“I tre moschettieri” di Paul W.S. Anderson

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recensione dal sito di mymovies.it

“I tre moschettieri” sono un grande classico, ripreso più e più volte in vari modi e con soluzioni diverse e più o meno interessanti. Questa versione è sicuramente quella più smargiassa, che strizza l’occhio allo steampunk e che se ne frega della storicità e credibilità, per strappare un sorriso e una chiara serata di divertimento. La visione di questa versione della storia è assolutamente sconsigliata ai puristi e agli amanti della vicenda a tal punto da saperne a memoria le battute.

Partiamo dal cast (voto 7) di notevole spessore, con nomi più o meno conosciuti, ma sicuramente quasi tutti riconoscibili. Passiamo da un ormai noto e famosissimo Christoph Waltz che interpreta il cardinale Richelieu, al caratterista (tocca dirlo visto che appare sempre come personaggio da spalla) Ray Stevenson come Porthos, ai conosciutissimi Milla Jovovich come Milady e Orlando Bloom in un improbabile e sopra le righe Buckingham. E poi tanti altri. Insomma un cast valido che non ha sicuramente scelto questo film per ambire a qualche ruolo, ma forse ha voluto prendersi una pausa, divertirsi un po’ e fare magari cose che possono aver sognato di fare quando vedevano la versione del 1973. Insomma, per dirla in parole povere: gran cast baraccone e sopra le righe che trasmette divertimento.

Gli effetti speciali ( voto 8 ) rendono questo film valido da guardare. Perché diciamocelo ancor più seriamente. la trama è quella, anche se la resa non è stata troppo fedele (sceneggiatura  voto 5/6 ), non ci sono cose particolari da evidenziare; i costumi ( voto 7 ) sono una versione glamour o steampunk, dipende dai casi, di quelli storici. Insomma niente di nuovo sotto il telone cinematografico se non fosse per gli zeppeling o navi volanti, per i combattimenti schermistici al limite della fisica, dei labirinti alla “Mission Impossible” e cose del genere. In quel momento c’è l’esaltazione del pubblico che volutamente ha lascito il cervello sul comodino e si è preso un momento di pausa. E’ nella scenografia ( voto 8 ) volutamente esagerata, che strizza l’occhio ai fumetti e usa l’arma del verosimile storico (ne vogliamo parlare della mappa alla risiko dell’Europa che ha il cardinale sul pavimento del suo immenso studio? Semplicemente meravigliosa!).

Un film sopra le righe con una regia ( voto 6/7 ) che guida tutto senza aggiungere niente di particolare, che lascia andare la macchina del racconto senza mettere niente di troppo o di troppo poco; una fotografia ( voto 7/8 ) che fa la sua porca figura, ma senza prendere il sopravvento; la musica ( voto 7 e mezzo ) aiuta a supportare tutto.

Insomma un film da vedere con la compagnia giusta, che abbia voglia di divertimento senza troppe pretese di sottotesti. Ultima cosa: ho visto il film su netflix quindi in 2D e si guarda molto volentieri lo stesso; non vedo la necessità imperante di un 3D anche se capisco che la battaglia aerea sarebbe stata ancor più grandiosa. Guardatelo tranquillamente anche in 2D.

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