“Il piccolo Nicolas e i suoi genitori” di Laurent Tirard

Invidio ai francesi la capacità di raccontare storie leggere e surreali, con quel pizzico di favola, senza doverci mettere per forza un dramma oppure della critica sociale e politica. Noi italiani siamo bloccati fra neo realismo, nord-sud in continua lotta, drammi umani, destra-sinistra in continuo odio. Quindi in Italia si fa lo stesso identico film, sotto aspetti diversi, da almeno 50 anni. Che palle!

I francesi invece fanno satira, pallosità, ma anche fantascienza, fantasy e hanno quel meraviglioso tocco surreale fantastico che tanto alleggerisce il cuore dello spettatore. Tanto per farvi capire cosa intendo, avete presente “Il meraviglioso mondo di Amelie”? Ecco, quel senso del colore, del surreale, dei personaggi che nella vita vera tacceresti per sfigati ma che qui funzionano a meraviglia, quella leggerezza e profondità di sentimenti? Tutto questo è molto francese e io lo invidio un sacco. Noi facciamo lo stesso film da 50 anni (che palle bis!)…

Ieri sera mi sono guardata finalmente “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori” che avevo in agenda da vedere da un sacco di tempo, ma come ho sempre pensato o i film li guardi subito oppure aspetti che ti arrivino al momento giusto e non sai mai quando potrebbe essere. Il mio momento era ieri sera con una programmazione di LA7 senza ombra di dubbio spettacolare visto che subito dopo hanno trasmesso “Invito a cena con delitto” ( film geniale e imperdibile per tutti gli amanti del cinema, della commedia e dei gialli).

http://www.mymovies.it/film/2009/ilpiccolonicolaseisuoigenitori/

“Il piccolo Nicolas e i suoi genitori” è un film leggero, ambientato in una Francia anni ’50-’60 e ha come protagonista un bambino e la sua compagnia di amici di classe. Ricorda per molti versi l’atmosfera de “La guerra dei bottoni” libro di Louis Pergaud (libro che ho profondamente amato nella mia infanzia e che mi è sempre rimasto in mente per tutta la vita), dove i ragazzini, divisi per bande, devono affrontare mille avventure a danno o di nascosto dai grandi. Qui, il nostro eroe deve trovare il modo di evitare di essere abbandonato nel bosco dai suoi genitori e non essere sostituito da un eventuale fratellino. Peccato che questa “tragedia greca” frutto del più totale fraintendimento non solo sia nella sua testa e in quella dei suoi amici, ma soprattutto innesti una serie di situazioni surreali e divertentissime al limite dell’impensabile.

I personaggi sono ben costruiti e creati per dare a ognuno una sua caratterizzazione sia fisica che caratteriale, ma non si poteva fare diversamente visto che il film è tratto da un’opera dell’immenso René Goscinny padre del mondo di Asterix (citato meravigliosamente bene nel film), penna e matita sopraffina, capace di tratteggiare caratteri e situazioni con leggerezza e incisività. Non ho mai letto il fumetto da cui il film è tratto, ma posso solo immaginare quanto sia degno degli altri suoi fratelli (Asterix, appunto, ma anche Luky Luke). Sarei anche curiosa ora di trovarlo…

Tornando al film, posso dire che il mio cervello e il mio spirito ringraziano per avermi dato una visione leggera, appassionata, ben recitata e ben girata, in cui i veri valori e gli affetti solidi fanno per una volta tanto la loro figura a tutto tondo.

Regia: 7 Quando un film gira bene, quando lo spettatore non guarda l’orologio oppure non si fa prendere dal panico oppure non nota gli stacchi cinematografici, quando questo succede bisogna ringraziare due persone: lo sceneggiatore e il regista. Il primo crea una storia credibile, il secondo la mette in opera e qui Tirard fa benissimo il suo mestiere e confeziona un vero gioiellino.

Sceneggiatura: 7 Anche qui un bel voto visto che la vicenda per quando assurda, sembra reale e logica e non ha sbalzi di non sense o buchi di sceneggiatura. Di certo non conoscendo il punto di riferimento non posso capire se e cosa è stato tagliato o modificato e se ci sia stato rispetto per il senso originale, comunque sia un buon lavoro. Mentre ricontrollo quello che ho scritto noto che dal sito di “mymovies” fra gli sceneggiatori c’è proprio René Goscinny…ora capisco tante cose.

Costumi: 7. Un vero lavoro di ricostruzione storica coi bambini in abito scuro, ma pantaloncini corti, le bambine già piccole signorine e gli adulti (quei pochi devo dire) perfettamente a tema.

Effetti speciali: 7. Quelli che ci devono essere per un film del genere, ma molto meno di quanto ti aspetteresti, perché alla fine questa è una storia “vera” e come tale va rispettata.

Cast: 7 e mezzo. I bambini sono tutti bravissimi, dei veri caratteristi non solo perché stati scelti per le loro caratteristiche fisiche, ma proprio per la loro capacità mimica più o meno studiata che li ha resi tutti diversi e complementari. A fare un po’ da spalla a tutti loro c’è anche un attore molto conosciuto anche dalle nostre parti, Kad Mérad, grazie al film “Giù al nord” (molto bello e da guardare ben prima della nostra copia italica).

Fotografia: 7 e mezzo. Volutamente carica, volutamente fumettistica ma alla moda francese e non americana dei supereroi. Perfetta. Giusta. A modo.

Musica: 6 Dico sufficiente perché come in altre occasioni anche qui non me ne sono resa conto se ci fosse e come fosse. Cosa mi sta capitando? o.O

Voto: 7 Un film da vedere se avete voglia di rilassarvi, divertirvi e farvi rinfrancare. Sì i protagonisti sono bambini, sì racconta una storia di bambini, ma va benissimo anche per gli adulti che hanno ancora il cuore bambino e ricordano ancora la propria infanzia. Fa bene anche ai duri di cuore… 😉