Autori

Buon compleanno Douglas Adams!

Dont’ panic.

Prendete un asciugamano.

Forse il vostro pianeta potrebbe essere distrutto per far passare un’autostrada, ma non è colpa nostra: l’avviso era stato messo in bacheca.

Quindi?

Quindi se avete sotto mano una guida galattica per autostoppisti non abbiate paura di nulla e buttatevi in nuove e strabilianti avventure. Quelle stesse avventure che un certo Douglas Adams ha partorito alla fine degli anni ’70 e che si diffusero per tutto il cosmo velocemente anche se, ammettiamolo, quando entravi nel “club” era come entrare in un altro antro del nerdismo da sotto cultura.

42 e Douglas Adams

Si arriva a conoscere il suo lavoro di fantascienza quando nel 2005 decisero di farci un film, raccogliendo la summa di tutta la serie e facendo uscire un prodotto sicuramente non corretto al 100% (e comprendo i puristi), ma che ha fatto avvicinare il pubblico a questo autore. Io ero una di quelle persone ignoranti. Lo ammetto. Ma poi ho smesso.

E ho inforcato il mio asciugamano, ho amato alla follia Marvin, ho saputo cosa vuol dire 42 e i delfini non sono più stati gli stessi ai miei occhi. Attraverso la lettura dei suoi libri ho compreso che la leggerezza non vuol dire pochezza, che si può ridere anche del futuro e dei viaggi nello spazio senza mai perdere la serietà di una cosa che potrebbe accadere. Non voglio fare una difesa a spada tratta del suo surreale umorismo, della visione della fantascienza uscita dalla sua penna, ma vorrei solo ricordarvi che non possiamo sempre essere seri e precisi e se ci lasciassimo andare un pochino questa vita potrebbe essere molto meglio. La mia fortuna di lettrice non divoratrice mi da modo di avere ancora qualche libro da poter scoprire e con cui potermi ancora divertire come se fosse una sorpresa nuova.

Douglas Adams ci ha lasciato nel 2001 a 49 anni (inizio a pensare che la fantascienza non porti benissimo visto anche la fine di Dick, ma voglio vederci solo un caso), lasciando incompiuta la serie e quella di Dirk Gently, ma soprattutto lasciando un enorme vuoto nella vita dei suoi lettori che ogni anno lo onorano con il Towel Day il 25 maggio.

Marvin

Nel nostro piccolo quando ci sono state le votazioni elettorali abbiamo pensato con gli amici che portarci dietro un asciugamano fosse il miglior segno per riconoscersi e per far capire al mondo che…don’t panic! Abbiamo raccolto un po’ di foto nella pagina di fb “Towel day contest fotografico”.

Grazie Adams per i meravigliosi viaggi nello spazio, con la consapevolezza che tutto può succedere, ma alla fine arriveremo a capire la domanda la cui risposta è “42”.

Buon compleanno! E grazie per tutto il pesce.

 

Categorie: Autori | Tag: , , | Lascia un commento

Buon compleanno Borges!

Ma come ho fatto a dimenticarlo l’anno scorso? o.O Non so, forse perché sono talmente pigra che non guardo tutti i giorni wikipedia o cose simili per sapere chi è nato oggi. Ma lui che è davvero il mito della mia maturità, colui che più di altri mi ha fatto nascere il desiderio di vedere la città (Buenos Aires) coi suoi occhi e le sue parole piuttosto che per quello che essa è davvero, come posso non ricordarmi del suo compleanno? Vabbè, me lo sono scordato l’anno scorso e quest anno invece lo festeggiamo. E perché dovremmo farlo? Se fate questa domanda allora vuol dire che non vi siete mai persi nelle sue poesie; nei suoi romanzi brevi che raggiungono la perfezione di epica, storia, dolore, passione, vita e morte; nelle sue critiche; nei suoi studi sul fantastico; nella sua totale curiosità per tutto il mondo fatto di parole.

Ho letto tutti i suoi scritti pubblicati dalla casa editrice Meridiani in due anni (credo che nemmeno siano davvero tutti quelli che ha davvero scritto, ma è una buona selezione), centellinandoli per non creare confusione; ho letto le sue poesie una al giorno per poi scoprire che rimanevo sempre a rifletterci su per ore. “Il libro di sabbia”, per me, è il senso dell’infinito che pervade il curioso, la disperazione di non poter arrivare a conoscere tutto, l’inesorabile sensazione di finito di fronte allo scibile nascosto.

