“Le 5 leggende” di Peter Ramsey

Se la tua giornata si prospetta di fatica manuale, ma te ne puoi stare tranquilla a farlo sul divano, questo è uno dei film che fanno per te. Ovvio che non tutti possono permettersi di passare una giornata a lavorare sul telaio e avere il telaio in salotto a fianco della tv, ma ogni tanto queste fortune mi capitano. Dopo essermi guardata tutta la prima serie di “The bridge” che avevo registrato ma non ero mai riuscita  a vedere mentre montavo il telaio, questo film è stato un vero momento di svago nel lavoro.

http://www.mymovies.it/film/2012/theguardians/

La trama è la classica trama natalizia: il bene contro il male, personaggi mitici che hanno forma e vita e che combattono fra di loro per conquistarsi i bambini e le loro anime. Okkei forse ho semplificato un po’ troppo, ma alla fine la trama è quella, ma mentre di solito abbiamo il solito bambino eletto che risolve la situazione, qui abbiamo un giovane guardiano che deve capire perché è stato scelto e cosa può fare. Il diverso è il modo di rappresentare i diversi guardiani o meglio le leggende.

Partiamo dall’uomo della luna. Non si sa chi sia e cosa faccia e perché lo faccia, ma un po’ il deus ex machina della situazione. Forse troppo facile come scelta, come un personaggio alla Verne che abita lassù, ma forse fa riferimento a qualche personaggio della narrativa anglosassone che noi qui non abbiamo presente. E questo si può capire con la citazione del personaggio di Sandman che io pensavo che fosse solo una creazione di Neil Gaiman ma invece pare che sia una figura mitica. Mah, non saprei che dire. Interessante la scelta di come è stato reso l’omino dei sogni, che un po’ ricorda Eolo e un po’ Yoda, ma non capisco perché dovesse essere muto. Misteri della fede.

La fatina dei denti è un classico anche da noi, anche se forse (come si vede anche nel film) la sua versione europea con i topini. Non credo che esista una vera e propria immagine, anche se si gira per internet si possono vedere una serie di santini con Sante e Santi protettori di denti e dentisti. Comunque il personaggio è quella nota tutta femminile, materna e un po’ evanescente che non deve mancare mai, come se mettere troppi maschi nella scena potesse offendere le femminucce in sala. Non ho niente contro questo personaggio che alla fine è gradevole e non oca, ma davvero bisognava che fosse lei il solito stereotipo? Mah.

Il coniglio pasquale. Discutiamone. Davvero. Da noi non so quanto tiri questo personaggio, ma io devo ammettere che non ho frequentazioni correnti con chi è sotto al metro e deve ancora provare a fare le equazioni, quindi non so se vince la ricerca dell’uovo colorato (che manco io facevo) oppure quello della kinder. Pazienza. Comunque il personaggio è il Vin Diesel della situazione e la cosa è giustissima. Non è un coniglio, ma una lepre; è sbruffone e un po’ testosteronico; gradasso, ma serio; maschio dal cuore tenero (e ci sono due momenti in cui la cosa si nota e in una ti scappa anche da ridere). In più ha quel modo di fare un po’ da uomo delle foreste che mi ricorda qualche mio amico e non può che essermi simpatico.

i folletti in versione banda musicale per grandi eventi

E poi c’è Babbo Natale. Con gli avambracci tatuati, l’accento dell’Europa dell’Est e le sciabole per combattere: un misto di cosacco, coca cola e pirata. Semplicemente adorabile. E’ il “padre” del gruppo, colui che per saggezza e per lavoro deve coordinare i guardiani e insegnare la via al nuovo guardiano, ma è anche colui che più rimanendo vicino al concetto di infanzia trova tutto divertente soprattutto il suo ruolo. Tutto il suo mondo è semplicemente fantastico, fatto di giocattoli, parco giochi, renne palestrate con slitta ultramoderna annessa, ma soprattutto gli Yeti e i folletti. Questi ultimi non sono tenerelli come i Minion di “Cattivissimo Me”, ma vi dico che ne voglio un sacco: sono piccoli, multitasking, dispettosi, poliedrici e semplicemente fondamentali per ogni piano ben riuscito.

