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“Il nostro comune amico” cap. XI

Riprendiamo la lettura ed essendomi messa in pari, ora la scadenza dei capitoli sarà all’incirca un capitolo alla settimana (o settimana lunga, visto che in alcuni mesi i capitoli saranno solo 3).

Conosciamo meglio il signor Podsnap. “Non ne voglio sapere niente; non me ne voglio occupare; non lo ammetto!” Ecco con quali parole del capitolo si può definire quest’uomo la cui autostima e il senso di distacco dai problemi altrui sono ben descritti. Dickens ce lo racconta come un uomo dai pochi interessi, dal fermo punto che meglio essere inglesi, dallo scandire meticoloso e ripetitivo di ogni suo giorno e nessuna distrazione “superficiale”.

Al suo fianco la figlia ci appare timida e immatura, “schiacciata letteralmente dal peso morto delle podsnapperie”. E la sua vita, per volere e consuetudine dei genitori, è stata una vita all’ombra come se tutto il mondo fuori potesse imbarazzarla, mettere a disagio e non alla sua altezza. Ecco perché invece che frequentare i suoi coetanei, frequenta gente anziana, rendendola alla visione trista e, forse, un po’ grigia.

Più leggo di questa famiglia e più la cosa mi terrorizza ed è disarmante e caustica la descrizione dei preparativi del compleanno, dei diciotto anni, di Georgiana: gli amici di famiglia che non possono presiedere (e già sono pochissimi) vengono debellati con sollievo come se finalmente si fosse trovata la scusa giusta per farlo. Mi immagino questa famiglia in una casa grigia, con abiti grigi impeccabili ma magari anche un po’ fuori moda, con la pelle bianca di chi non è mai uscito per una sana passeggiata e attorniati dal silenzio totale. Che tristezza! La stessa descrizione dell’argenteria di casa mette tristezza.

Per non parlare della non ospitalità e della superbia anglosassone (per cui niente ha valore fuori dall’Inghilterra. In questo caso non ho capito se è tollerato uno delle colonie, ma di certo non un francese o francofono).

Si ritorna a parlare del delitto Harmon e si intuisce che niente è passato col progredire del tempo: la cronaca nera tirava allora e gli estimatori prendevano sopravvento nelle discussioni, come oggi i mille programmi che vi speculano su.

Al compleanno della piccola Georgina ci sono anche i cinici coniugi Lammle e, diciamocelo, se da una parte la cosa può movimentare la festa, dall’altro mi spaventa un poco che i due abbiano messo gli occhi sulla ragazzina.

E la poveretta deve anche conoscere il signor Grompus (che avevamo visto nella casa di Bella, parlare con la sorella più piccola) e ballare con lei senza la minima voglia da parte di entrambi. Ma che vita del cavolo, vien da dire! Già allora era piena di imposizioni, se poi c’è del grigiume, la cosa è peggiore! Tutto sotto l’occhio più che attento dei letali neo sposini.

Finisce il capitolo con la pianificazione dei signori Lemmle ai danni di Georgiana. Porella!

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