“Notte Eterna” di Del Toro & Hogan

notte eterna
A volte le candele rosse ikea servono a qualcosa: fare foto vampiresche! ūüėÄ

Concludo la trilogia dei vampiri iniziata con “La progenie”. Un trilogia che mi ha ridato speranza per il genere horror di stampo vampiresco: non pi√Ļ robe che sbriluccicano al sole, niente amori strappalacrime, niente diabete indotto, niente “buonismo”. Il vampiro, essere corrotto, non morto per eccellenza, cerca di imporre il suo dominio sugli altri esseri viventi, come se fosse in un qualche modo invidioso della loro vita, della loro non scelta: non si sceglie di vivere (si sceglie solo come vivere), mentre in un certo senso la non vita √® stata una scelta pi√Ļ o meno imposta.

In questo terzo e conclusivo capitolo abbiamo la resa dei conti: i vampiri hanno vinto e dominano sull’umanit√†, mentre sacche di resistenza cercano di ristabilire le condizioni naturali. Il mondo √® in una sorta di post apocalittico di stampo nazista, con campi di concentramento-lavoro, con vere e proprie zone per la riproduzione forzata, con cap√≤ e traditori da una parte; bande di spacciatori di beni essenziali, trafficanti di vario genere, umani liberi dall’altra. E nel mezzo i nostri eroi, orfani di¬†Setrakian morto alla fine del secondo libro in una dura lotta contro il cattivo. I nostri vivono la difficile condizione di umani consapevoli del perch√© e del percome, cercando un equilibrio fra i propri legittimi desideri di avere una vita normale e il fatto di essere gli unici a poter salvare l’intera umanit√†. Non c’√® una visione messianica della faccenda anche se gli autori buttano l’amo a farci credere questa cosa: Ephraim √® in una certa maniera un predestinato, un chiamato, uno il cui nome √® scritto nelle profezie, ma perch√© questo debba essere cos√¨ non √® poi del tutto chiaro. O comunque la sua egoistica ricerca di salvare il figlio dalle grinfie del Padrone √® pi√Ļ forte di ogni altra chiamata.

Si aggiunge alla compagnia Quinlan un vampiro molto particolare. Normalmente un personaggio del genere dovrebbe rientrare nella categoria dei dampyr cio√® i figli umani di un vampiro e di una umana, ma la sua figura √® pi√Ļ ibrida essendo stato corrotto dai parassiti vampireschi nel ventre materno. Per il Padrone √® l’unico vero Figlio, ma √® anche l’unico vero avversario da temere. Il personaggio √® una sorta di deus ex machina della vicenda: guida il gruppo di umani, li consiglia e porta loro la sua saggezza millenaria e anche la consapevolezza della grandezza della morte eterna come unico modo di riposare dalle pene della vita. Prende il posto di¬†Setrakian, ma senza averne la drammatica esistenza: non √® il suo contraltare, ma solo un altro modo di essere guida.

Ora la vera nota dolente: il finale. Non √® facile fare un finale credibile soprattutto quando ad affrontarsi sono due avversari per potenza diversi e non comparabili: un vampiro √® comunque un essere sovrannaturale, con poteri e conoscenze che variano nel tempo e nello spazio, certo ha dei difetti (la luce del sole per esempio), ma di certo non si pu√≤ sottovalutare. In pi√Ļ ha di solito un “gregge” o un clan di suoi simili dotati anche loro di poteri superiori agli umani. Gli umani di solito sono motivati tanto dalla forza di volont√†. Un divario un po’ ampio da colmare. Eppure tutte le altre storie di vampiri ci hanno dimostrato che alla fine i cacciatori ce la fanno, magari con qualche importante perdita, ma ce la fanno. Qui come si fa? Il vampiro √® niente altro che un parassita che si insinua sotto pelle, un parassita molto resistente nel tempo (splendida la spiegazione teologica della nascita di questa razza o specie), √® come una malattia infettiva: come lo si elimina se non si hanno antivirus? Beh (e qui mi spiace cascano gli asini) si usa una bomba nucleare! Eccerto! E dove la si trova? Beh sotto casa indicativamente. Eccerto bis! E dove la mettiamo? In un posto mitico che le profezie antiche e bibliche hanno gi√† identificato? E dove si trova? Fra America e Canada.

-momento sconforto- (un minuto di silenzio e di imprecazione. Condividetelo con me per favore).

A quel punto avrei voluto chiudere il libro e scrivere agli autori che volevo il pagamento dei danni morali perch√© avevano appena mandato in vacca due libri e mezzo e tante aspettative. So che dopo aver pompato tanto la storia fra profezie, rivisitazione della Storia in modo credibile, citazioni sparse, quel sentore di credibilit√† e verosimiglianza, era difficile trovare una fine all’altezza, ma cos√¨ √® stato davvero buttare via tutto, bambino ed acqua sporca e bacinella annessa. Mi spiace cari miei autori, ma siete stati fortunati ad avere editori o lettori del manoscritto clementi, perch√© io vi avrei rispedito la copia con un bel “no” sulla parte finale del libro. Se mi facevate un bel rituale mistico alla Hell Boy era pi√Ļ credibile!

