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“Shada” di Douglas Adams & Gareth Roberts

Ho comprato questo libro una sera d’autunno per il semplice motivo che non si può non amare il Dottore. Il Dottore chi? Il Dottore. Beh chi non avesse capito questa semplice domandina e non avesse riconosciuto uno dei tormentoni più famosi della storia della televisione, dovrebbe, con molta pazienza, andarsi a vedere la serie “The Doctor Who” nata negli anni ’60 alla BBC e diventata nel tempo non solo la serie televisiva più longeva, ma un vero fenomeno di culto. A seguito del successo del telefilm è normale che sia nato non solo un fortissimo fenomeno di merchandising (credo più tipico dei giorni nostri, dopo la ripresa della serie), ma anche una serie di libri che integrassero, aggiungessero storie a quelle già narrate senza stravolgere troppo la già intricata vicenda.

Allora vediamo un altro grande della fantascienza iniziare, ma non completare, una completa storia cartacea, dopo aver scritto alcuni episodi della serie televisiva; vediamo un altro autore portare a termine questo racconto e regalare a noi piccoli appassionati di fantascienza un vero gioiellino in stile Dottore.

Appena ho iniziato a leggere la vicenda il mio cervello ha immaginato il Dottore nella sua ultima trasformazione, la dodicesima quella di Capaldi per intenderci, con un Dottore per niente sex simbol, ma solo un alieno eccentrico, incomprensibile, vulcanico e meticoloso; poi arrivano le descrizioni e ci si rende conto che il Dottore è il quarto, con la sua lunga sciarpa colorata interpretato da Tom Baker, uno dei più amati e longevi. Per chi come me si è avvicinata alla serie nella sua nuova fase, quindi con l’ottava incarnazione, trovarsi di fronte a un classico è spiazzante…oppure no? In realtà quando si completa la storia, quando si chiude il libro, si sospira, si cerca con le orecchie di sentire il rumore del tardis, quando si torna alla normalità ci si rende conto del vero senso del personaggio: non importa chi sia l’attore, la compagna o i compagni che lo seguono, dove va e quale siano i nemici, egli è sempre uno perché dietro c’è un lavoro di sceneggiatura veramente immane.

E qui torniamo alla nostra vicenda. Non ci sono dalek, i ciberman, il Maestro o gli angeli piangenti, qui c’è Skagra e la sua ricerca della fantomatica Shada e del potere assoluto attraverso la conoscenza universale. Tutto qui? No, dico, uno vuole solo diventare “padrone di mondo” (cit.) e cosa sarà mai? Niente, se non fosse che così facendo l’universo intero sia in pericolo per la propria esistenza e quando queste cose accadono “casualmente” passa di lì un Dottore a caso e rimette a posto la situazione.

Il romanzo si svolge come una classica avventura della serie, anche se è meglio dire che sembra uno special vista la complessità della situazione, i personaggi (sempre molto pochi come è doveroso per una puntata), ma tante sono le informazioni che vengono date non solo sul protagonista, ma anche su cosa sia un Signore del Tempo, quanti siano i Signori del Tempo, Gallifrey e tanto altro. In questo senso il romanzo destabilizza lo spettatore/lettore abituato a un’altra visione della vicenda personale del Dottore: vederlo girare non con la compagna (è sempre pieno di donne, senza manco rendersi davvero conto di questa cosa) terreste, ma con una Signora del Tempo è inusuale, come altro.

Mi piacerebbe capire come questo racconto riesca a inserirsi nel contesto narrativo complessissimo della serie o se, rimanendo una cosa a parte, non lo scalfisca di un millimetro. E’ presto detto che con lo special del 50esimo anno tante carte sono state ribaltate e molti filoni rimescolati.

La scrittura è quella che ti aspetti da Adams, con quel pizzico di non senso fantascientifico che lo ha fatto amare al pubblico e riscoprire anche dopo la sua morte, ma con qualcosa di diverso dovuto proprio alla riscrittura di Roberts che non volle lasciare nel dimenticatoio lo script (leggere la postfazione alla fine è qualcosa di illuminante per capire tutti gli intrecci fra questi protagonisti dietro e dentro questo libro).

Un libro che si consiglia a chi è appassionato della serie e dell’autore originale per voler partire per la scoperta dell’universo dentro una cabina del telefono blu della polizia.

Voto: 7

Scheda tecnica

Anno di pubblicazione:2012

Finito di stampare ottobre 2013 presso ELCOGRAF S.p.a., Cles (TN), stampato in Italia

Titolo originale: “Dottor Who- Shada”

Traduzione di Alessandro Vezzoli

Casa editrice: Oscar Mondadori

Progetto grafico di Two Associates

art director Giacomo Callo

365 pagine

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Buon compleanno Douglas Adams!

Dont’ panic.

Prendete un asciugamano.

Forse il vostro pianeta potrebbe essere distrutto per far passare un’autostrada, ma non è colpa nostra: l’avviso era stato messo in bacheca.

Quindi?

Quindi se avete sotto mano una guida galattica per autostoppisti non abbiate paura di nulla e buttatevi in nuove e strabilianti avventure. Quelle stesse avventure che un certo Douglas Adams ha partorito alla fine degli anni ’70 e che si diffusero per tutto il cosmo velocemente anche se, ammettiamolo, quando entravi nel “club” era come entrare in un altro antro del nerdismo da sotto cultura.

42 e Douglas Adams

Si arriva a conoscere il suo lavoro di fantascienza quando nel 2005 decisero di farci un film, raccogliendo la summa di tutta la serie e facendo uscire un prodotto sicuramente non corretto al 100% (e comprendo i puristi), ma che ha fatto avvicinare il pubblico a questo autore. Io ero una di quelle persone ignoranti. Lo ammetto. Ma poi ho smesso.

E ho inforcato il mio asciugamano, ho amato alla follia Marvin, ho saputo cosa vuol dire 42 e i delfini non sono più stati gli stessi ai miei occhi. Attraverso la lettura dei suoi libri ho compreso che la leggerezza non vuol dire pochezza, che si può ridere anche del futuro e dei viaggi nello spazio senza mai perdere la serietà di una cosa che potrebbe accadere. Non voglio fare una difesa a spada tratta del suo surreale umorismo, della visione della fantascienza uscita dalla sua penna, ma vorrei solo ricordarvi che non possiamo sempre essere seri e precisi e se ci lasciassimo andare un pochino questa vita potrebbe essere molto meglio. La mia fortuna di lettrice non divoratrice mi da modo di avere ancora qualche libro da poter scoprire e con cui potermi ancora divertire come se fosse una sorpresa nuova.

Douglas Adams ci ha lasciato nel 2001 a 49 anni (inizio a pensare che la fantascienza non porti benissimo visto anche la fine di Dick, ma voglio vederci solo un caso), lasciando incompiuta la serie e quella di Dirk Gently, ma soprattutto lasciando un enorme vuoto nella vita dei suoi lettori che ogni anno lo onorano con il Towel Day il 25 maggio.

Marvin

Nel nostro piccolo quando ci sono state le votazioni elettorali abbiamo pensato con gli amici che portarci dietro un asciugamano fosse il miglior segno per riconoscersi e per far capire al mondo che…don’t panic! Abbiamo raccolto un po’ di foto nella pagina di fb “Towel day contest fotografico”.

Grazie Adams per i meravigliosi viaggi nello spazio, con la consapevolezza che tutto può succedere, ma alla fine arriveremo a capire la domanda la cui risposta è “42”.

Buon compleanno! E grazie per tutto il pesce.

 

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