Borges è il traghettatore adulto della mia fantasia, colui che mi fa pensare che nemmeno la cecità può impedire qualcuno di leggere e sapere. E’ la passione; è come il suono del tango quando non ne sei capace di penetrare i segreti; è il sole e l’ombra che si mischiano nei giorni caldi; è quel senso di argentinità anche quando non c’entra nulla con la vera Argentina. Ma davvero è colui che mi ha riportato sulla retta via del mito, dell’epica, della fantasia, non posso che dire che davvero è questo.

Se Tolkien da ragazzina mi ha introdotta a un livello alto e impegnativo del fantastico, Borges per altri lidi mi ci riaccompagna, facendomi capire che il fantasy può essere una cosa per ragazzini, mentre il fantastico è anche, e forse soprattutto, una cosa per grandi e che non lo si può prendere sotto gamba. Perché la fantasia è quella che fa il nostro cervello, il fantasy può essere un genere, ma il fantastico che strizza l’occhio all’epica, al coraggio e alla storia è tutt’altra cosa, tutt’altro cammino di vita.

Con Borges è stato amore a prima pagina e davvero di fronte a lui mi trovo sempre in adorazione, sempre in ascolto e niente altro potrei trovare allo stesso piano e livello. Tolkien, Calvino, Borges: ecco sicuramente il mio trittico d’assi che portano a casa partita e gara.

Buon compleanno Borges tu che a tuo modo (anche paradossale) mi hai aperto gli occhi!

Categorie: Autori | Tag: , , , | Lascia un commento

Buon compleanno Salgari!

“Ai miei editori: a voi che vi siete arricchiti con la mia pelle mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che io vi ho dato pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna.”

(citazione presa dalla pagina facebook del sito di “Mangialibri”).

Come faccio a non ricordare colui che più di altri mi ha portato in giro per il mondo? Colui che mi ha fatto innamorare delle Tigri di Mompracem, tutte nessuna esclusa? Colui che mi spingeva la notte, da ragazzina, al posto di dormire, di rintanarmi sotto le coperte con la pila accesa a leggere come una forsennata, col cuore a mille per ogni minimo rumore?

Mi sono avventurata sui baobab, ho cacciato serpenti, mi sono lanciata da una nave in cerca di libertà, ho ucciso, combattuto, sparato, amato, pianto e mi sono rialzata ancora. Sono stata una tigre di Mompracen e poi ho avuto in mano il kriss pronto a sguainarlo alla prima occasione. Mi sono trovata di fronte alle statue della dea Kalì e sono stata inebriata dai fumi degli incensi. Il buio, la luce, la salsedine, i fiori, le ghirlande, la paura…profumi, colori, sensazioni che pervadono ogni mio ricordo.

Insomma, io sono stata ovunque lui mi abbia mandato e per qualsiasi scopo (anche se non ho letto tutti i suoi romanzi) e quando da ragazzina ho visto lo sceneggiato di “Sandokan” nella mia testa tutto ha avuto un senso e mi ha segnato per tutta la vita (senza dire che Kabir Bedi è stato il sogno amoroso di quasi tutte le ragazzine della mia generazione). Credo quindi di essere stata una di quelle lettrici per cui lui alla fine ha scritto: quelle piene di fantasia che riuscivano anche al chiuso di una stanza a trasformarla in giungla, palazzo, tempio e mare. Perché se lui mai viaggiò per qui lidi che ha raccontato, lui ha fatto viaggiare tutti noi e ha instillato dentro le nostre anime il concetto dell’avventura, del viaggio, del rischio. E’ stata la nostra guida e il nostro nostromo e credo che tutti coloro che sono cresciuti con le sue narrazioni al pensare alla sua vita, alle sue delusioni, avrebbero voluto fermare quel rasoio che spezzò, volontariamente, la sua esistenza e chiedergli ancora una storia, un viaggio, un’avventura.

Grazie davvero di tutto, di cuore, per tutte le emozioni che al sol pensiero ancora mi vengono alla memoria!

Grazie per aver instillato in me la voglia di cercare nell’orizzonte del mare non un’altra terra, ma un altro veliero e dietro, solo allora, la terra!

Categorie: Autori | Tag: , | Lascia un commento

Buon compleanno George Lucas!

