Elogio della biblioteca

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Paura di tutti i lettori veri.

Un post così, che nasce soprattutto dalla riflessione mia personale quando vedo gente comprare un sacco di libri, lamentarsi degli acquisti e dei soldi spesi, farsi consigliare senza senso libri da altri (conosciuti e sconosciuti) e poi magari lamentarsi del pessimo consiglio. Maaaaaaaaaaaaa tutti hanno questa marea di spazio e soldi da comprare ogni libri che gli passa per la mente? No, perché io vivo in spazio vitale risicato e con i pochi soldi che passa il convento lavorativo tanti libri non me li posso comprare. Quindi? Cosa non quadra?

Alt! Ognuno con i suoi soldi fa quello che gli pare, quindi non contesto minimamente l’acquisto di oggetti che fanno piacere, ma mi chiedo se abbia senso spenderli senza ragionamento oculato, visto che poi le lamentele ci sono. Un tempo anche io, con la mia famiglia d’origine, non avevo problemi a comprare libri e devo dire che raramente abbiamo acquistato male, ma è semplice fortuna oculata: rimanere in ambito del conosciuto o leggere un autore classico che ha scritto tanto aiuta tantissimo. Poi è arrivata la crisi e anche la diminuzione di spazio vitale e allora si sono riscoperte le biblioteche. E si è aperto il mondo!

Come si fa a vivere senza biblioteche se sei un lettore onnivoro e affamato? E sul limite della povertà una volta sì e l’altra pure, aggiungiamo. So di aver scritto altre volte sulle biblioteche e sul fatto che per me è stata una meravigliosa scoperta che ha solo ampliato il mio spazio mentale senza dover diminuire soldi e spazio fisico. Ora mi chiedo perché non le si usi in modo più massiccio…

Molto probabilmente ci saranno analisi su questo fenomeno, ma è meno impattante del problema dell’editoria, delle librerie che chiudono o del fatto che i lettori diminuiscono. Lettori o compratori di libri? Me lo sono sempre chiesta. Alla fine anche se sembra tutto la stessa roba, se vai in biblioteca il libro non lo compri, non fai girare l’economia, quell’editore non stampa x libri, quella libreria non vende, non ci sono stipendi per chi lavora e quindi poi si chiude. Corto circuito lettori! Qualcosa non quadra nel mio ragionamento, ne sono convinta. Qualcosa che riguarda l’educazione al leggere e al possedere libri, perché essere lettori non vuol dire comprare libri (io ne compro in modo compulsivo e ne leggo di meno di quelli che prendo o compro e leggo altro, non so, follia mia), comprare libri o tanti libri non ci rende ottimi lettori, leggere tanto non sempre implica comprendere quello che si legge, consultare testi non sempre aiuta. Non…non…non. Allora cosa servono le biblioteche? A far guerra all’editoria, al commercio, alle librerie? Non scherziamo! Eppure sembra così, se non ci rendiamo conto che non sono binari paralleli di un unico tragitto ferroviario, ma punti di interscambio, di passaggio, di consapevolezza.

Quindi adesso vi metterò i punti per cui, secondo me, ogni forte lettore, medio lettore e nuovo lettore deve sostenere le biblioteche civiche, comunali o quel che è, incentivarne il prestito, insistere sugli acquisti e farle vivere.

