“I guardiani della galassia vol.2” di James Gunn

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recensione di mymovies.it

Quando era uscito il primo capitolo di questo film ero rimasta sconvolta di come mi avesse preso, divertito, coinvolta e fatta ballare sulla seggiolina del cinema e nello stesso tempo era tratto dall’ennesimo fumetto che non conoscevo. Ma io dove ho vissuto tutto questo tempo? (Dovrei farmela tatuare questa frase, perché ho un sacco di cose da conoscere). Aspettare questo secondo volume non è stato ansiogeno, ma la preoccupazione che fosse una ciofeca c’era. Poi sono usciti i trailers, ma di quelli non bisogna fidarsi troppo soprattutto per film così spettacolari (non è raro pensare che montino le scene migliori solo per accalappiare la gente, la stessa che poi esce dal cinema chiedendosi cosa sia andato a vedere). Poi indiscrezioni e lì un po’ si trema. Insomma sperare che fosse all’altezza delle aspettative. Comunque tagliamo il preambolo che poi diventa una lagna: sono andata a vederlo il giorno dell’uscita in Italia, il 25 aprile.

E………. (sì non bastano i puntini!) porcalamiserialadraimpestata è bello!!!!

I protagonisti sono gli stessi, ci sono dei cattivi in più, c’è un super cattivo che spiega qualcosa in più del nostro Starlord, ma alla fine loro sono loro.

-attenzione la lettura successiva potrebbe contenere spoiler, anche grossi. Non lo faccio apposta, ma parlare di questo film non è semplice senza rivelare più del dovuto per una normale recensione.-

Sì, sono loro, qualche tempo dopo e qualche casino in più. Sembra che i loro rapporti siano un po’ congelati, come se il tempo avesse deciso di sistemare i particolare, lasciando stare i “non detti fra di loro“. Groot non è cresciuto di tanto, ma è una piantina con gli occhi grandi e la capacità di comprensione apparente di un cactus sasso; Drax rimane surreale, spaccone e “stronzo” (nel senso che ti dice la verità in faccia senza filtri e fregandosene se te la vuoi sentir dire) come sempre; Rocket vorremmo che si fosse calmato, ma è solo più infeltrito senza la versione grande di Groot (che serviva a tenerlo buono, dandogli modo di fare le peggio cose; invece ora i ruoli si sono invertiti e non è che piaccia molto al nostro “procione”, anzi proprio per niente); Gamora è quella solida, ma troppo controllata, insicura per lasciarsi davvero andare e scendere al livello assurdo dei suoi compagni di viaggio.

I piani di visione di questo film sono almeno due chiari: Rocket che ruba delle batterie supermegastrafighe e costosissime a un pianeta e popolazione ipermega fighetti (manco gli elfi de “Lo Hobbit” sono così statici e soprattutto non hanno un’enorme sala videogiochi con cui scorrazzare per l’universo davvero, fondendo realtà virtuale e realtà reale), con annessi e connessi di fughe e contro fughe; Starlord incontra suo padre Ego. Già solo così basterebbe un solo film, ma questo è solo un modo per raccontare un altro tipo di storia, una storia che non ti aspetteresti mai da un film tratto da un fumetto: qui si parla di famiglia e di padri. Ebbene sì, il tema, il sotto tema chiamiamolo così, è proprio questo ed è anche trattato con i contro fiocchi. Starlord ha un padre genetico alieno che se ne è ben sbattuto di lui e della madre (e della morte di lei che però a quanto pare è ben più dolorosa di quanto lo fosse già all’inizio del primo film, a tal punto da contendere lo scettro dell’inizio più drammatico e doloroso con il film “Up”) e un non-padre che lo ha rapito proprio alla dipartita dell’unico genitore amorevole: Ego contro Yondu. Una bella gara che con facilità dovrebbe vincere il primo, con quel suo sguardo tranquillo, l’aspetto accogliente, il capello a posto (stiamo parlando di Kurt Russell!) e il suo bel pianeta ipercolorato, mentre il secondo è un ladro, un truffatore, un ladro di bambini per giunta! In realtà a ben guardare le cose non solo sono più complesse, ma proprio per tale motivo sono anche più semplici: il padre dio con quel suo nome fa capire bene quello che è davvero e cosa si aspetti dal figlio, cosa che solo Crono era riuscito a fare mangiandosi figli uno dopo l’altro per non dover soccombere alla profezia; mentre l’altro rimane al fianco di quel ragazzino smilzo, utile per infilarsi nei posti stretti per rubare, diventato oramai un uomo ed è lì, con tutti i suoi difetti, senza maschere, senza filtri, senza voler comprare nessun affetto, anzi portandosi dietro i suoi difetti. Yondu si rivela essere un personaggio ben più complesso di quello che aveva dato a credere nel primo film, di quelli a cui non daresti 3 soldi come credito di sentimenti ed invece rileggi tutte le azioni sotto quella luce: sì, lo aveva rapito ma per volere di Ego e sì, lo aveva rapito anche da Ego una volta capito cosa quell’essere faceva coi propri figli. E non era una bella cosa.