Jack Frost che è il vero protagonista della vicenda è abbastanza anonimo, anche se devo dire che non ho molti paragoni (tranne un vago ricordo di un film in cui un padre moriva e si incarnava in un pupazzo di neve chiamato in quel modo…), ma è il classico ragazzotto con tanti poteri ma nessuna responsabilità. Il suo cammino di figlio eletto deve passare dalle solite tappe, per arrivare a vestire il ruolo che gli è stato confezionato. Diciamocelo che è il solito stereotipo che tutti si aspettano, ma che a me ha dato un po’ a noia. Vabbè…i bambini se lo aspettano…

Pitch è il cattivo e anche lui è un po’ scontato. Il suo doppiatore è Jude Law e quindi dovrebbe essere il suo termine di paragone, ma invece assomiglia in certe movenze al fauno ne “Il labirinto del fauno” di Del Toro, ma soprattutto è il fratello minore di Ade di “Hercules”. Non c’è niente da fare: quel cattivo è stato così fatto bene come movenze, imponenza e alternarsi di finta bontà con totale cattiveria, che è diventato volenti o nolenti un vero termine di paragone. Facendo così però non è che si fa il proprio mestiere di disegnatore…

Regia: 6 e mezzo. Alla fine il lavoro è stato fatto bene, con due momenti diversi nella vicenda. Un primo tempo scoppiettante e un secondo tempo un po’ scontato.

Sceneggiatura: 7 Nella spiegazione di My Movies si evince che questo film ha un doppio legame con alcuni libri scritti da William Joyce. Questo è il suo sito e credo davvero che dovrei seguire maggiormente questo autore perché secondo me ha delle idee interessanti: http://www.williamjoyce.com/

Scenografia: 7 Voto di media fra i vari antri dei guardiani (compreso anche quello di Pitch) che sono interessanti e pieni di citazioni storiche e o di altri film e il mondo degli umani che è un po’ messo lì perché ci deve stare.

Fotografia: 7 e mezzo. Il lavoro in questo campo anche per quanto riguarda i film di animazione sta notevolmente aumentando creando davvero degli effetti straordinari e uno spessore al disegno che un tempo manco ci pensavamo.

Disegno: 8. Semplicemente mi è piaciuto, perché è curato nei particolari e nei dettagli e anche se l’anatomia non è precisa (ma non lo deve essere in un mondo fantastico) tutto è credibile, ben disegnato, revisionato fino all’ultimo dettaglio.

Effetti speciali: 8. Fatti a regola d’arte, ma senza strafare e in un film del genere la misura era fondamentale. Bella la guerra fra Sandman e Pitch, anzi è proprio Sandman che ha i migliori effetti speciali (anche se i cavalli dell’incubo sono una figata).

Musica: 6. Continuo a chiedermi sempre più perché non mi rimane in mente la musica…

Costumi: 7 e mezzo. Basta solo Babbo Natale per spiegare perché mi piace, ma anche la Fata dei dentini e le sue fatine sono fatte benissimo e ben caratterizzate.

Voto: 6/7  Per quanto il film mi sia piaciuto e il “primo tempo” mi abbia proprio preso, perde sul finale lasciandoci la sensazione del già visto che demoralizza.

Però guardatelo, perché come me amerete i folletti! E anche gli Yeti!

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“Krabat e il mulino dei dodici corvi” di Marco Kreuzpaintner

Prendi un venerdì stanco e solitario, prendi che in tv ci sarebbe da vedere ma non ti prende nulla, prendi che per caso nel pomeriggio avevi notato una pubblicità di un film fantasy su rai 4, prendi tutto ciò, mischialo e poi ti posizioni davanti alla tv con tante speranze. Vane. Molto vane. Per fortuna che c’è fb e gli amici lontani a darti un supporto in queste follie.

