“Il nostro comune amico” Libro 2, cap. III

Ehi fermi tutti! Qui Dickens bara! Lui deve aver avuto una macchina del tempo o doti di preveggenza perché all’apertura di questo capitolo sta descrivendo in che modo vengono scelti i parlamentari italiani di questi ultimi anni! Non vale! Bisognerebbe arrestarlo per frode letteraria ed abuso di doti paranormali.

Veneering viene convinto a diventare un politico nel modo più allucinante che si possa immagina e mi chiedo quale impatto possa aver avuto sui lettori contemporanei di Dickens. Nel paese, la perfida Albione, che si pecca di essere paladino di legalità e politica, sapere che soldi e conoscenze sono il motore per assurgere a certe cariche, deve aver fatto veramente scandalo. Oppure qualche crepa nella solida facciata di essere integerrimo si fa vedere, incapace di mascherare le varie meschinerie politiche?

Il primo contatto è Twemlow il quale non si fa pregare e declina ogni possibile aiuto, anche perché implicherebbe coinvolgere il suo cugino lord. Il rapporto fra i due cugini è palesemente di sudditanza psicologica ed economica visto che lord Snigsworth passa una rendita a Twemlow in cambio di ottemperare tutta una serie di paranoie e di etichette ben stabilite.

Eppure Twemlow offre all’amico Veneering il suo aiuto personale per la sua campagna. Vediamo cosa ne salta fuori.

Il secondo contatto, Podsnap, capisce fischi per fiaschi e palese il suo piccino egocentrismo eppure spinto da un non so che di inspiegabile decide comunque di dargli una mano, prendendo anche in mano la situazione.

La stessa signora Veneering inizia a smuovere tutte le sue conoscenze per poter aiutare il marito a diventare deputato.

E’ strano come i tempi cambino, ma alla fine siano soli i mezzi di comunicazione o di supporto che siano davvero mutati. Qui Dickens sottolinea l’importanza della carrozza e del farsi scorrazzare a destra e a manca per incontrare personalmente le persone utili oppure i circoli giusti; ora basterebbe alzare il telefono e incontrarsi per un brunch o una cena a un famoso ristorante. L’esigenza poi di avere un comitato che supporti l’azione elettorale è la stessa: l’unione fa la forza, ma soprattutto l’unione delle conoscenze fa la vera forza.

La citazione poi del personaggio Guy Fawkes mi pare (e diciamo che la coincidenza sfiorata, visto che il personaggio è legato al 5 novembre, è fra quelle più interessanti) mi pare fuori luogo e devo ammettere che fatico a comprenderla appieno. Il personaggio di Veneering e il suo comitato è dei più surreali e innocui che si possono immaginare, mentre Fawkes fu un rivoluzionario o un terrorista, dipende dai punti di vista. Mi chiedo cosa volesse davvero dire l’autore citandolo. Cosa spingesse a pensare nei suoi lettori.

Ora, vista l’assenza di opposizione e un discorso della più bassa scuola di politica, il nostro eroe viene eletto deputato con somma gioia e stanchezza di tutti. La signora da poi sfoggio delle sue qualità docilmente melodrammatiche risultando un personaggio alquanto stucchevole e svenevole per i miei gusti.

Twemlow conclude il capitolo con cinismo oserei dire, chiedendosi perché gli sia capitato addosso, a quell’età, quel Veneering. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, Twemlow!!

The Lobby of the House of Commons, 1886, by Liborio Prosperi (‘Lib’) (died 1928).