Nel mentre Gamora, così solida, così donna tutta di un pezzo, così sicura di se stessa, persa quella faccia da aliena liberata dalle catene, si trova ad affrontare due sentimenti che non sono robina: quel non detto con Starlord e sua sorella Nebula che la vuole morta. Anche loro sono una bella coppia di famigliari eh!, ma anche loro subiscono gli effetti di un distorto ruolo paterno che invece di essere colui che istruisce e spinge a superare i limiti, è colui che mette i figli uno contro l’altro per poi dominare l’unico rimasto. Un altro padre distruttore di sentimenti, fiero di esserlo, senza capire quanto patetico risulti essere, ma alla fine nemmeno gli interessa essere padre: per figure come Ego e Thanos (e i nomi non sono a caso) non si può nemmeno parlare di padri e nemmeno di veri e propri genitori, ma forse di addestratori di uomini e donne (il secondo) e parassiti di capacità (il primo); siamo noi a dare loro un ruolo che non potranno mai ricoprire. Ecco quindi che le due sorelle, costrette a combattersi da sempre con esiti disastrosi evidenti su una, dovranno fare i conti fra di loro e farli davvero, arrivando a doversi scontrare l’ultima volta non più con le armi ma con i propri sentimenti per capire che in fondo possono davvero ricominciare e rinunciare al passato doloroso.

Gamora e Starlord. Beh…loro sono il loro stesso non detto fra di loro. E devono decidere, come dice Drax se essere entrambi gente che balla o che non balla, perché così non vanno da nessuna parte insieme e si vede lontano un miglio stellare che non possono non stare insieme (sì, siamo delle romanticone, ma cacchio!!!).

Sì, questo film parla di tante cose, inseguimenti, sparatorie, mostroni, alieni vari, pianeti strani, compagni di viaggio e compagnie di spacconi stellari, ma parla di famiglia. Profondamente. E se la cosa non l’avete capita, mi spiace, ma forse vivete quella fase in cui date tutto per scontato perché tizio caio e sempronio vi siedono a fianco da una vita e non vi fate mai una cacchio di domanda del perché. Mi spiace ma se avete trovato noioso questo film vuol dire che non solo questo film non fa per voi, ma che qualcosa di scontato ottenebra ogni vostro sentimento e, fatevelo dire, i noiosi siete voi.

Leggetevi anche questo bel post che ho trovato giusto giusto oggi prima di scrivere questa recensione: è una analisi in stile freudiano, con tanto di rapporti e fasi delle persone, ma è ben scritto e ovviamente mette tanta carne al fuoco (soprattutto per quelle donne che vorrebbero essere Gamora o che lo sono ma non riescono a trovare il proprio Starlord).