  1. sono un centro d’aggregazione sociale. Questa non è difficile da capire, ma in un mondo sempre più isolante, dietro ognuno ai nostri schermi, uscire e guardarsi in faccia non è male. A volte in biblioteca si riparano persone che una casa non ce l’hanno e qui continuano ad avere un senso di umanità civile (sempre che si comportino degnamente).
  2. sono un centro di scambio di idee, soprattutto le biblioteche universitarie, anche se in certe città qualcuno pensa che siano il loro territorio personale di “anarchia” dove le leggi sono sospese, in realtà quei luoghi dovrebbero continuare la tradizione delle università laiche medievali, nate in antitesi e continuità con i monasteri religiosi e quindi permettere che le idee circolino, si scontrino, si ricalibrino per il bene di tutta la comunità e della politica.
  3. sono un momento in cui la solitudine si può combattere. Pensate a quanta gente sola, spesso anziani, “costretta” a uscire di casa per andare a prendersi qualche libro, trova poi un modo per scambiare due parole non solo col bibliotecario. Un tempo avevamo le piazze, ora abbiamo i centri commerciali con l’aria condizionata, ma ci possono essere anche le biblioteche.
  4. sono un luogo di crescita, soprattutto le biblioteche per bambini. E’ vero che ci sono asili, giardinetti e parchi apposta, ma non di solo svago deve vivere il cervello di un bambino, futuro adulto. Alimentiamo quei neuroni anche con le storie!
  5. sono un supporto economico per lettori. Questa è facile da capire.
  6. sono un supporto economico per lettori dubbiosi, nel senso che se non sei convinto che quel libro ti piaccia, lo prendi in biblioteca e poi magari te lo compri (capita, fidatevi).
  7. sono un momento di incontro fra lettori e scrittori e/o editori. Sono un salotto accogliente in cui parlare di cultura a qualunque livello.
  8. quando giocavate a sim city senza biblioteche il vostro quartiere non progrediva anche se avevate altro, qualcosa vorrà dire no?
  9. sono un luogo in cui le domande possono trovare risposte. Con tutti quei libri uno che ti dica cosa cerchi dovresti trovarlo!
  10. sono un luogo di innamoramento e amicizia. Dai, perché no?
  11. sono un ente sociale, educativo, culturale, propositivo e civico. Basterebbe solo questo per doverle sostenere.
  12. leggere libri rari, fuori catalogo, costosissimi.
  13. Non ci sono solo libri, ma anche dvd, cd, fumetti e tanto altro.

Forse ci possono essere anche altre risposte sul perché è dovere di ogni cittadino pretendere e sostenere le biblioteche, ma forse basterebbe capire che esse sono come i musei, dove la cultura è a disposizione di tutti perché possano crescere e amare la cultura e ampliare i propri orizzonti e capire come spendere anche i propri soldi per comprare libri che fisicamente devono starci vicino per tutta la vita possibilmente. Una città senza biblioteche è una città afona, che allontana da se stessa chi deve invece investirci soldi, tempo, passione, fatica e gioia. Non prendetemi per scema, perché non vivo sulle nuvole, ma le biblioteche sono non un’antagonista alle librerie, ma la spalla su cui appoggiarsi perché permette davvero che la conoscenza possa arrivare a tutti senza spendere nulla di più delle tasse comunali che già si pagano.

Credete nelle biblioteche, perché possono permettere a piccole case editrici di nascere, agli editori di investire e alle librerie di crescere: ogni nuovo lettore nato, cresciuto, educato, appassionato, sarà un lettore compratore bisognoso di capire, vedere, crescere, avere e incontrare.

Andate nelle biblioteche quando siete in crisi di lettura e non sapete cosa leggere, fidatevi dei consigli di amici e bibliotecari, ma se avrete trovato un libro che parlava a voi lo comprerete dopo, se invece non sarà scattata la magia non rimprovererete nessuno se non il tempo sprecato. Un passaggio in meno in libreria non vi farà perdere la voglia di comprare, tanto lo sapete benissimo che se siete “ammalati di librite” dovranno colpirvi fortissimo in testa per farvela passare, avrete solo aumentato le possibilità di leggere. Fidatevi della sottoscritta sull’amaca. 😉

Pretendete dai vostri sindaci, uscenti entranti sotto elezione, che ci credano fortemente nelle biblioteche, che investano tempo e denaro per sostenerle, per farle crescere, per renderle una seconda/terza/quarta piazza cittadina. Pretendete che ci siano servizi pubblici comodi per arrivarci e non che siano piazzate lontano come isole nel deserto. Pretendete che ce ne siano tante (a Parma sono davvero fortunata e incrocio le dita che si continui così per sempre) in vari quartieri della città in modo che siano come le celle di uno stupendo alveare di libri. Davvero, le biblioteche sono un tesoro per tutti.

