“Il 18° vampiro” di Claudio Vergnani

IMG_20181218_164858_111[1]Credo fortemente che i blogger in quanto lettori abbiano il dovere di scrivere anche quando un libro non piace, motivando la critica, perché in altro modo si falsa il mercato editoriale: siamo sommersi di libri meravigliosi, l’ho già detto e continuo a pensarlo. Avevo deciso di leggere questo romanzo dopo le entusiasmanti critiche online che lo descrivevano come un horror da non dormire la notte in salsa emiliana. Di certo le recensioni sono comunque un modo per influenzare chi legge, ma sono fondamentali per scoprire titoli in ogni modo e quindi non si può fare senza.

Il libro non mi è piaciuto, anzi mi ha profondamente annoiato.

Premetto che l’impostazione della storia è credibile, coerente e a suo modo avvincente, il problema nasce sul come ha voluto raccontarla. Le prime 260 pagine circa mi hanno profondamente annoiato (ripeto e forse capiterà altre volte) in quanto non succedeva nulla. No, sbagliato, qualcosa succedeva: caccia ai vampiri, l’amica che chiama, Giorgio il pilastro del nostro eroe che non…, caccia ai vampiri, osteria per mangiare. E nel mezzo volgarità espresse senza motivo. Ho già fatto notare in altri libri che mi infastidiscono volgarità e scene di sesso iper descritte (manco su youporn li trovi così espliciti), non perché sia bacchettona, ma perché le scene, le situazioni e come le si affronta devono essere coerenti e credibili e non buttate lì come carne da macello buona a fare sangue. Il binomio vampiri-sesso estremo fa sempre il suo effetto e acchiappa il lettore bramoso di essere colpito, ma…che noia! Ho sempre la sensazione che queste scene siano usate per coprire la mancanza di stile o di idee: alla fine fa più paura una caviglia appena accennata che un intricato connubio di corpi nudi. Vabbè, andiamo avanti.

Dicevo che fino a pagina 260 circa ho sbadigliato e, invece di mollare la lettura come avrei fatto normalmente, ho voluto capire cosa lo rendesse il fenomeno contemporaneo dell’horror italiano. In effetti, in modo inspiegabile, a seguito di un cambiamento della vicenda, cambia notevolmente lo stile rendendo la lettura più scorrevole e meno ostica. Eppure manca la sostanza.

Vi spiego brevemente i difetti enormi della narrazione.

  1. I protagonisti. Per quanto sia assolutamente credibile e accettabile che i cacciatori di vampiri siano una manica di sociopatici o sfigati sociali, qualcosa è infinitamente esagerato. Oltre alla cieca furia o al gusto perverso di impalare ogni marciume di cadavere incontrato di giorno, non c’è. Sono bestie assetate di sangue o di vendetta o di prevaricazione che riescono a sfogare su dei non morti invece che su dei vivi: lavoratori “socialmente” utili potremmo ritenerli. Quando viene inserito un personaggio credibile, volutamente l’autore lo rende inutile e incomprensibile, lasciando i nostri “eroi” al nulla di prima. Quello che mi ha dato fastidio dall’inizio alla fine è che agiscono come se non fossero dotati di cervello. Non contesto la scelta di preferire gente spostata a gente preparata, ma come ho ben letto in altre recensioni, è la resa fumettistica e caricaturale a rovinare la scelta. Il dramma non nasce, a mio parere, dallo stile, ma dalla pietà del lettore di fronte a personaggi che francamente avrebbero bisogno più di un aiuto e non solo delle pilloline e alcool che ingurgitano.
  2. Lo scollamento dalla realtà. A metà. Ovvero se tutta la scenografia è basata sulla credibile Modena e dintorni, con fuga a Venezia, se gli oggetti, il cibo, le relazioni sociali sono assolutamente credibili, non si capisce per quale motivo non aprano un libro, vadano in una biblioteca, consultino un sito complottaro per cercare informazioni sui vampiri. Il sapere, in questo libro, non esiste. In nessuna forma, manco per caso, manco un cioccolatino bacio con la scritta dentro o un biscotto della fortuna. Manco il bunker è un bunker!
  3. Non ho amato lo stile, forse per la scelta di raccontare la vicenda, scegliere le situazioni, descrivere i personaggi, ma l’ho trovato senza vera spinta, tranne nei momenti veramente drammatici dove recupera alla grande e riesce ad acchiappare il lettore.

Ovviamente in questi punti so di aver demolito il libro, anche se ha l’enorme pregio di essere coerente con la sua scelta di horror, anche se ha più l’impostazione apocalittica che di paura vera e propria (che poi…se ti trovi in mezzo all’apocalisse tanta gioia non c’è mai!); di aver creato un cattivo veramente tale e dei vampiri senza manco un briciolo di coscienza.

Apriamo un attimo la parentesi e fermiamoci sui vampiri. Vergnani sposa la causa del non morto bieco e ben lontano dall’umanità, assetato di sangue e vita da non farsi domande e seguire il proprio istinto: gli umani sono come bestiame, l’unica regola è non farsi beccare. L’autore sceglie di raccontarci una sorta di scala sociale piramidale fra i vampiri da delle forme quasi larvali a individui capaci di manipolare e gestire potere e poteri: non c’è alcuna forma di possibilità di innamoramento del cattivo e anche il fascino è perverso e distruttivo, come secondo me deve competere a un non morto che ha buttato all’ortiche infernali tutto il proprio essere più profondo. Dopo anni di vampiri sbriluccicosi e bamboccioni, ci sta ritornare al filone “dannati e basta” e farlo senza remore.

Voto: 5

Consigliato: a chi vuole vedere come in Italia si affronta il problema delle storie di vampiri.

Ah! E come insegna la cinematografia, attenzione a nominare “Martha” o chi per lei! 😉

Nota a margine. La casa editrice Gargoyle Book è una piccola casa editrice italiana che negli anni passati sfornò una serie di libri horror che una grafica accattivante e anche con una scelta di titoli poco comune. Poi fallì. Poi nel 2016 venne annunciato il ritorno, ma il sito ora pare in mano a gente che non ha niente a che fare con una casa editrice (ho cercato ora su google e mi salta fuori un articolo dedicato alla marijuana…), ma sinceramente non si capisce bene se cammini, se cammini sulle sue gambe, se sia arrivata al 2018, se…se…se. Spiace. Sappiamo tutti che fare gli editori indipendenti è nella categoria delle cose complicate in postazioni più alte della vita di Sisifo e svuotare il mare col cucchiaino. Se avete notizie più fresche che il 2017, fatemi sapere. https://www.horrormagazine.it/10113/il-ritorno-di-gargoyle-books

 

Scheda tecnica

anno di pubblicazione 2009

casa editrice Gargoyle Books

stampato presso Grafiche del Liri S.r.l. nel febbraio 2013

copertina immagini © BortN66 e ©Piotr Zajc

pagine 547

prezzo € 10,90

Nota: presenta difetti di impaginazione o scarsa cura nella stessa visto che a metà libro è quasi impossibile leggere senza cavarsi gli occhi le lettere nella piega del libro.

 

 

 

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3 risposte a "“Il 18° vampiro” di Claudio Vergnani"

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