VOTO: 8

Scheda tecnica veloce:

Regia 8; sceneggiatura 7/8; scenografia 7; fotografia 7 e mezzo; costumi 7; effetti speciali 8; musica 9; cast 8. Come al solito la musica ti fa ballare sui seggiolini e a questo giro è anche più appropriata del primo (senza balletti brutti alla fine del film per incastrare il cattivone di turno. Non glielo perdonerò mai al primo film, si sappia!). E il cast ha un sacco di cameo meravigliosi che denotano che gli attori bravi oramai si divertono come scemi a uscire dalla loro comfort zone e gli spettatori approvano.

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“I guardiani della Galassia” di James Gunn

Quando uno appassionato di fumetti, anche senza conoscerli nel dettaglio, vede l’accoppiata Marvel & Disney per la riduzione cinematografica un po’ di freddo lungo la schiena viene; ma quando gli amici più attenti sia per conoscenza di fumetti che di cinema ti dicono che invece questo film va visto perché è spettacolare, allora cedi e una sera ci vai. Mi aspettavo più gente ieri sera (venerdì sera, secondo spettacolo) sia per l’orario che per il genere, ma o i nerd hanno finito i soldi oppure davvero il cinema costa troppo per permetterselo ( €8,90 per un 2D: facciamo poi un bel ragionamento per favore) e vanno solo i veri appassionati, magari rinunciando ad altro. Torniamo a noi che io divago spesso.

http://www.mymovies.it/film/2014/guardiansofthegalaxy/

Il film parte in modo completamente inaspettato, molto drammatico e ben fatto devo ammetterlo, a tal punto che mi sono chiesta se non avessimo sbagliato sala e stessimo guardando un drammatico in cui al protagonista capitano sfighe dietro l’altre. E invece no! Appena dopo il nostro protagonista viene rapito da un’astronave! Avete capito bene e anche se la cosa ricorda un po’ l’episodio dei Simpson (a questo punto non so più quale sia la citazione dell’altro), si capisce velocemente che ritmo e storia ora hanno cambiato verso. Il nostro rapito diventa un vero e proprio ladro intergalattico, spaccone, rubacuori, marinaio con una donna in ogni porto, col sorriso stampato sul viso e il walkman acceso. Il walkman direte voi? Sì, quello che i ragazzini nati negli anni ’70 e quindi ben vispi negli anni ’80 avevano per ascoltare la musica. Si è giurassico per molti, ma chi al cinema aveva un’età attorno ai 30 anni ha apprezzato e non solo quello. Senza che te ne accorgi il film snocciola una colonna sonora strepitosa e una serie di citazioni che capiscono solo quelli della generazione sopracitata e alla fine non ti senti poi tanto solo, ma solo un nerd in compagnia di nerd che quelle cose le ha vissute perchè “ai miei tempi…”. Film spaccone, strepitoso, ben fatto, con una storia che gira benissimo senza intoppi o dubbi, ma che soprattutto è l’omaggio a una generazione più che a un tempo e forse a volerlo guardare bene (o ripensandoci mentre scrivo) tante altre citazioni mi sono sfuggite, ma tutte legate a quando io ero ragazzina. Grazie James Gunn, grazie di cuore!

Regia: 8 voto davvero alto me ne rendo conto, ma in questo momento calcolo tutto il lavoro che è stato coordinato per fare questo film: sceneggiatura, effetti speciali, costumi, trucco e parrucco, scenografia. In questo film non sarebbe bastato guidare e basta gli attori, ma bisognava farlo mentre lavorano senza vedere la fine del lavoro (con l’uso di bluescreen); quando un attore è pieno di sensori perché presta corpo e voce ma non aspetto; bisognava che tutto fosse credibile, riempiendo anche gli spazi. E in più, per quante citazioni ci possano essere, quelle devono rimanere tali e il film deve essere un originale e non una bassa copiatura.

