Buon Compleanno Bram Stoker!

Quando studi la letteratura inglese, c’è sempre il sotto capitolo sulla letteratura irlandese, senza un vero approfondimento, e di solito si citano solo o quasi due autori: Oscar Wilde e Bram Stoker.

http://it.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker

In realtà è veramente limitante trattare i due personaggi come loro, in semplici comprimari di una storia complessa come quella irlandese, senza davvero parlare della conquista inglese, dell’incapacità di sottomettersi degli irlandesi, di cattolici e protestanti e delle guerre di religione. Da una parte il padre del sarcasmo, dall’altra quello del genere horror. Stop. Ragazzi, passiamo ad altro, aprite il manuale di decerebrazione umana a pagina 46!

Stoker è davvero il padre dell’horror, ma non è un padre uscito dal nulla. Egli è piuttosto il plasmatore di un mito, colui che “giocando con la creta della paura” ha creato un mito inossidabile: Dracula.

Dracula è l’apice della montagna, dove prima c’era il padre Nosferatu e in fondo dall’altra parte lo sbriluccichio di Twilight.

Quando pensiamo al vampiro, al di là del vostro piacere personale (la lettura collettiva su “Intervista col vampiro” ci sta palesando proprio questo aspetto), sappiamo che dovremo scontrarci con i Carpazi, le navi misteriose, paletti, bare, terra natia, cacciatori; sappiamo che stiamo cercando un essere sovrannaturale, affascinante e perverso, diviso dal potere dovuto non dal vincere la morte, ma dall’averla come compagna (i vampiri non risorgono, mettiamocelo in testa. E’ come se, biblicamente presi, non entrassero nelle porte dell’aldilà e ritornassero in questa terra come sono: morti); sappiamo che dovremo incontrare il rapporto fra Dio e l’avversario, oppure farci una sonora risata perché qui siamo nel mezzo e ce ne fregiamo altamente.

Se negli antichi romani il vampiro non aveva nessuna parvenza di avvenenza, di conquista e di condivisione, ma era solo un qualcosa di estraneo contro il quale si chiedeva l’intervento divino, con l’arrivo di Stoker abbiamo lo spartiacque per eccellenza e i due mondi convivono, si mischiano, a tal punto che non è più Dio o gli dei a intervenire per risolvere la questione, ma è un uomo, magari religioso, ma uomo che grazie alla sua conoscenza sconfigge il male. Stoker si rivela figlio del suo tempo: di quell’ottocento in piena spinta industriale, dove la tecnologia prende il sopravvento sul lavoro manuale; la scienza sulla superstizione, diventando una nuova religione (già l’illuminismo aveva dato una bella botta alla religione canonica…); dove l’affrontare le proprie paure è un must per poter ambire all’ideale di uomo superiore; dove il sentore della guerra è dietro l’angolo, anche se non si immagina che sia una guerra mondiale.

Dracula diventa come un retaggio del passato che si può sconfiggere, ma che imperioso governa e vive sull’uomo. Van Helsing diventa la sua mimesi e il suo cooprotagonista creando una coppia inscindibile e mitica (nel senso di racconto epico che si tramanda nei secoli).

Leggere per me “Dracula” è stato un dovere e un piacere e devo dire che è l’unico vampiro che adoro, ma che combatterei schierandomi al fianco di Van Helsing. Ho letto il libro da ragazzina e ho trovato quel senso di dominio del male che credo sia fondamentale in questo genere di libri; ho trovato chi non è in grado di contrastarlo e soccombe a suo modo; ho trovato l’amore maledetto e malato, scelto e imposto; il concetto di dannazione, di scelta, delle conseguenze delle proprie azioni. Ho trovato soprattutto sostanza e leggere un libro che parla a tutti, malgrado i secoli passati.

L’unica cosa che gli “accuso” è che attraverso il suo libro il personaggio storico Vlad Tepes, da cui è stato tratto Dracula, è stato travisato o comunque mal studiato. Il principe di Valacchia era un personaggio che non andava troppo per il sottile e che sì, ha usato pali, chiodi e violenza per tenere in pugno il suo regno, ma tutto il circondario non è che fosse composto da santarellini. In più è grazie a lui se l’orda ottomana è stata fermata una volta e non ci ha conquistato e distrutto come voleva fare.

Buon Compleanno Stoker e grazie per tutte le paure ancestrali che ci hai dato!

POSTILLA!

A questo link potete trovare il podcast della trasmissione “Ad Alta Voce” di radio 3 Rai, dedicata a Dracula:

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374.html

(se non vi si apre subito il link giusto, guardate l’elenco a sinistra e aprite il 2012 e lo troverete. Buon ascolto!)