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“Dragon Trainer 2” di Dean DeBlois

Continuo a sostenere l’insindacabile giudizio positivo dello spettatore che durante il film parteggia e rumoreggia, piange e ride, viene coinvolto dal film, anche e soprattutto in modo inconscio e non logico; tale giudizio spontaneo è tutto quello che deve bastare.

Potrei essere la solita criticona e cercare il pelo nell’uovo, ma sinceramente in questo film non solo non vale la pena, ma per me non ha senso. Avevo già visto il primo film e mi era piaciuto molto anche se forse era troppo adatto a dei bambini. Beh…ecco…forse sarebbe anche il caso che i film d’animazione, almeno un certo tipo di film di animazione, fosse dedicato ai bambini, ma qui oramai si è capito che invece il pubblico è un po’ più cresciutello e non è detto che abbia per forza un pargolo da dover accompagnare. Da questo film mi aspettavo almeno la stessa atmosfera smargiassa ed esagerata che ti aspetti sempre quando hai a che fare con vichingeggiamenti e draghi. E così è stato.

Il villaggio di Berk vive in pace e in allegria condividendo feste, desco e quant’altro con i loro, oramai, amati draghi. E gli enormi lucertoloni ricambiano di cuore affetto e dedizione. E’ a questo punto che il nerd medio si guarda attorno nella sala e riconosce i suoi simili che all’unisono stanno pensando: lo voglio anche io un drago, ho un giardino! Ovviamente il nostro eroe preferito, Hiccup e la sua Furia Buia “Sdentato”, trovano limitante l’orizzonte del villaggio e l’esplorazione li spinge verso nuovi lidi in cerca di terre e soprattutto di draghi. Ma non è il solo e un nuovo e vero nemico si staglia all’orizzonte sconvolgendo in toto tutta la sua esistenza, i suoi piani, i suoi desideri.

Questo è un film più maturo, non è serio, ma i temi che tratta, il modo di rapportarsi dei vari protagonisti (i ragazzi sono in piena fase adolescenziale amorosa) dimostra che questo film non parla più a dei bambini, ma li ha traghettati un po’ oltre l’infanzia e forse, anche lui, li porta a sognare maggiormente l’avventura. E qui mi fermo, perché per non svelare troppi colpi di scena devo tornare all’analisi spietata che faccio di solito per un film.

Regia: 7 E’ sempre difficile dire quanto sia il peso di un regista su un film d’animazione e non sia soprattutto il capo coro di un lavoro complesso fatto da tanti professionisti, ma qui lo prendiamo come punta dell’iceberg e non possiamo dire altro che tutto fila a dovere, tutto è curato, tutto è “credibile” o verosimile, tutto gira come un’ottima sinfonia.

Sceneggiatura: 8 Questo è il fulcro di qualsiasi buon film e se sa portare lo spettatore dalla sua parte, lo sceneggiatore ha fatto il suo dovere. Qui si piange quando si deve piangere, anzi le lacrime scendono prima che tu te ne accorga; si ride perché le battute, le situazioni sono pungenti, veloci e mai volgari (non avrebbe senso che lo fossero poi); si commenta, si parla anche un po’ coi personaggi; si rimane a bocca aperta perchè “quella cosa lì mica me l’aspettavo!” Insomma qui il lavoro è stato fatto bene, senza buchi, senza rimanere a bocca asciutta o la sensazione che forse manca qualcosa. Bravi!

Scenografia: 7 Il villaggio è quello, il nord del mondo pure, qui dovevano solo stare attenti a non strafare e farsi prendere la mano e così hanno fatto. “Repetita iuvant”, in questo caso intesa diversamente, ha comunque fatto il suo buon risultato.

Costumi: 8 e mezzo. Basta solo “Il Signore dei Draghi” per giustificare il voto alto. Qui c’è stato davvero studio. Dovete vederlo. E anche il cattivo quanto è stato ben caratterizzato (anche se mi ricorda un altro cattivo e non riesco a metterlo a fuoco)!

Disegno ed Effetti speciali: 8 e mezzo Oramai diventa difficile dividere questi due aspetti perché è tale l’attenzione per amalgamare il tutto che immagino il lavoro di squadra immane. Per quanto le espressioni siano volutamente o no ancora un po’ troppo con l’occhio pallato, tutto il resto è ben reso e il Drago Alfa è qualcosa che incanta, come se fosse vero; per non parlare degli effetti del ghiaccio, della furia buia, della danza dei draghi…

Musica: 7 Tanto celtismo in salsa vichinga che a noi piace veramente tanto (fuori dalle rievocazioni però).

Voto: 10 E’ complessivo del mio stato d’animo, del fatto che appena finito quello che ti viene da pensare è “Voglio essere una vichinga e avere un drago” oppure “Devo rivedere il film”. Un film da vedere per una serata in cui i pensieri si lasciano a casa (ma non le emozioni alla fine), dove lo snobbismo non deve entrare manco di striscio, dove il divertimento si mischia con il fatto che si può e si deve tornare bambini ogni tanto (per sopravvivere). Lo consiglio.

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