Peccato. Davvero. Comunque la serie rimane nel mio cuore di lettrice e sono veramente orgogliosa di averla letta e averla nella mia libreria. Forse un giorno i due scriveranno altro per farsi scusare della boiata fatta e io li capirò.

Voto: 6 + Non posso non abbassare il voto vista la fine ingloriosa.

p.s.¬†No, non ho visto la serie che hanno fatto in tv, ma mi riservo di poterla vedere pi√Ļ avanti, anche perch√© peggio di quel che hanno fatto gli autori non si dovrebbe fare…

Nota:¬†un ringraziamento grande a chi dei Corpi Freddi me lo regal√≤ a ruota di un bel giochino di indizi e scambio libri. Forse un giorno riparteciper√≤…

Scheda tecnica:

Titolo originale: “The Night Eternal”

anno di pubblicazione: 2011

traduttore: G.I. Staffilano

edizione: Mondadori-Omnibus

finito di stampare: maggio 2012 presso Mondadori Printing S.p.A., Stabilimento Nuova Stampa Mondadori- Cles (TN)

copertina: immagine e lettering di Marcello Dolcini

art director: Giacomo Callo

progetto grafico: Marcello Dolcini

pagine 357

“La caduta” di G. Del Toro e C. Hogan

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Seconda parte della trilogia dedicata ai vampiri, scritta da Del Toro e Hogan. Il primo libro me lo sono letteralmente bevuto e amato tantissimo. Perch√©, chiederete voi? Perch√© finalmente ci sono dei vampiri cattivi, che vedono noi umani come carne da macello o come sacche di sangue da ottenere, e a volte come compagni o alleati per l’eternit√†; e non ci sono vampiri che sbriluccicano al sole, che si innamorano della bella di turno, che non vanno alle superiori pur avendo centinaia di anni (ripetente eh?) e che soprattutto non rovinano il genere horror in un harmony di infima lega!

Qui la lotta fra Bene e Male non solo √® presente, ma ha un filo continuo nella Storia. Abraham Setrakian √® un erede di van Helsing con tutto quello che serve: volont√†, conoscenza, dolore. Non ci si improvvisa cacciatori di vampiri, ma si impara, anche a proprie spese, e anche gli aiutanti che si trova il vecchio proprietario di negozi di pegni devo imparare e provare sulla propria pelle cosa vuol dire combattere. In pi√Ļ √® interessante come l’evento dell’olocausto nazista a danno degli ebrei e i campi di concentramento venga inserito, “credibilmente”, nella vicenda, creando un vero e proprio universo parallelo veritiero.

La vicenda √® nel momento pi√Ļ terribile: i vampiri hanno conquistato il mondo (ovvio che qui si parla di America, New York nello specifico, come se fosse il centro dell’universo…), assimilano pi√Ļ persone possibile, trasformandole, come se avessero una fame atavica. Eppure c’√® altro e Setrakian lo intuisce e deve capire come fare per fermare il Male, anche a costo di sacrifici.

Una vera caccia e una vera lotta si insinua, lasciando poi aperto uno spiraglio di salvezza scegliendo il Male minore…

Il libro lo trovo scorrevole, con una narrazione non troppo elaborata e molto cinematografica. Se si conosce un po’ il regista Del Toro si possono riconoscere anche qui le sue maschere mostruose, i suoi movimenti di camera, gli sguardi sospesi fra le razze (“Hell Boy 2” √® significativo, ma anche “Il Labirinto del Fauno”. Ammetto di adorare questo regista e le sue idee sceniche e i suoi mostri). I vampiri hanno un peso immaginifico molto maggiore degli umani, anche se questi ultimi portano il peso della coscienza. Purtroppo non conosco la scrittura di Hogan per poter dire esattamente quanto sia il suo apporto (la scrittura a due mani crea, a mio parere, sempre un po’ di casino di paternit√† nel lettore).

Il libro non √® un percorso di consapevolezza, non c’√® niente di teologico, non vuole fare pensare, ma vuole solo spaventare, far capire che l’umanit√† non ha speranze e che forse qualche eroe potrebbe salvarla, ma non si sa.

Ci sono alcuni difetti di trama, o meglio ci sono quelle scelte che gli spettatori vedono lontano un miglio che saranno fallimentari, ma i protagonisti no. Si intende subito il perch√© deve succedere quello, ma poi mi chiedo se non ci fosse altro modo per renderlo possibile…Peccato perch√© il voto sarebbe stato pi√Ļ alto.

L’unica cosa che mi lascia un po’ sconcertata √® la visione del vampiro: non solo un dannato, ma un vero e proprio parassita. Tutto nel libro ha la sua spiegazione e tutto √® coerente, quindi non √® un problema di trama, ma √® difficile togliersi dalla testa l’immaginario classico dei canini per avere uno spuntone tipo Alien che ti mangia! Va bene lo stesso alla fine, anche se vedremo di capire nel terzo volume della trilogia maggiormente la nascita di questi parassiti e se non ci sia qualcosa d’altro. Ammetto che mi aspetto molto dal prossimo capitolo.

voto: 7 e 1/2