Pensavate che mi sarei scordata di un padre della mia cultura? Mi sarei scordata di colui che ha più di ogni altro riempito la mi testa di sogni e “profezie”? Mi sarei scordata di chi ha creato più mondi che dire che sono solo frutto di fantasia è un insulto per il lavoro di precisione che è stato fatto? Non posso scordare che oggi è il compleanno del signor Lucas!

Senza di lui non avremmo avuto Indiana Jones. Non saremmo partiti per luoghi sconosciuti e misteriosi alla ricerca di tesori fantastici; non avremmo affrontato nazisti alla ricerca del graal, incontrato millenari cavalieri, amato bellissime e letali donne; non ci saremmo persi fra cunicoli, biblioteche e sotterranei. Senza di lui molti di noi non si sarebbero appassionati dell’archeologia non capendo che solo Zahi Hawass può comportarsi in un certo modo e Martin Mystere uscire indenne dalle avventure (perché Giacobbo vestito alla stessa maniera è solo ridicolo).

Senza di lui non avremmo avuto Guerre Stellari. Intere generazioni non si sarebbero formate sulla disputa fra trekkist e fan di star wars (ma come cavolo si chiamano che non ricordo!), manipolando per sempre il proprio status sociale entrando a pieno diritto nella categoria “nerd sfigato ingegnere” (mettete le pause dove più vi pare). Non avrebbe creato “mostri” che alla prima occasione di disappunto avrebbero tentato di strozzare il proprio avversario solo col potere della mente. E la frase “Luke sono tuo padre” non sarebbe stato un momento alla beautiful ma un vero dramma collettivo di prima categoria. E le nostre case sarebbero state più sgombre di action figure di jedi, sabbipodi, ewok e poster di Palpatine da adorare (non è vero, era di Leila che voi maschietti avevate il poster, mentre le femminucce sbavavano per Han Solo!). E non avremmo nemmeno potuto sfrecciare su T Fighter o Caccia ribelli all’attacco della Morte Nera con i nostri computer ora considerati preistorici, perché senza di lui la LucasArt non sarebbe mai esistita e con lei videogiochi ed effetti speciali che hanno cambiato la storia del cinema.

Se guardo poi la sua biografia vedo che ha messo le mani anche nel film “Willow” (che se non avete mai visto dovete correre a rimediare) e mi rendo conto che quando uno ha da raccontare una storia può farlo solo bene solo se ha la testa ben ferma sulle spalle e sa cosa vuole. E Lucas lo sa. O meglio lo sapeva, visto che negli anni ’90 il suo genio un po’ si smorza preferendo lavorare più sugli effetti speciali che sulle sceneggiature o regie. Perso il tocco? Non lo so, ma l’ultima trilogia di Guerre Stellari è stato un po’ un tradimento del suo lavoro e di quello che i fan amavano (stendiamo un velo pietoso sulla vendita a Disney di Darth Vader e company…).

Cosa gli auguro? Di tornare il vecchio Lucas dall’occhio lungo che sapeva incantare le platee, permettendo loro di credere in mondi diversi ma realistici, dove il potere è nella mente, ma il cuore è sempre lì dove deve stare.

Grazie per tutti i sogni ad occhi aperti che ci hai regalato! Regalacene altri dello stesso valore, se puoi.

Buon compleanno Lucas!

Categorie: Autori | Tag: , , , | 2 commenti

Buon Compleanno Orson Welles

Personaggio strabordante, talento poliedrico, impossibile evitarlo se vi piace il cinema fatto con la testa o amate la radio come una compagna di vita. E’ difficile inscatolare Orson Welles e devo essere sincera faccio fatica ad approcciarlo con fare tranquillo. L’ho studiato per l’esame di storia del cinema all’università, nei tempi che furono, me lo sono vista con occhio critico un po’ più grande (io, non lui se no è un casino), me lo ritrovo spesso quando leggo di fantascienza o di narrativa. Insomma io e lui ci guardiamo un po’ da lontano, colpa della mia deferenza nei suoi confronti. Sicuramente da studiare maggiormente, ma mi interessa di più poterne apprezzare la caratura di sceneggiatore cinematografico e radiofonico. E poi mi devo decidere di ascoltare il suo celeberrimo sceneggiato radio“La guerra dei mondi” che tanto sconvolse l’America.

Vi lascio con un pezzo trovato sul sito della Rai e lo vede approcciarsi alla lettura di “Moby Dick” di Melville. Che voce che aveva quell’uomo!!!

