“Krabat e il mulino dei dodici corvi” di Marco Kreuzpaintner

Prendi un venerdì stanco e solitario, prendi che in tv ci sarebbe da vedere ma non ti prende nulla, prendi che per caso nel pomeriggio avevi notato una pubblicità di un film fantasy su rai 4, prendi tutto ciò, mischialo e poi ti posizioni davanti alla tv con tante speranze. Vane. Molto vane. Per fortuna che c’è fb e gli amici lontani a darti un supporto in queste follie.

Prima di tutto ammetto ancora una volta la mia totale ignoranza e la totale assenza del libro in italiano su anobii. Quindi gli ignoranti sono due. Come faccio a sapere ste cose? Beh fb…gli amici lontani…loro sì che avevano letto il libro. Quindi ero fiduciosa, tutti a dire che il libro era bellissimo, okkei per ragazzi, ma scritto con tanti modi di lettura, andava bene anche per i grandi…ero davvero fiduciosa.

In più la fotografia lasciava presagire che ci fosse un po’ di lavoro sotto, visto che era curata, con una scelta dei sotto toni del grigio verde che fa tanto fantasy lato oscuro, dove il bene deve sgomitare per vincere sul male che sembra invincibile. Non una storia alla “Il signore degli anelli”, ma nemmeno un “Harry Potter” in salsa tedesca, ma uno di quei film che ricordano Conan, Solomon Krane, quelli la cui trama cerca un appiglio nella storia e nelle leggende scomparse di popolazioni oramai assorbite dalla modernità.

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Leggi poi recensioni come questa, di Film Tv, e davvero le aspettative sono altissime.

E cadono, si infrangono, si rompono e il sonno e la noia prendono il sopravvento.

Prima di tutto manca totalmente di substrato, di tutti quei piccoli dettagli che rendono la vicenda emozionante. Poi mancano i vincoli di legame seri fra i personaggi. Poi mancano i dettagli vari. Poi ti chiedi che senso abbia la voce narrante che ogni tanto compare come il grillo parlante.

Quello che ho visto io è questo: un ragazzino orfano a un certo punto lascia la sua “casa famiglia” dove non si capisce come stia (bene, male, indifferente) e si ritrova non si sa come in una casa mulino di soli ragazzi e un uomo. I ragazzi si spaccano la schiena, non si lavano mai, ma gli abiti sono sempre a posto, non si sopportano fra di loro, mentre l’uomo non fa nulla ed è grasso e pasciuto e se la guarda mentre gli altri si mettono vicendevolmente alla prova. C’è una sorta di tutoraggio, ma alla fine funziona fino a mezzo dì. Poi arriva la vigilia di Pasqua e senza un preavviso il ragazzino viene invitato a partecipare a un rito magico e senza manco un moto di curiosità o di repulsione fa tutto quello che gli dicono. Tutto, beh andare come spirito in un villaggio vicino e trasformarsi in corvo. Stop. Questa è magia nera. ahhhhhhhhhhh, tanta roba!

Poi quando arrivano i soldati (da non si sa dove e perché), i ragazzi difendono il villaggio come i migliori monaci shaolin. Non si capisce quale sia il vero rapporto fra il mulino e il villaggio: sembrano due entità che si trovano casualmente a contatto e poi si ignorano. A nessun vecchio bacucco o uomo del villaggio (che sono pochissimi, sono quasi tutte donne) sembra stana quel mulino?

Quando l’adolescenza prende il sopravvento, gli ormoni si risvegliano, gli occhi di una bella ragazza ti rapiscono il cuore, il nostro protagonista si trova di fronte all’interdizione della casa di innamorarsi, se no tu muori, il padrone rimane giovane più a lungo e tocca trovare un sostituto perché bisogna sempre essere in 12 se il mulino si incavola. Perché il mulino è vivo! Vivo? Sì! Perché e come? Mah, tanto non importa a nessuno, nessuno se ne accorgerà! o.O

Il finale è scontatissimo e anche quello che per tutto il film speri sia l’aiutante del padrone e quindi la spia alla fine è un buono anche lui e la casa, il mulino e il padrone (che poi sarebbe uno stregone potentissimo!) muoiono come dei tordi e tutti vissero felici e contenti.

Il film dura 2 ore. Di noia mortale, dove quello che succede capita senza la minima emozione, moto nella narrazione, senza una spiegazione, tutto nel grigio più totale, con la faccia sporca e gli occhi sgranati.

Dove è la magia nera? Dove il mago potentissimo? Dove la prevaricazione vera, il senso del dominio che la magia nera porta con sè in tutte le favole e racconti? Dove il vero bene? Ah quello appare quando il protagonista si riappropria della propria croce cristiana ricordo della madre morta e così…così cosa??? Questa croce che il padrone vedeva come un ostacolo, gli fa qualcosa contro? No!

Io vi chiedo e mi chiedo, dove siano andati a finire gli sceneggiatori. Quelli bravi. Quelli che sanno scrivere storie logiche, non meri scribacchini!

Mi dicono che il libro sia molto meglio e che valga la pena di leggerlo, ma ammetto che devo aspettare a farlo (pur avendolo messo in lista desideri della biblioteca), perché se ora ci penso mi vien da dormire.

Regia: 5 Compitino senza pretese, senza strafalcioni, ma senza domande se le cose stessero filando giuste o meno.

Sceneggiatura: non pervenuta

Scenografia: 6 e mezzo Belli i dettagli del mulino e della sala della magia nera, per il resto normale ma niente di che.

Fotografia: 8

Effetti speciali: 7 Sono credibili, ben dosati.

Musica: 5 non la ricordo, ma qualcosa c’è di sottofondo.

Costumi: 6 Niente di speciale, ma alla fine curati e credibili.

Voto: 4 La noia vince su tutto…

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