“Non voltarti indietro” di Linwood Barclay

Ho impiegato un po’ a leggere questo libro, perché non essendo stata nei termini di lettura della biblioteca ho dovuto richiedere il prestito e quindi aspettare un po’ di mesi. Vabbè. Malgrado questo inconveniente ricordavo perfettamente la vicenda iniziata e più o meno anche il punto in cui ero rimasta.

La vicenda sarebbe semplice: un giornalista, bravo padre e marito, con la sua vita normale, inizia a investigare in un caso di corruzione per la costruzione di una prigione privata. Inizia l’investigazione e poi la moglie scompare e nessuno gli crede, anzi viene indagato per omicidio. La sua fortuna è che non viene incarcerato, ma tutta la vicenda avviene nei pochi giorni di sparizione e pre incarceramento (o meglio quello che vorrebbe fare il capo della polizia locale, mentre alla fine l’investigatore incaricato inizia ad avere qualche dubbio). E qui la faccenda si incasina parecchio e mi viene da dire che troppa carne al fuoco è stata messa.

Da un lato c’è il caso giornalistico con tanto di corruttore che impersonifica il cattivo senza morale. Da un altro c’è il giornale, di provincia e mal messo economicamente, con piccoli squali di colleghi o capi reparto. Da un altro ancora c’è la moglie che poi non si sa cosa, chi e perché (o meglio il marito non lo sa, mentre noi lettori seguiamo anche la vicenda di lei) e allora c’è una indagine privata. Da un altro ancora c’è il passato e le conseguenze sul presente. Insomma davvero troppa carne al fuoco per un unico libro. Non dico che alla fine ci siano delle cose tirate per i capelli, ma la vicenda del corruttore ha un finale assurdo, mentre quella principale è purtroppo un po’ tirata, come se le pagine fossero finite e l’autore dovesse rimanere entro un tot di pagine (che poi sono davvero tante: 470).

In più ho avuto la sensazione di un “già letto” ricordandomi molto il libro “Il prossimo sarai tu” di Gregg Hurwitz. In entrambi i libri i protagonisti maschili devono affrontare un passato imprevisto, un presente pericoloso e devono cavarsela fra assassini e affaristi senza scrupolo.

Alla fine dopo tanti commenti non proprio positivi, perché dargli la sufficienza? Perché il libro si legge velocemente, prende il lettore e non è troppo complesso. E’ vero che ci sono tante cose, ma tutte vengono dipanate in modo logico e lineare e non si deve cercare nel pensiero la tal parola detta dal personaggio di sfuggita a cui non si è dato troppo peso. Non è un libro di investigazione seduti in poltrona, ma è lo svelamento di un mistero che, suo “malgrado”, coinvolge gente senza scrupoli e svela che le persone mentono per i più bassi e banali desideri.

Voto: 6 +