Towers of Knowledge, di Rob Gonsalves
Towers of Knowledge, di Rob Gonsalves
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“Non si preoccupi signorina…”

 

Luogo: al telefono, quindi spazio tempo fra casa mia e la biblioteca.

Quando: dopo pranzo, oggi.

Attori: io e il bibliotecario.

Atto unico.

Prologo:

Io sono in modalità “ho preso troppi libri dalla biblioteca” e quindi mi sto accavallando e chiedendo proroghe a più non posso e incasinandomi anche con le date. Uno dei tanti libri ho anche pensato bene di restituirlo e riprenotarlo per quando tornerà disponibile forse fra qualche mese. A volte lo faccio: è come lo shopping compulsivo solo che è gratis, perché in biblioteca.

La settimana scorsa restituendo il libro suddetto mi hanno controllato la posizione notando che un libro era scaduto. Aiutoooooooo! Poi rifletto e io la proroga l’ho chiesta e me l’hanno anche accettata se ben ricordavo (Beh…io calcolo la frase del bibliotecario “Se non ci sentiamo, il libro se lo tenga da leggere” come un patto fra nobiluomini e gentildonne). Oggi però ricontrollando decido che è meglio chiamare.

“Buongiorno avrei bisogno di una spiegazione.”

“Mi dica.”

Spiego la faccenda.

“Ah, sì me lo ricordo. Non si preoccupi, è l’altra biblioteca provinciale che non ha segnato la proroga mica noi. E no, non si preoccupi non ci sono sanzioni (1). Davvero, nel caso abbiano problemi mi metto d’accordo io.

“Quindi lo tengo fino a fine mese?”

“Lo tenga e lo legga e non si preoccupi. Non ci sono prenotazioni, è meglio che lo tenga lei e lo legga che stia su uno scaffale a prendere della polvere”.

Il patto fra lettore e bibliotecario carbonari è sancito.

Nota:

(1) Le sanzioni ci sono e sono terribili per un lettore più o meno squattrinato: per ogni giorno di ritardo ingente viene interdetto per lo stesso numero di giorni la possibilità di prendere in prestito libri. Ora, se non avessi il bibliotecario dalla mia rischierei un mese di sospensione. Capite? UN MESE!

Libri e biblioteche

In una nazione che tutti i sondaggi dicono che non legge, ho notato che i miei contatti lettori sono impantanati nel liberarsi dei libri di cui si sono pentiti l’acquisto oppure che hanno avuto in eredità e non posso tenerli tutti. La prima soluzione è andare nelle proprie biblioteche cittadine e regalarli, eppure la risposta è quasi sempre negativa soprattutto per le biblioteche di città più o meno grandi. Allora si punta a vedere se le ludoteche, le parrocchie, le carceri, i centri sociali o cose del genere di ogni genere e grado possano supplire alla domanda e non è sempre fattibile per tanti motivi. E allora si rimane impantanati e ci dispiace, perché il lettore vuole che anche gli altri leggano, che magari diano un senso a quel libro che a loro nulla ha suscitato, che diano vita a un libro vecchio che di mani ne ha viste tante, insomma buttar via un libro è peccato!

Quindi quanto è apparso questo appello del sindaco di Lampedusa, attraverso il sito de “La Stampa”, mi è sembrato corretto divulgarlo:

http://www.lastampa.it/2013/07/30/cultura/lampedusa-senza-librerie-il-sindaco-inviateci-i-vostri-libri-KoUlnradHXRtWQ8hHtqTVP/pagina.html

Pensare che un’isola così bella (anche se io non l’ho ancora mai vista, le foto mi indicano quello come aggettivo), così mossa dal destino (stare in mezzo al Mediterraneo non deve essere facile), così amata anche nelle difficoltà, e vedere che malgrado tutto il turismo che ci passa non ci sia una biblioteca è un colpo al cuore.

