“Il nostro comune amico” Libro 4, cap. V-VI

Tragedia e delirio a casa Wilfer: la lettera del matrimonio è giunta!

Allora prima di tutto il solito applauso alle poste inglesi (se avete mai letto le avventure di Sherlock Holmes vedrete che il servizio strepitoso è una costante e quindi costante è anche la mia invidia), secondo vabbè che le donne di casa Wilfer sono simpatiche come un gatto attaccato ai cosidetti, ma escluderle del tutto a questo evento è stata una vera crudeltà da parte di Bella e di suo padre. Mi sa che ne pagheranno le conseguenze. Il povero fidanzato di Lavinia, il povero Giorgio, secondo me diventerà il futuro capro espiatorio soffiando il ruolo al futuro suocero. Ma due sberle ben date a queste due isteriche no? Quasi quasi Bella sembra un angelo sceso dal cielo…Giorgio sei ancora in tempo a non sposarti! Fuggi, sciocco!

Poi di colpo la tempesta si placa e sono tutti felici e contenti per Bella.

Ma un buon psichiatra no? Soprattutto per la madre. Ma anche per la sorella dai.

Passa poco tempo e assistiamo alla prima visita dei signori Rokesmith a casa Wilfer, con l’ennesima scena teatrale tutto al femminile. Mi chiedo perché gli uomini di questa famiglia non si trovino direttamente al pub a scolarsi pinte di birra e non lascino ste tre tizie alle loro follie…No, non mi stanno nemmeno loro simpatici, anche se Bella è migliorata. Beh, mostra comunque la capacità famigliare femminea di far girare i propri uomini come si vuole (detestabile cosa) e uscendo invece dimostra di vivere in pacifica armonia col marito non detestando la loro condizione economica, deprecando l’avarizia di Boffin nata proprio dai soldi ricevuti. Una mia compagna di lettura collettiva dice che Bella è bipolare: beh un po’ può sembrare, ma secondo me è solo il rapporto malsano con la sua famiglia d’origine a farla sbarellare. Dickens allora si diverte a descriverla nella sua nuova e sorridente veste di sposina casalinga tutto fare: una sorta di imbranata Biancaneve, pronta a imparare per rendere felice il maritino e lustra la casa. Ovviamente non è proprio una mogliettina seria e compita e il manuale della perfezione muliebre viene anche, giustamente, scagliato lontano da lei. D’altro canto Giovanni è proprio pazzo di lei e si adegua alla scia di essere non solo accondiscendente ma ben volente nei confronti dell’altra. Ricetta per un buon matrimonio per il vecchio Charles? Mentre il rapporto padre e figlia ci riserva sempre degli aspetti grotteschi.

E si conclude il capitolo con la notizia della gravidanza di Bella (bricconcelli!!!).

http://www.victorianweb.org/art/illustration/eytinge/16.html

Wraynurn cammina lungo il fiume, notando come un antropologo da quattro soldi la società che lo attornia, oramai sfatta e corrotta e di certo “molto pittoresca”. Cammina e aspetta. Poi al fine appare Lisetta. Era ora! E il loro incontro non è il massimo del romanticismo: per quante attenzioni proferisca Eugenio, Lisetta cerca sempre di mettere fra loro due distanza e soprattutto chiede costantemente di non essere toccata (nel senso di abbracciata).  La più sensata fra i due manco era da dirlo, ma è proprio Lisetta. Ma cosa hanno questi uomini nella testa quando si innamorano: pigne? Lui non ascolta una sola parola del discorso drammatico di lei; a lui non interessa cosa voglia lei; a lui interessa solo averla. Alla fine non è che ci sia troppa differenza fra lui e il maestro nei confronti di Lisetta…forse l’unica differenza è che lui accetta (più o meno apparentemente) le parole di lei e di lasciarla in pace, anche se forse in fondo in fondo lei un pochino lo ama. Momama che drammone inutile! Fatevene una ragione!

Perso fra i suoi pensieri di innamorato respinto se ne ritorna verso la sua barca, facendo il giro inverso fra barche, pecore, marinai e pastori, parlando fra sè e sè come un matto, dandosi ragione e torto alla stessa maniera, quando all’improvviso viene aggredito da una furia inimmaginabile che lo massacra di colpi. La violenza appare in questo libro vividamente descritta, mentre Eugenio cerca inutilmente di difendersi e di aggrapparsi al suo assassino (strapperà un fazzoletto rosso che può indicare un personaggio o un altro a seconda della verità o del sotterfugio). La santa Lisetta martire passava anche lei da quelle parti per poter rinfrancare animo e sollevare i pensieri dopo la discussione con Eugenio quando sente il rumore della scena e accorre. Mostrando un coraggio maschile, prega e slega una barca e con maestria si getta a raccogliere lo sconosciuto caduto in acqua. Ricerca disperata, lenta, ansiogena , finché il corpo non giunge di nuovo a galla, forse non è morto, ma ella riesce con l’aiuto di una corda a poterlo prendere e faticosamente a portarlo a riva. Il volto è sfigurato, perde molto sangue, è più di là che di qua, ma ella non si perde d’animo e lo porta nella sua casa, fa chiamare i medici e attende l’esito del consulto col cuore titubante…

http://old-fashionedcharm.blogspot.it/2013/07/period-dramas-hand-game-answers.html
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