Ioleggoperché edizione 2017

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E poi ti regalano la spilletta e i segnalibri!

Nel lontano 2015 scrivevo in questo post i miei dubbi sull’edizione di “Io leggo perché”: dubbi che nascevano sulla modalità e sui soggetti della campagna, oltre a far nascere altri dubbi e altre idiosincrasie. Non cambio idea su quella lontana edizione che continua a non convincermi, ma loro hanno cambiato target e io oggi li sostengo.

L’edizione 2017 è davvero figa e importante: sostiene le biblioteche scolastiche! Quegli angoli meravigliosi che dovrebbero essere la panacea di ogni male per gli studenti, la possibilità di leggere e capire senza spendere soldi, di innamorarsi e far innamorare, di aprirsi la mente (senza rompersela e senza traumi cranici). I miei ricordi su una biblioteca scolastica sono legati alle elementari e alle superiori (alle medie non l’avevamo o era talmente orrenda che manco mi ci avvicinavo e comunque non abbiamo fatto in quei 3 anni nessun lavoro costruttivo sui libri).

Alle elementari non ne avevo bisogno perché i miei genitori i libri me ne compravano “anche troppi” e in più avevo anche quelli di mio fratello, ma ho impressa nella mente l’immagine di un armadietto metallico grigio, quelli classici delle vecchie scuole, quelli che li potevi scassinare solo guardandolo, in un angolo del lato della classe dove c’era la cattedra sopraelevata, la lavagna e una parte delle mappe e stampe appese ai muri. Ricordo quell’armadio illuminato dal sole (lo ricordo sempre così, a volte i ricordi sono belle bugie si sa), ma ricordo la maestra che ci insegnava a fare una scheda libro simile a una recensione moderna (tutti i dati tecnici dovevamo segnare e non solo fare il riassunto, dire anche perché ci era piaciuto), con pazienza e passione, con attenzione e senza guidarci troppo nel giudicare un libro. Ho avuto una gran maestra lo so e ne sono orgogliosa perché è stata proprio come quel “armadietto metallico pieno di libri baciato dal sole”.

Alle superiori la biblioteca del liceo classico era pieno di libri classici fondamentali per chi, come noi, non aveva internet (era l’anteguerra sapevatelo. Io andavo a scuola con Annibale) e comprare un libro per fare una ricerca era un lusso anche per chi avrebbe rinunciato a un pasto per loro. In più se trovavi bene la versione di latino e greco era fatta! Scherzi a parte (fino a un certo punto però), quella biblioteca è stata l’anticamera degli studi alla Biblioteca Palatina e poi al concetto universitario di lavoro per gli esami: è stata davvero parte dell’insegnamento per chi avrebbe sudato e faticato sui libri per tanti anni, qualsiasi fosse stata la sua strada futura.

Quindi quest anno io alla campagna “Io leggo perché” ci credo fortissimamente e ho aderito, comprando oggi “Moby Dick” di Melville. Il libro era nella selezione fatta dai professori e sono stata colpita che ci fosse, insieme all’ “Aleph” di Borges o a “Lo Hobbit” e “Il signore degli anelli” di Tolkien, libri che ho amato e che amo e autori che ritengo veramente fondamentali per la letteratura in generale. Perché alla fine ho scelto “Moby Dick” allora? Per due motivi fondamentali: da bambina fu il libro di avventura che mi salvò un’estate  marittima di libri da “femmina” e mi confermò che andar per mare per me è cosa da pirati, balenieri, corsari, velieri e cose così e non sabbia, scogli, lettino e noia; secondo perché lo sto rileggendo ora, a distanza di 30 anni credo o poco meno, e lo sto amando, di un amore maturo e cosciente, ma per me andar per mare rimane roba “da pirati, balenieri, corsari, velieri e cose così e non sabbia, scogli, lettino e noia” (autocit.). Ho augurato ai ragazzi di andar per mare in ogni senso e di viaggiare e di non aver paura, perché alla fine “Chiamatemi Ismaele” è quasi liberatorio se ci si crede.

Vi metto il link della pagina della campagna e vi consiglio caldamente di andare a comprare un libro, anche perché poi alla fine, fatto il conto totale gli editori regaleranno in scala nazionale un numero uguale di libri da suddividere con le scuole e questo vuol dire che il vostro libro vale doppio e più libri se ne regalano più libri avranno le scuole davvero.

IO LEGGO PERCHE’ EDIZIONE 2017

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