“Il nostro comune amico” Libro 3, cap. XII-XIII

Ecco che mi mancavano i due simpaticoni dei Lemmle che come ce li aspettiamo l’unica cosa che sanno pensare sono i soldi e gli imbrogli per ottenerli. Guardando loro Dickens riesce a descrivere l’ipocrisia delle coppie sposate che si danno per scontate, che parlano con “l’entità in mezzo a loro”: quello spettro che descrive come un sentimento di presenza-rassegnazione-accettazione che lega due persone dopo aver contratto vincolo matrimoniale è il sinonimo di quella che io intendo come abitudine o ipocrisia. Ma torniamo ai due simpaticoni. Non riuscendo a circuire Giorgiana e quindi circuirne i beni, gli unici polli da spennare potrebbero essere rimasti i Boffin, ma sulla loro strada c’è Rokesmith. Quindi come si fa? Come si può eliminarlo dalla scena? Manipolando la confidenza di Bella con la signora Lemmle, riusciranno a rendere il segretario un approfittatore e quindi costringere Boffin a cacciarlo e magari sostituirlo con Alfredo Lemmle. Il simpatico Alfredo poi vorrebbe che anche Bella si levasse dai piedi, ma per sfortuna sua la ragazza è ben voluta dai suoi padrini che sarebbe ben difficile riuscire nell’impresa. Ma qualcun altro no?

Così decisi, iniziano la vera e propria pianificazione del malefico imbroglio ai danni di Rokesmith. Vedremo se e come riuscirà a sfangarla anche sta volta..

Ad aumentare la dose di “simpatia” appare alla loro porta Fledgeby il quale dovrebbe mettere una buona parola con il signor Riah riguardo una certa ipoteca sui mobili di casa Lemmle. A condurre i giochi è la signora Lemmle (il buon Alfredo si è ritirato nelle sue stanze in modo scaltro e complice) riuscendo a manipolare a suiìo piacimento l’ospite. Vabbè, era facile, ma anche scontato! Oppure no? In fin dei conti Fledgeby è il padrone di Riah…

D. Induno, L’usuraio pegnatario in mezzo alle sua anticaglia 1853 Per maggiori informazioni andate a questo link: http://www.artericerca.com/Articoli%20Online/Miotti%20Domenico%20-%20Un%20pittore%20ritrovato%20-%20Antonella%20Bellin.htm

 

Fledgeby rimane solo nello studio di Riah e solo allora si rende conto del rischio di essere riconosciuto come vero padrone dell’agenzia Pubsey & co. e mentre medita come fare, Uccellino giunge in visita e non gli rimane che inventarsi la solita balla. Uccellino purtroppo non è così sveglia da capire come deve comportarsi con questo tizio e riesce solo a irritarlo malamente. Mentre questa situazione potenzialmente pericolosa trova la sua stasi, entra in scena Twemlow (che ritroviamo raramente) in cerca dell’ebreo e l’incontro con questo suo lontano parente non lo mette di buon umore: il dialogo fra i due è scostante e freddo con il padrone di casa che cerca di estorcere i segreti dell’altro.

I pensieri reconditi dei due protagonisti del capitolo sono diametralmente opposti: Fledgeby che costruendo la sua balla cerca di manipolare gli altri a pro dei Lemmle; Twemlow che invece è rivoltato dai rimorsi per la lettera di cambio che impugna. Il primo poi cerca in ogni modo di scoprire motivazione e atti altrui per poterne beneficiare, per stringere nei legacci altre persone e forse condannarle in qualche modo. E’ il classico usuraio, approfittatore e malvivente di alto borgo che ci si aspetta in un libro del periodo (anche se qui ce ne sono troppi di personaggi simili).

Al ritorno di Riah da casa Lemmle (supponiamo) un altro piano del padrone sta per essere messo in atto proprio a danno di Twemlow in presenza della vittima e di Uccellino. La capacità dell’ebreo di sopportare le scene teatrali improvvisate del suo padrone a danno di altra povera gente è inquietante devo ammettere perché sottolinea un rapporto di sudditanza volto più dalla discriminazione che dalle vere circostanze; terribile leggere come egli debba subire l’angheria dell’avidità del padrone senza poter alzare la testa e dire che il suo essere è completamente differente dall’immagine che gli hanno appiccicato addosso: il bieco usuraio ebreo.

Questa sceneggiata terribile in cui Fledgeby fa la figura del gentiluomo desideroso di proteggere i poveri debitori sconvolge a tal punto Uccellino da voltare le spalle a Riah trattandolo come oramai tutti lo vedono e dimenticando le gentilezze vere accordate a lei e a Lisetta. Triste e penosa situazione

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