Sceneggiatura: 7 Anche qui un buon voto, anche se mi sto rendendo conto che non è stata molto fedele all’originale e questa è la grossa pecca che si sta vedendo quando mettono su pellicola un fumetto. Mi chiedo perché ci debbano essere sempre queste enormi differenze: in fin dei conti il pubblico che sa si aspetta quello che ha letto e quello che non lo conosce si beve qualsiasi cosa si metta sullo schermo, quindi tanto vale varrebbe essere i più fedeli possibili. Ovviamente la serialità del fumetto ha più ampio respiro che un solo film, ma il quesito rimane. Comunque il lavoro fatto è stato ben fatto, perché ogni cosa è credibile, gira bene, non ci sono buchi di sceneggiatura che lascino lo spettatore perplesso. La coerenza è il fulcro del film.

Ronan e Nebula

Scenografia e costumi: 10 Voto che raramente do per le cose tecniche ma qui ci vuole tutto. Sono stati bravissimi non solo nella caratterizzazione dei personaggi, ma anche nel non aver lasciato spazi vuoti riempiti con comparse a caso. C’è una cura oserei dire maniacale per il dettaglio, per lo studio dei personaggi e delle varie popolazioni che ricordano i bei vecchi tempi della prima trilogia (l’unica) di “Star Wars” dove la sensazione che vigeva era quella di sentirsi avvolto dalla storia. La cura nel trucco è poi una cosa spettacolare: basta vedere Bautista/Drax il Distruttore non solo tutto blu, ma con una serie di linee o tatuaggi in rilievo che ricordano molto i disegni giapponesi; Nebula/Karen Gillan (Amily Pond del Dottor Who!!!!) stupenda nella sua apparente semplicità delle linee; senza di ombra di dubbio magnifico Ronan/Lee Pace come costume, trucco, movimento, tutto, davvero un cattivo curato meravigliosamente sotto questo aspetto.

Effetti speciali: 10 anche qui un voto altissimo perché ci sta tutto. Per quanto la tecnica nel “ricostruire” personaggi strani sia arrivata a livello impensabile solo 10 anni fa (se pensiamo all’apparizione di Gollum come qualcosa di straordinario) qui la cosa che stupisce è la maestria nel fare tutto così bene, da non essere un effetto speciale. Insomma è proprio la naturalezza delle scenografie, dei combattimenti, dei personaggi non umani, delle astronavi, del combattimento aereo, e di tanto altro, queste cose rese così credibili da sembrar vere sono il segno del gran lavoro che c’è dietro. E poi pensare che dietro al personaggio più poetico del film c’è uno come Vin Diesel/Groont è davvero magia!

Cast: 8 Non saprei dire se ci stava meglio quell’attore al posto dell’altro, perché alla fine tutti quelli che ci sono sulla scena sono al posto giusto. Dai protagonisti più o meno di prima linea o di seconda, sia veri che “finti”, alle comparse, ma soprattutto ai camei: Glenn Cloose che fa il comandante capo (un po’ troppo politica e diplomatica e poco militare) a John C. Reilly guardia xandariana buona a uno strepitoso Benicio del Toro come Collezionista di cose e persone.

Musica: 8 Qui non si può non notarla! Non solo perché ci sono dei pezzi conosciuti intramezzati con delle vere chicche, ma quando ti scopri a ballare sulla sedia vuol dire che la musica è davvero una protagonista del film e quindi o si è sordi o si è stupidi per non apprezzarla. Straordinaria!

Voto: 9 Il film non rasenta la perfezione, non saprei dire in quali momenti davvero non mi abbia convinto (forse qualche “forzatura” per non rendere troppo lungo e cervellotico il tutto), ma per me la perfezione è altra. Detta questa premessa, il film non solo è gradevole, ma è veramente strepitoso per atmosfera, divertimento, per come è girato, per i personaggi, insomma un film da non perdere al cinema (secondo me rende meglio) se siete appassionati di fumetti, fantascienza, avventura, ma col sorriso e non con il dramma.

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