma non si notano stonature nella recitazione o nella gestione dei personaggi, anche se la resa di come si salvano i nostri eroi è veramente assurda e scontata (non potevano non salvarsi dai!). Diciamo che la sufficienza si la porta a casa.

Richard Armitage

Nota super positiva è il protagonista maschile che è quel pezzo di manzo di  Richard Armitage che dopo aver reso umano e figo il nano Thorin ne “Lo Hobbit” (e quindi per me attore sbagliatissimo per tal personaggio, ma si sa io sono nerd e fiscale!) ed essere stato notato da lì in poi in tanti altri film, qui è il padre single/vedovo vicepreside della scuola dei suoi figli, integerrimo e scostante che in giacca (la perde solo nel finale e non si sgualcisce nemmeno!) salva più o meno il mondo, o meglio il suo piccolo mondo. Bello da vedere, ma non credo che prenderà mai l’oscar con questo film.

Alla fine della fiera risparmiatevi i soldi del cinema, investiteli in altro anche in una birra e patatine o in un buon gelato e un fumetto, aspettate che questo film lo trasmettano su sky o quel che è, magari sostenete una videoteca comunale nelle vostre vicinanze, condividete con gli amici la visione e buon divertimento.

Voto: 5 si salva perché non esagera troppo e perché ha creato la mia macchina ideale: il Titus corazzato!

 

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