Pausa…grazie Borges

Questo è un post “per me” e che deve stare su questo blog perché è mio e perché deve ricordare a tutti che se non siamo in grado noi di esprimerci, magari altri hanno scritto le parole adatte e ci possono aiutare a rendere quello che proviamo, quel marasma unico che siamo. Borges è uno “che mi capisce” e ho trovato nelle sue parole quello che faccio una fatica bestia a esprimere. Grazie.

Torneremo presto a dire scemate. Non vi preoccupate.

 

AMICIZIA

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita,
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.

Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico,
in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo, non sei né in testa né alla fine della lista.
Non sei né il numero uno né il numero finale e tanto meno ho la pretesa
di essere io il primo, il secondo o il terzo della tua lista.
Basta che tu mi voglia come amico.
Poi ho capito che siamo veramente amici.
Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico:
ho pregato e ho ringraziato Dio per te.
Grazie per essermi amico.

Jorge Luis Borges

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Buon compleanno Borges!

http://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges

Ma come ho fatto a dimenticarlo l’anno scorso? o.O Non so, forse perché sono talmente pigra che non guardo tutti i giorni wikipedia o cose simili per sapere chi è nato oggi. Ma lui che è davvero il mito della mia maturità, colui che più di altri mi ha fatto nascere il desiderio di vedere la città (Buenos Aires) coi suoi occhi e le sue parole piuttosto che per quello che essa è davvero, come posso non ricordarmi del suo compleanno? Vabbè, me lo sono scordato l’anno scorso e quest anno invece lo festeggiamo. E perché dovremmo farlo? Se fate questa domanda allora vuol dire che non vi siete mai persi nelle sue poesie; nei suoi romanzi brevi che raggiungono la perfezione di epica, storia, dolore, passione, vita e morte; nelle sue critiche; nei suoi studi sul fantastico; nella sua totale curiosità per tutto il mondo fatto di parole.

Ho letto tutti i suoi scritti pubblicati dalla casa editrice Meridiani in due anni (credo che nemmeno siano davvero tutti quelli che ha davvero scritto, ma è una buona selezione), centellinandoli per non creare confusione; ho letto le sue poesie una al giorno per poi scoprire che rimanevo sempre a rifletterci su per ore. “Il libro di sabbia”, per me, è il senso dell’infinito che pervade il curioso, la disperazione di non poter arrivare a conoscere tutto, l’inesorabile sensazione di finito di fronte allo scibile nascosto.

Borges è il traghettatore adulto della mia fantasia, colui che mi fa pensare che nemmeno la cecità può impedire qualcuno di leggere e sapere. E’ la passione; è come il suono del tango quando non ne sei capace di penetrare i segreti; è il sole e l’ombra che si mischiano nei giorni caldi; è quel senso di argentinità anche quando non c’entra nulla con la vera Argentina. Ma davvero è colui che mi ha riportato sulla retta via del mito, dell’epica, della fantasia, non posso che dire che davvero è questo.

Se Tolkien da ragazzina mi ha introdotta a un livello alto e impegnativo del fantastico, Borges per altri lidi mi ci riaccompagna, facendomi capire che il fantasy può essere una cosa per ragazzini, mentre il fantastico è anche, e forse soprattutto, una cosa per grandi e che non lo si può prendere sotto gamba. Perché la fantasia è quella che fa il nostro cervello, il fantasy può essere un genere, ma il fantastico che strizza l’occhio all’epica, al coraggio e alla storia è tutt’altra cosa, tutt’altro cammino di vita.

Con Borges è stato amore a prima pagina e davvero di fronte a lui mi trovo sempre in adorazione, sempre in ascolto e niente altro potrei trovare allo stesso piano e livello. Tolkien, Calvino, Borges: ecco sicuramente il mio trittico d’assi che portano a casa partita e gara.

Buon compleanno Borges tu che a tuo modo (anche paradossale) mi hai aperto gli occhi!