Buon Compleanno Orson Welles!

 

 

p.s.: è un caso che nella versione italiana di “Mork e Mindy” il capo alieno si chiamavano Orson? o.O

Categorie: Autori | Tag: , , | Lascia un commento

Buon compleanno Terry Pratchett!

Sono ancora in tempo!!! Sono ancora in tempo per fare gli auguri al mio amatissimo Terry Pratchett che mi ha donato le migliori risate, il miglior sarcasmo, il miglior fantasy (dopo Tolkien), la miglior visione della vita e i personaggi più veri che non si può.

Se dico che il mondo è sostenuto da 4 elefanti su una tartaruga è perché rinnego Keplero, Galileo e Tolomeo e tutti gli altri e solo Discworld è la verità.

Se dico che sono un troll (e questo lo dico davvero) perché ragiono meglio al freddo è perché ho capito che razza sono in verità (maschero bene che sono un orco, ma il realtà sono un troll).

Se dico che il miglior bibliotecario è uno scimpanzé di certo non sto insultando nessuno, ma solo descrivendo il miglior studioso di tutta Ankh Morpork.

Se amo i pagliacci e vorrei entrare nella loro gilda solamente per poter ammirare tutte le maschere dei miei predecessori è perché ho scoperto un segreto che al massimo posso condividere con la gilda degli assassini.

Se per essere una strega mi basta solo applicarmi perché per il resto ho davvero tutto quello quello che mi serve per discendere da Esme Weatherwax.

Se il bagaglio per essere tale deve avere le gambe se no non vale nulla. E per fare una foto ci vuole un demone pittore dentro a quella cosa magica. E per essere un nano a volte basta essere alto come uno umano, basta sentirlo dentro. E per essere una guardia ci vuole coraggio, ma per controllare il permesso per un omicidio ci vuole anche il diritto. E un cappello a punta non fa per forza uno stregone. E SE PARLI COSI’ è meglio smetterla perché Qualcuno potrebbe prendersela a male e venirti a trovare e non è la stessa cosa di un parente molesto. E se…e se pensi che potresti stare bene in Discworld perché ogni volta che apri un suo racconto ti senti a casa, devi solo ringraziare una persona: Terry Pratchett. Al pari di un bardo, al pari di

cosmologia

un trovatore, al pari di un menestrello mi sta regalando forse i migliori libri che io ho letto negli ultimi anni.

Dire che questo fantasy è per bambini (sono riuscita a discutere anche dal Libraccio) vuol dire non averli mai letti e soprattutto non averli mai capiti. Posso apparire facilotti, pieni di personaggi strampalati e surreali, ma ognuno di noi racconta la cultura del suo autore, la sua capacità di vedere il mondo attraverso la lente pura del sarcasmo e dell’ironia, la sua voglia di non cedere mai alla vecchiaia d’animo. Leggere Terry Pratchett è entrare in un mondo dove bene e male si intrecciano, mischiandosi al surreale, alla critica e al sogno. Leggerlo come se fosse una cosa per ragazzotti vuol dire non capire come si legge davvero.

Non so dire quando è nato il mio amore per questo autore, ma perdura nel tempo e tanta è la mia gioia di tornare ad Ankh Morpork e zone limitrofe, che centellino ogni libro che esce (e ne escono pochi alla volta), cerco le edizioni con le copertine di Paul Kidby, seguo un filone piuttosto che un altro per poi tornare indietro e trovarmi di fronte a personaggi che pensavo di aver dimenticato. Di ogni personaggio penso che qualcosa mi appartiene, ma poi non sono io; trovo sempre qualcosa di affascinante e che vorrei per me. Il mondo è così complesso che raccontarvelo sarebbe impossibile. E se vi trovaste in mezzo a due/tre persone che lo amano allo stesso modo verreste catapultati direttamente in quel mondo attraverso citazioni, versi e situazioni.

Grazie immenso Terry Pratchett, forse per colpa tua imparerò a leggere in inglese, perché se aspetto le case editrici italiane…e se la scienza non può ancora rallentare la tua malattia, permetti a noi lettori e appassionati di sostenerti con il nostro infinito ringraziamento e stima.

Lunga vita e forte vita Terry Pratchett!

Categorie: Autori, Libri | Tag: , , | Lascia un commento

Piange il Nilo…addio Origone.