Io abito in una città che ha una marea di biblioteche civiche e universitarie aperte a tutti e pensare che un’altra città ne è sprovvista è per me cosa inaudita. La biblioteca è un bene da incentivare e sostenere perché lo sappiamo tutti che in un questo periodo di crisi economica tocca stringere la cinghia anche sui libri e ciò ci dispiace.

Quindi se il vostro problema di spazio si scontra con la burocrazia, più o meno comprensibile, provate a contattare il sindaco di Lampedusa e vedere come mandare i vostri libri.

foto della pagina fb di "Libri libri libri" https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151508280096721&set=np.85102980.100002177291324&type=1&ref=notif&notif_t=notify_me&theater
foto della pagina fb di “Libri libri libri”
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151508280096721&set=np.85102980.100002177291324&type=1&ref=notif&notif_t=notify_me&theater

Problemi da lettrice

Premetto: ho una marea di libri da leggere, sia cartacei che digitali (l’ebook ha solo moltiplicato le mie possibilità di lettura). Malgrado questo sento fortissimo il richiamo non solo delle biblioteche, ma soprattutto delle librerie. Ci sono periodi della mia vita in cui mi impongo di non comprare nulla e riesco a mantenere la promessa, ma è durissima perché nel frattempo la mia lista dei desiderata si allunga in modo incredibile.

Quindi a volte per mediare il mio shopping compulsivo faccio da facchina per gli altri e mi offro di andare a comprare per loro i libri. Palliativo, anzi effetto placebo. Dura il tempo che dura, poi l’esigenza di comprare un libro è fortissima. Se per i libri di storia non ho assolutamente problema anzi è ampia la scelta (e di solito li compro vi internet in canali specializzati e non solo su amazon), sulla narrativa mi “accontento” di bazzicare la Feltrinelli della mia città.

Di solito non ho mai avuto problemi di scelta, anzi era semplicemente il portafogli a frenarmi, ma sono già due volte che entro, mi aggiro fra gli scaffali, inizio a pensare “questo ce l’ho”, “questo posso prenderlo in biblioteca”, “questo posso farmelo prestare da (nome di amico/a prestatori di libri senza problemi)”, ed esco senza aver comprato nulla. Dramma! Dramma infinito!

Se poi capita che bisogna palleggiarsi attraverso due librerie della stessa catena per riuscire a capire dove sono i libri che interessano, allora il dramma aumenta.

Come dice una mia amica lettrice, sono diventata esigente. E a ragione. Troppe pubblicazioni di bassa lega con copertine improponibili (e su questo discorso ci torneremo); trame tutte uguali o comunque sul limite del plagio; troppe cose che non mi interessano; troppe boiate nel genere che amo (fantasy), poche cose particolari nell’altro genere che amo (giallo e affini), nessuna novità nel genere che sto scoprendo (la fantascienza, ma per fortuna che devo ancora scoprire i classici quindi sono tranquilla); e poi raramente una chicca che vale la pena di leggere.

Quindi mi sono sentita molto demoralizzata quando ho dovuto faticare per prendere qualche libro per il mio compleanno, per fortuna che Dick ha scritto tantissimo e Pratchett ogni tanto la Salani pubblica qualcosa di nuovo (anche questo è un discorso da trattare).

Il mistero della pagina 14

Il bello e il brutto di usufruire delle biblioteche è vedere il passaggio o meno degli altri lettori.