Prima di tutto ammetto ancora una volta la mia totale ignoranza e la totale assenza del libro in italiano su anobii. Quindi gli ignoranti sono due. Come faccio a sapere ste cose? Beh fb…gli amici lontani…loro sì che avevano letto il libro. Quindi ero fiduciosa, tutti a dire che il libro era bellissimo, okkei per ragazzi, ma scritto con tanti modi di lettura, andava bene anche per i grandi…ero davvero fiduciosa.

In più la fotografia lasciava presagire che ci fosse un po’ di lavoro sotto, visto che era curata, con una scelta dei sotto toni del grigio verde che fa tanto fantasy lato oscuro, dove il bene deve sgomitare per vincere sul male che sembra invincibile. Non una storia alla “Il signore degli anelli”, ma nemmeno un “Harry Potter” in salsa tedesca, ma uno di quei film che ricordano Conan, Solomon Krane, quelli la cui trama cerca un appiglio nella storia e nelle leggende scomparse di popolazioni oramai assorbite dalla modernità.

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Leggi poi recensioni come questa, di Film Tv, e davvero le aspettative sono altissime.

E cadono, si infrangono, si rompono e il sonno e la noia prendono il sopravvento.

Prima di tutto manca totalmente di substrato, di tutti quei piccoli dettagli che rendono la vicenda emozionante. Poi mancano i vincoli di legame seri fra i personaggi. Poi mancano i dettagli vari. Poi ti chiedi che senso abbia la voce narrante che ogni tanto compare come il grillo parlante.

Quello che ho visto io è questo: un ragazzino orfano a un certo punto lascia la sua “casa famiglia” dove non si capisce come stia (bene, male, indifferente) e si ritrova non si sa come in una casa mulino di soli ragazzi e un uomo. I ragazzi si spaccano la schiena, non si lavano mai, ma gli abiti sono sempre a posto, non si sopportano fra di loro, mentre l’uomo non fa nulla ed è grasso e pasciuto e se la guarda mentre gli altri si mettono vicendevolmente alla prova. C’è una sorta di tutoraggio, ma alla fine funziona fino a mezzo dì. Poi arriva la vigilia di Pasqua e senza un preavviso il ragazzino viene invitato a partecipare a un rito magico e senza manco un moto di curiosità o di repulsione fa tutto quello che gli dicono. Tutto, beh andare come spirito in un villaggio vicino e trasformarsi in corvo. Stop. Questa è magia nera. ahhhhhhhhhhh, tanta roba!

Poi quando arrivano i soldati (da non si sa dove e perché), i ragazzi difendono il villaggio come i migliori monaci shaolin. Non si capisce quale sia il vero rapporto fra il mulino e il villaggio: sembrano due entità che si trovano casualmente a contatto e poi si ignorano. A nessun vecchio bacucco o uomo del villaggio (che sono pochissimi, sono quasi tutte donne) sembra stana quel mulino?

Quando l’adolescenza prende il sopravvento, gli ormoni si risvegliano, gli occhi di una bella ragazza ti rapiscono il cuore, il nostro protagonista si trova di fronte all’interdizione della casa di innamorarsi, se no tu muori, il padrone rimane giovane più a lungo e tocca trovare un sostituto perché bisogna sempre essere in 12 se il mulino si incavola. Perché il mulino è vivo! Vivo? Sì! Perché e come? Mah, tanto non importa a nessuno, nessuno se ne accorgerà! o.O

Il finale è scontatissimo e anche quello che per tutto il film speri sia l’aiutante del padrone e quindi la spia alla fine è un buono anche lui e la casa, il mulino e il padrone (che poi sarebbe uno stregone potentissimo!) muoiono come dei tordi e tutti vissero felici e contenti.

Il film dura 2 ore. Di noia mortale, dove quello che succede capita senza la minima emozione, moto nella narrazione, senza una spiegazione, tutto nel grigio più totale, con la faccia sporca e gli occhi sgranati.