Ognuno di noi ha i suoi miti, da piccoli o da grandi, oppure quei compagni di viaggio che ti porti dietro sin dall’infanzia senza dover essere per forza una groupie o una fan sfegatata.

Io da piccola avevo Sturmtruppen di Bonvi, Hagar l’Orribile di Dik Browne e Nilus di Origone. Poi c’erano tanti altri fumetti ad allietare la mia infanzia, ma devo ammettere che avevo una passione insana a rileggere le loro vignette fino a saperle a memoria, fino a richiamarle alla memoria nei momenti più tristi, seri o incasinati oppure per assonanza con un bel momento. Tutti e tre alla fine parlano di Storia, quella cosa meravigliosa che io amo e non c’è stato giorno, rievocazione, esperienza didattica a cui non abbia pensato a loro dando anche a loro la colpa della mia follia.

Oggi la ferale notizia che ci lascia uno degli autori di Nilus: Franco Origone.

http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/02/20/news/addio_a_origone_vignettista_del_secolo_xix-79133163/

Non ci sono parole adatte per dire quanto egli, insieme al fratello, riusciva a rendere con una sola vignetta un lungo discorso e nel frattempo strappare un sorriso. Questo devono saper fare i grandi fumettisti.

Vi lascio col suo blog e non aggiungo altro se non qualche vignetta, per continuare a ridere e ringraziare per quello che ha fatto.

.

.

.

.

Categorie: Autori, Fumetto | Tag: , | Lascia un commento

Buon compleanno Simenon!

Prima ancora di Agatha Christie, prima di Sir Conan Doyle, io ho conosciuto il giallo attraverso Simenon.

Fu una delle mie prime conquiste letterarie, suffragate da una famiglia di forti lettori e da una giovane maestra per niente timorosa per quanto fossimo la sua prima classe completa. Credo che fossi in quarta elementare e da non so quanto fra i supporti complementari all’insegnamento dell’italiano c’era la lettura e le schede libro: prima forma di recensione matura. In classe avevamo un armadio con dei libri, ma era solo un ausilio per  chi non avesse libri adatti nelle proprie case. Io ero l’ultima di casa e avevo un mondo di libri, ma non so per quale motivo pensai che dovessi leggere “Il cane giallo” che avevo appena trovato fra le mani scartabellando fra le librerie di casa. Ricordo che la maestra mi mise alla prova non credendo che avrei potuto recensire (o forse capire) un libro di tale portata. Vinsi io!

Da lì egli mi ha accompagnato per tanto tempo facendomi letteralmente innamorare di Maigret, ma non di quell’amore passionale (come sviluppai per Sherlock Holmes), ma di quello per uno zio putativo che dietro la faccia bonaria nasconde i racconti più scabrosi e intriganti. Ovviamente la cinematografia ha manipolato il mio immaginario, visto che non mi sono persa una puntata del serial interpretato da Gino Cervi. Oh come li ho adorati! I migliori sceneggiati che siano mai stati fatti, puntando sulla sceneggiatura e sulla bravura degli attori piuttosto che sugli effetti speciali.

Per lungo tempo l’ho dimenticato presa da altri autori, racconti, generi letterari, ma l’anno scorso attraverso una serie di letture collettive sono “inciampata” di nuovo su di lui, con sommo piacere, e mi sono dedicata a scoprire il suo lato di romanziere. Ho scoperto un altro Simenon, molto crudo, senza speranza, narratore di sconfitti. Mi è sembrato così lontano da Maigret che è un pensatore e non uno sconfitto, un giusto duro col cuore tenero, un uomo dalle passioni semplici e mai vinto dall’abitudine.

E’ stata una vera sorpresa trovare in un autore che pensavo conosciuto e un po’ scontato, invece un personaggio particolare, duro, dalla vita non sempre “morale”, ma che nelle foto fuma la sua pipa come se fosse un’arma e guarda in faccia all’operatore come se fosse una sfida continua. Con queste ultime letture Maigret esce finalmente dal corpo del suo padre e cammina da solo, perché il suo autore ha già percorso un suo cammino personale da cui le sue storie si sono dipanate fortificandosi mentre si fanno leggere dagli altri. Storie che vanno lette, centellinate e capite, ma che mi incuriosiscono molto, perché per quanto belga, per quanto non un semplice narratore di genere, Simenon è imprescindibilmente il padre della Francia letteraria e dell’immaginario collettivo che anima tutti noi non francesi.

