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“Omen-Il presagio” di D.Seltzer

Sotto Halloween ognuno ha le sue tradizioni e la mia è festeggiare la parte orrorifica della festa: la paura. E cosa è la paura in questa festa? Il ritorno dei morti, la potenza della notte sul giorno, la possibilità che i demoni facciano i grossi. Per chi ci crede questa festa ha tutt’altro valore e io la rispetto, ma non essendo parte della mia religione, lascio i miei rito al giorno di Ognissanti e al giorno dei morti e mi tengo la paura medievale del non vita, dello sconosciuto, quel brivido dietro alla schiena che ci fa chiedere “ma perché?!”

Come al solito mia compagnia di letture folli, o magari mia istigatrice c’è sempre La libreria pericolante. Avevamo fatto entrambe tempo fa una lista di libri da leggere in questo periodo, ma siccome siamo svagate come poche e in combo è peggio che mai, non solo non troviamo la lista, ma non sapevamo cosa leggere per questi giorni particolari! Finché La libreria non è saltata fuori con questo libro: “Il presagio”. Lo ammetto, non lo avrei mai scelto e non perché sia la solita palla mal scritta, ma perché non amo leggere o vedere film coi demoni (se non palesemente fantasy o legati a racconti di fantasy horror). E sono una fifona. E poi mi faccio suggestionare. Sì, va bene, ne vogliamo discutere?

Qui la recensione de “La libreria pericolante” http://lalibreriapericolante.blogspot.it/2014/11/il-presagio-d-seltzer.html

Non so come ma mi faccio convincere e con ritardo sulla tabella di marcia (ma che strano! Dovrei fare un elenco delle poche volte che riesco a stare ai patti di una collettiva), salto un giorno per andare a Lucca C&G, beh, insomma alla fine mi decido di leggerlo e via…salto nel vuoto e che Dio ci protegga.

Il libro è scritto molto bene, scorrevole, essenziale, e devo ammettere che non me lo aspettavo. Non me lo aspettavo perché di solito horror di questo genere si fanno prendere la mano con termini astrusi, situazioni difficili da gestire, insomma si fanno prendere la mano. L’autore invece si fa prendere la mano solo nella trama, quando vuole strafare e spostare il tutto su un piano troppo individualistico. Mi spiego meglio: il protagonista è un politico, un ambasciatore americano a Londra (fa molto lupo americano a Londra, detta così), uno che è arrivato, che ha tutto, forse troppo, compreso un figlio che in realtà non è suo, ma che è l’Anticristo. Vamolà! E lui capito il tremendo errore deve salvare il mondo, o uccidere il bambino, o tutto insieme, ma facendolo suo malgrado non si fa aiutare da nessuno che possa essere in grado di trattare ste cose complicate. No, lui si fa aiutare da un fotografo (anzi è il fotografo a fargli capire che erano nella merda), va in Israele, vede cose assurde, conosce personaggi saggi e sapienti, ma alla fine fa tutto da solo. Ma sarà possibile? Al di là del concetto del prescelto, ma uno straccio di ordine segreto all’interno della Chiesa a dargli una mano no? Due rambo rabbini? Insomma tutto da solo? In fin dei conti si può leggere la cosa come la guerra che ogni uomo fa contro l’avversario, ma allora alla fine ci si affida a Dio, si sceglie l’arma più potente al mondo: la fede. Manco quella sceglie! Troppo facile Seltzer, davvero! Troppo facile scrivere un racconto sull’Anticristo, la fine del mondo, l’Armageddon, se poi escludi totalmente l’altra parte della partita. E non è la prima volta che mi accade e alla fine la trovo un po’ fastidiosa: se vuoi una cosa ti prendi tutto il pacchetto paranormale, se no passi ad altro. Sarò un po’ fiscale ma alla fine proprio questo aspetto mi ha fatto dire che l’autore avesse scelto la via più semplice, quella già battuta da tutti.

Eppure…eppure il suo bello, la capacità di Seltzer è proprio come tiene il lettore legato al libro, come lo coinvolga, come lo faccia parteggiare per il protagonista, come lo lasci a bocca aperta nel finale (sono buona e non vi dico nulla). Anche troppo mi tocca dire.

Ottima scelta Ross, ma per la prossima volta troviamo qualcosa che io non sia costretta a non leggere quando cala la sera, che io non debba guardarmi attorno, capito?

Voto: 8

 

Categorie: Letture collettive, Libri | Tag: , , , | 2 commenti

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