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“Benvenuti a Zombieland” di Ruben Fleischer

Secondo film del fine settimana horror di Halloween. Avevo sentito parlare molto di questo film e bene e ne ho promosso la visione. Beh mi aspettavo di meglio…devo essere sincera.

Il film è una visione classica ma in ottica comica o leggera del mondo conquistato (o sarebbe meglio dire mangiato?) dagli zombie: un virus scappa di mano da qualche parte nel mondo (di solito l’America…beh dovrebbero piantarla di giocare con i virus zombieggianti!) e nel giro di poco amici, parenti, sconosciuti e semplicemente passanti pensano che la tua ciccia sia la cosa più desiderabile da mangiare, al di là che tu sia d’accordo o meno. I nuovi zombie purtroppo si allontanano dalla loro stirpe per disdegnare il cervello come piatto base della loro alimentazione carnivora e soprattutto sviluppano muscoli e agilità che pochi atleti centometristi hanno per partecipare alle olimpiadi.

 Il bello di questo film è sicuramente il cast, ma come al solito quando parlo di cinema, parto con la scheda tecnica. Buona lettura!

Regia: 6/7 Mi leggo un po’ di biografia del regista perché non lo conosco e per una volta tanto non è colpa della mia ignoranza: questo film è il suo film d’esordio. E allora va bene! Costruisce un’opera interessante, scegliendo di puntare su un cast ridottissimo, una serie di situazioni che attingono alla storia del classico di genere, punta sulla leggerezza, srazza un po’ sul sentimentale e aggiunge quello che si potrebbe pensare essere un po’ un linguaggio da video musicali anni fumettistici. Si respira aria di freschezza, senza dover cadere nel giovanilismo; strizza l’occhio allo spettatore “veterano” sfidandolo a cercare (se ci sono) riferimenti ad altri film; cita un grande del cinema con uno dei suoi film più amati. Soprattutto guida il cast con attenzione, lasciando a ognuno il suo spazio di “eroe a sua insaputa”. Eppure non spinge bene sulla sua macchina da presa, creando uno stile che sia veramente unico e indimenticabile. Fa un buon compitino, certo con buone basi alle spalle…

Sceneggiatura: 6/7 Come si fa a fare un post apocalittico zombie senza cadere nei cliquè? Non saprei dirlo, perché in effetti la scelta è difficile da realizzare, ma rimanere nel solco della tradizione può essere una buona scelta oppure un già visto. Di certo questo film si basa più sui 4 protagonisti e le loro differenze che vedere davvero come la civiltà umana viva possa sopravvivere di fronte all’emergenza zombie. Alla fine chiunque abbia letto qualche libro o visto qualche film sull’argomento può salvarsi tranquillamente…o no? I 4 sono come quattro icone del “non ho mai avuto a che fare con uno zombie prima d’ora”: Columbus è uno sfigato nerd; Tallhassee è uno schizzato cow boy moderno, ferito nel profondo, ma ancora capace di lasciarsi andare per le piccole cose; Wichita è la scaltra, quella tenera ma che deve dimostrare di essere più stronza dello stronzo più stronzo, così nessuno la ferirà; Little Rock è il futuro, ingenua nella sua voglia di parchi gioco, furba perché sa già cosa è la vita, curiosa, è sicuramente il personaggio più interessante e “veritiero”.

Scenografia e costumi: 6+ Tranne per qualche chicca (vedi alla voce ultimo zombie clown) il resto è molto “normale” e anche qui il compitino è ben fatto senza troppi sforzi. Bella la caretterizzazione estetica dei protagonisti, ma prevedibile.

Fotografia: 7 Nessun sforzo particolare, anche perché qui si ritorna nei ranghi e la fotografia rimane un ottimo supporto senza uscire dai suoi binari. Forse si sono divertiti maggiormente sul finale con le scene al parco giochi di notte: un classico, un prevedibile mi sa, ma che è ben dosato e calibrato fra luci e ombre.

Musica: 6 Ancora una volta non me la ricordo e suppongo che sia un sottofondo non troppo impattante col resto, se non qualche scena particolare. Probabilmente in un film di genere, ma leggero non era richiesto il suo impiego.

Effetti speciali: 7 Un buon film horror non può prescindere da trucco, parrucco e sangue finto, tanto meno se hai a che fare con zombie mangia carne. Al di là degli effetti digitali o meno, il settore trucco&parrucco ha fatto il suo dovere con zombie credibili, mangianti e pezzi di carne come se fossimo da un bravo macellaio.

Cast: 6/7 Mi spiace per gli altri attori, ma Woody Harrelson svetta su tutti con un personaggio sopra le righe (e un po’ te lo aspetti quando rimani solo a combattere non morti…) infantile e adulto nello stesso tempo, scanzonato e molto pratico quando è ora, una buona prova d’attore ma di certo non un film da oscar per lui. Gli altri stanno nella media e vabbè. Menzione speciale per Bill Murrey che in una autocitazione molto ben fatta da al film un momento di dramma inaspettato ma corretto.

Voto: 6/7 Un voto quasi di media (o almeno di media a occhio) perché il film è gradevole, con buoni spunti narrativi e stilistici, ma mi aspettavo molto di più e soprattutto di divertirmi maggiormente. Da vedere comunque in qualche sera in cui si cerca una buona visione senza troppo impegno.

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