Buon compleanno Simenon, ci ribecchiamo nelle tue altre storie!

Categorie: Autori | Tag: , , , | 3 commenti

Buon compleanno Charles Dickens!

Caro il mio Charles, ti ho conosciuto come tanti tuoi compari chiamati classici in età adulta, con tutto il cinismo e la “saggezza” che la vita comporta (si spera) quando gli anni passano, la voglia di divertirsi rimane e il volto è ancora quello di una ragazzina (la prossima volta che alle votazioni mi dicono che non posso votare per il senato, riforma o meno, gli tiro la carta d’identità addosso). Ma torniamo a noi. I film tratti dalle tue opere si sprecano e sei finito in mezzo in ogni situazione possibile e immaginabile e ammettiamolo sei diventato noioso e pesante per colpa altrui. Da te solo scene tristi, vicende al limite del taglio delle vene, cattivi che più cattivi non si può ma troppo normali, davvero…sei stato raccontato a tutti noi come la palla più palla del mondo. Oppure la Disney ha preso la tua opera più festiva (“Canto di Natale”) e l’ha trasformato in uno dei suoi gioielli meglio riusciti e devo ammetterlo è davvero impossibile per me non vedere in Scrooge il volto di Paperone o nello spirito del natale futuro quello di Gambadilegno.

Eppure…eppure…come dire…mi sei capitato in casa senza volerlo, aprendo la porta non solo ai tuoi racconti, ma anche a tanti tuoi sodali scrittori che sinceramente non avrei voluto far entrare. Sai com’è…quando si inizia il gioco delle letture collettive, quando si esce dal proprio sicuro recinto di lettore e si decide che è ora di rischiare, si fanno queste e altre cose.

Ho letto “Canto di Natale” in due ore, bevendolo e alla memoria non è apparso solo Topolino & co, ma anche “La vita è meravigliosa”di Capra e ho scoperto un vero gioiellino fatto di un miscuglio di leggerezza e profondità, di stimolo a guardarsi dentro e voglia di rischiare per cambiare; un libro che dimostra che non è la mole di pagine o il numero di parole a fare un gioiellino che rimarrà per sempre nella storia della letteratura.

Poi mi sei caduto con “Il nostro comune amico”. Ora che siamo fra noi due, puoi dirlo Charles, senza remore: c’hai pagato le bollette con questo lavoro? Non ti è mai piaciuto, l’hai tirato alla lunga, solo per quel motivo, vero? Non c’è altra spiegazione! La vena ironica e sottile si è trasformata in sarcasmo e pesantezza tipica delle vecchie comari inacidite e la presentazione di personaggi tutti di una bidimensionalità asfissiante; hai nascosto il piglio sotto alle vesti dei pochi personaggi che spiccano per umanità e completezza. E’ colpa delle bollette, non c’è da dire altro, perché aver letto con attenzione quei due libri fa pensare che non siano stati scritti dalla stessa persona, pur mantenendo un labile filo rosso di comunanza.

Mi dicono che nel mezzo ci sono altri validissimi libri, ma diciamocelo alcuni mi attirano come mangiare il pane secco senza l’ausilio di un bicchiere d’acqua. Perché sei stato preso come banditore della sfiga che imperversa fra le persone? E’ solo colpa dell’epoca in cui sei vissuto, della tua vita, della società londinese? Oppure è solo la nostra programmazione scolastica italiana da “pezze al sedere e lacrime da versare” che ha preferito divulgare “Oliver Twist” piuttosto che altri romanzi più leggeri?

Qui lo dico e non lo rinnego che è mia volontà darti altre possibilità di dimostrare il tuo carattere e il tuo valore, la tua ironia e il tuo sarcasmo, lontano dalle recensione della intellighenzia che ci vuole tutti tristi, pensierosi e con le dita continuamente schiacciate nel cassetto.

Buon compleanno Charles Dickens!

 

Categorie: Autori | Tag: , , , | Lascia un commento

Buon compleanno J.R.R. Tolkien!