Nella maggior parte delle volte il passaggio degli altri lettori si vede solo dall’usura del libro stesso, il quale magari ha anche una cinquantina di anni di permanenza negli scaffali, a volte  qualche irrispettoso fa un orecchia al posto di usare il segnalibro che la biblioteca stessa ti da (per ricordare quando devi restituirlo), a volte qualche incivile studente addirittura lo usa come se fosse proprio e lo sottolinea (se è gentile lo fa a matita, se no usa “simpaticamente” la penna o il pennarello. Come mi piacerebbe prenderlo per un’orecchio e spiegargli cosa sia il rispetto per le cose non sue). Poi ci sono i “maniaci”…

Una amica bibliotecaria mi ha spiegato che è normalissimo notare che chi ha una qualche fissa la palesi senza problema sui libri.

Io ho “il mistero della pagina 14”.

Un/una lettore/lettrice (ho provato a indagare, ma le bibliotecarie sono mute come pesci e in fin dei conti le capisco: la privacy…) si diverte o trova fondamentale cerchiare a matita il numero 14 della pagina corrispondente e nel caso non ci fosse lo scrive e lo cerchia a matita.

la riprova che se non c'è il numero lo scrive e lo cerchia
la riprova che se non c’è il numero lo scrive e lo cerchia

Purtroppo non mi sono segnata tutti i libri che ha letto che mi sono ritrovata fra le mani, ma so che ha letto tutta la serie di Patterson sul “Club delle Donne Omicidi” e poi qualche Maigret, Vitali e altri. Adesso però segnerò la lista dei libri in comune e anche se non risolverò mai la questione (cercare di capire perché lo fa e chi è), vedrò quanti libri avremo in comune. Per puro divertimento.

il mio libro in lettura ora
il mio libro in lettura ora

La Biblioteca: la tua migliore amica

Ammetto di aver iniziato a diventare una fruitrice di biblioteche con l’arrivare della crisi.

Nella mia famiglia leggere non è un lusso, ma un bene primario e i miei genitori non si sono mai tirati indietro nel regalarci o comprarci (a me e a mio fratello) libri: casa nostra trabocca fisicamente di libri. Mensole sono ovunque e anche librerie, come libri in doppia fila, se non in tripla; tranne che in bagno si possono trovare libri in ogni angolo.

Ma con la crisi si tira un po’ la cinghia anche per rispetto, per essere tranquilli se si devono affrontare spese più impellenti e quindi non sono diminuite le compere di libri, ma si è diventati più selettivi e quindi le biblioteche sono diventate le nostre migliori amiche, in special modo mie e di mia mamma. Causa lavoro mio padre e mio fratello hanno meno tempo per leggere, ma non hanno meno libri.

Posso sinceramente dire che le biblioteche della mia città, piccola cittadina emiliana, sono ben gestite e disponibili e dopo un po’ che ti conoscono ti senti davvero a casa. Così capita spesso a me in Civica,dove non è raro che mi fermi a fare due chiacchiere mentre aspetto di ricevere il libro richiesto.

A volte spulciando nel catalogo Opac (servizio UTILISSIMO per il lettore compulsivo che non “ha tempo da perdere”) trovo libri che non sono ritornati in sede magari da mesi, se non da anni, e allora li avviso. Questa è la vera pecca del servizio visto che alcuni libri sono letteralmente scomparsi, ma se non si vuole istituire un servizio recupero libri è un male che capita.

Grazie al sistema Opac posso anche prepararmi la mia “lista desideri” divisa per generi e oggi con orgoglio posso dire di aver cancellato una cartella perché ho letto tutti i libri che vi avevo messo. E’ stato un piacere, anche se non tutti i libri letti valevano la lettura. Tutti i libri era quelli di Patterson sul Club Donne Omicidi. L’anno scorso io e la mia mamma li abbiamo letti tutti, anche se io ho mollato prima di leggere credo gli ultimi due per palese noia. In più non amo leggere lo stesso autore per più di due libri di seguito, perché se no rischio il sovradosaggio.

Ora dalle biblioteche voglio provare anche il servizio video.

Mi sa che rischio un’altra motivazione per diventare di casa.

il cortile della Biblioteca Civica, foto dal sito http://www.parmatoday.it