“La puntualità del destino” di Patrick Fogli

Non avevo mai letto libri suoi, ma come si sa la biblioteca è un formidabile antro dove ci si può sbizzarrire senza patemi d’animo. Quindi mi sono fidata del consiglio di mia mamma e me lo sono letta in poco tempo lo ammetto.

E’ un giallo anomalo che parte da una sparizione e da un terremoto (emotivo, ma propriamente anche terrestre) per arrivare a una disamina del circo che gira attorno alla cronaca nera. Si conclude con un finale per niente scontato e assolutamente non valutato.

Ammetto di amare la cronaca nera, ma non in modo morboso, per cui superata la soglia dell’esagerazione e dell’opinionista che niente sconta agli altri, ma a sè tutto, mi stufo e giro. E un po’ una parte di me se ne dispiace ma solo perché ammetto che vorrei che le indagini portassero a una soluzione, un po’ come nei libri gialli. Ma la vita non è così, anzi purtroppo rimangono impuniti delitti chiamati “perfetti”, disaminati da giornalisti puntigliosi, criminologi improbabili, commentatori integerrimi, mentre la vittima sparisce dietro a una foto.

Credo che l’autore in un certo senso volesse proprio mostrare quest’orrore tipico della tv che deve fare audience e delle persone che vogliono il loro “quarto d’ora di notorietà” e il vero mostro non è tanto il rapitore, l’assassino o lo sfruttatore, ma quel circo mediatico che stritola ogni cosa.

Alla fine ogni filo giunge a svolgimento e il giallo trova la sua soluzione, ma al lettore rimane l’amaro in bocca per avere assistito all’ennesimo spettacolo di abbrutimento umano.

La scrittura è l’unico aspetto che mi ha lasciato perplessa, perché passa da un continuo io narrante, ma cambiando spesso e repentinamente il protagonista, in più aggiunge capitoli extra sempre in prima persona che sviano, aiutano, condensano un po’ la storia, ma che leggendo distraggono molto. Purtroppo questo cambio continuo di io, mi ha a volte spiazzata e costretta a rileggere i punti non compresi, perdendo il ritmo e la concentrazione.

Voto: 7 e mezzo.

dal sito dell’autore http://www.patrickfogli.com/blog/tag/la-puntualita-del-destino/
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Il mistero della pagina 14

Il bello e il brutto di usufruire delle biblioteche è vedere il passaggio o meno degli altri lettori.

Nella maggior parte delle volte il passaggio degli altri lettori si vede solo dall’usura del libro stesso, il quale magari ha anche una cinquantina di anni di permanenza negli scaffali, a volte  qualche irrispettoso fa un orecchia al posto di usare il segnalibro che la biblioteca stessa ti da (per ricordare quando devi restituirlo), a volte qualche incivile studente addirittura lo usa come se fosse proprio e lo sottolinea (se è gentile lo fa a matita, se no usa “simpaticamente” la penna o il pennarello. Come mi piacerebbe prenderlo per un’orecchio e spiegargli cosa sia il rispetto per le cose non sue). Poi ci sono i “maniaci”…

Una amica bibliotecaria mi ha spiegato che è normalissimo notare che chi ha una qualche fissa la palesi senza problema sui libri.

Io ho “il mistero della pagina 14”.

Un/una lettore/lettrice (ho provato a indagare, ma le bibliotecarie sono mute come pesci e in fin dei conti le capisco: la privacy…) si diverte o trova fondamentale cerchiare a matita il numero 14 della pagina corrispondente e nel caso non ci fosse lo scrive e lo cerchia a matita.

la riprova che se non c'è il numero lo scrive e lo cerchia
la riprova che se non c’è il numero lo scrive e lo cerchia

Purtroppo non mi sono segnata tutti i libri che ha letto che mi sono ritrovata fra le mani, ma so che ha letto tutta la serie di Patterson sul “Club delle Donne Omicidi” e poi qualche Maigret, Vitali e altri. Adesso però segnerò la lista dei libri in comune e anche se non risolverò mai la questione (cercare di capire perché lo fa e chi è), vedrò quanti libri avremo in comune. Per puro divertimento.

il mio libro in lettura ora
il mio libro in lettura ora