Neanche avessi fatto apposta, ieri ho ricominciato a rileggere per la x volta “Lo Hobbit”, ma scegliendolo nella versione annotata curata da Douglas Anderson e con la nuova traduzione curata dalla Società Tolkeniana Italia. Per quanto sia ancora all’introduzione e quindi alla nascita del libro, mi sono sentita di nuovo a casa. Forse sono un po’ hobbit dentro, anche se adoro i Roharim; forse la visione del film l’altro giorno mi ha sconvolto (e non piacevolmente, ma arriverà la recensione a breve e capirete); forse sono i ricordi che tornano alla memoria quando bambina l’ho ricevuto in regalo a Natale e l’ho letto d’un fiato emozionandomi a tal punto da doverlo rileggere ogni anno, finchè la mole di altri libri ha distrutto la tradizione.

Subito dopo sono passata a “Il Signore degli anelli”. Superato lo scoglio delle prime 100 pagine, tutto è filato liscio, mi ha fatto compagnia per qualche mese (sono sempre stata abbastanza veloce, ma a quei tempi ero alle medie e toccava studiare anche…). L’amore si è consolidato, scoppiato, forte.

In estate mi sono letta “I racconti ritrovati” e “I racconti perduti”, ma ammetto di non essermene appassionata, mentre “Albero e Foglia” letta da universitaria mi ha commossa, mi è rimasto dentro. “Il Silmarillion” è stato il momento di presa di coscienza del mondo tolkeniano, l’approccio serio alla genesi della Terra di Mezzo, il sapere il perché e il percome; lento, difficile, complicato, ma meraviglioso, visto che senza di lui non si capirebbero i rapporti fra le razze, Sauron e compagnia danzante.”La realtà in trasparenza. Lettere” è stato un momento buffo di una storia d’amore destinata a naufragare, ma che aveva Tolkien e altro come collante. “I figli di Hurin” è entrato in casa tardi, ma divorato, perché sentivo l’esigenza di tornare nella Terra di Mezzo. “Il cacciatore di draghi” divorato e rilassata. Me ne mancano tanti altri. Perché? Un po’ perché ne sono usciti tanti in periodi che non potevo permettermeli e un po’ perché pensavo di “aver superato” quel momento. Ma come mi sbagliavo!

Se un giorno entri nella Terra di Mezzo, ci cammini, ci soffri, ci piangi, ci vorresti combattere, anche se il tuo cammino si allontana per mille motivi, ti porti dentro una sorte di “mal di terra di mezzo”. In più nella desolazione di uscite fantasy per me degne di nota, tornare a casa è tornare al sicuro.

Ieri quando ho cominciato a leggere sorridevo: era come ritrovare un amico lontano che è sempre rimasto fermo nel mondo e che ti ha aspettato. Non è un effetto nostalgia, ma un capire ancora una volta da dove si è venuti e dove si vuole andare e a me sta bene così.

Potremmo passare giorni e giorni a riferire le polemiche, gli applausi, i falsi adulatori, gli ipocriti della prima ora, i fan di questo gigante della letteratura inglese. Potremmo passare vite alla disamina precisa de “Il signore degli anelli” trovando ogni volta che è di destra/sinistra, ecologista/industriale, hippie/giaccaecravatta, narrazione per bambini /esegesi per filologi, ma non ne caveremo un ragno dal buco.

Tolkien ha costruito un mondo dove per primi i suoi figli hanno camminato e si sono immedesimati, poi i suoi amici e colleghi hanno trovato ristoro e confronto, poi tutto il mondo ha trovato un piatto caldo, una spada pronta e un’avventura da intraprendere. Ha ripreso in mano i miti della sua terra, li ha studiati; ci ha messo dentro le mani con riverenza e forza; ha toccato il cuore delle leggende non per stritolarlo, ma per proteggerlo; li ha usati come padre e madre per future leggende e narrazioni. Invidio quegli studenti di Oxford che hanno potuto averlo come professore e poter ascoltare dalla sua viva voce la passione e la voglia di comunicare ciò che non è mai davvero passato.

Per me lui è il più forte pilastro della letteratura fantasy e pochi possono eguagliarlo sia nel passato come nel presente (Martin viene messo in paragone, ma non ha substrato letterario nella sua saga e in più si è fatto dominare dagli eventi e dai soldi. Nessun altro scrittore è per grammatica, letteratura e spessore, paragonabile) e si dovrebbe leggerlo come uno dei più grandi scrittori contemporanei della letteratura inglese e non solo di genere.

Io mi inchino e lo omaggio per tutto quello che mi ha regalato.

Buon compleanno Tolkien!

.

Categorie: Autori | Tag: , , , | 2 commenti

Blog su WordPress.com.