Dove è la magia nera? Dove il mago potentissimo? Dove la prevaricazione vera, il senso del dominio che la magia nera porta con sè in tutte le favole e racconti? Dove il vero bene? Ah quello appare quando il protagonista si riappropria della propria croce cristiana ricordo della madre morta e così…così cosa??? Questa croce che il padrone vedeva come un ostacolo, gli fa qualcosa contro? No!

Io vi chiedo e mi chiedo, dove siano andati a finire gli sceneggiatori. Quelli bravi. Quelli che sanno scrivere storie logiche, non meri scribacchini!

Mi dicono che il libro sia molto meglio e che valga la pena di leggerlo, ma ammetto che devo aspettare a farlo (pur avendolo messo in lista desideri della biblioteca), perché se ora ci penso mi vien da dormire.

Regia: 5 Compitino senza pretese, senza strafalcioni, ma senza domande se le cose stessero filando giuste o meno.

Sceneggiatura: non pervenuta

Scenografia: 6 e mezzo Belli i dettagli del mulino e della sala della magia nera, per il resto normale ma niente di che.

Fotografia: 8

Effetti speciali: 7 Sono credibili, ben dosati.

Musica: 5 non la ricordo, ma qualcosa c’è di sottofondo.

Costumi: 6 Niente di speciale, ma alla fine curati e credibili.

Voto: 4 La noia vince su tutto…

“Sleepy Hollow” dove la leggenda si sciacqua in fiume

http://it.wikipedia.org/wiki/Sleepy_Hollow_(serie_televisiva)

Orfana di “X-files”, da tanto tempo oserei dire, ammetto che mi faccio prendere dalla voglia ogni volta che fanno uscire un nuovo telefilm un po’ misterioso, un po’ paranormale, un po’ horror. Quindi quando Fox ha iniziato a pubblicizzare questo nuovo serial ho pensato: è quello che cerco!

Pianifico con il mysky la visione e mi tranquillizzo nel poter fare il resto della mia vita senza avere l’ansia che mi sarei persa il miracolo televisivo del secolo. E invece no.

Ecco…come dire…il telefilm si fa guardare, ma ha messo davvero troppa carne al fuoco in pochissimo tempo.

Il grosso problema della modernità, dai film, ai telefilm e ai libri è la fretta in combutta con la faciloneria. Vogliamo il botto e quindi buttiamo tutto subito addosso alla gente così è talmente stordita da non notare le pecche; gli mettiamo un bel attore o una procace attrice e lo spettatore perderà qualsiasi capacità di giudizio; buttiamo lì qualche effetto speciale e nessuno noterà le incongruenze.

Io ho visto “X-files”. Tutto. Compreso i film. Anche l’ultimo. E quindi caro sceneggiatore ingaggiato dalla casa produttrice per fare un bel baraccone, non mi freghi! Io ho tempo, sono come gli dei greci. Io so aspettare che il filo del discorso prenda la piega che deve, io so vedere dove si dipanano i fili delle trame e sotto trame, io posso seguire la genealogia demoniaca che ci porterà alla fine del mondo. Ma tu no! Tu, il registra e soprattutto il produttore, avete fretta, non avete voglia di fare un compito accurato, vi basta la sufficienza, tanto avete la mela da portare alla maestra!

Quindi alla prima puntata si risveglia il protagonista dalla morte (mica una cosa così! Da solo, senza una guida, un tom tom, un cane per ciechi!) e si adatta come niente a 200 anni di mutamenti storici, politici e tecnologici. Si risveglia ovviamente il cattivo e in città tutti tranquilli e nemmeno uno scavista davanti al buco creatasi o una vecchietta che metta ansia al supermercato. Muore la gente e manco un giornalista ficcanaso a rischiare la vita. In più alla fine della prima puntata non solo scopriamo che il cavaliere senza testa cerca qualcosa e sa che il suo avversario è risorto, ma anche che è uno dei cavalieri dell’apocalisse pronto con gli altri tre a farsi una bella partitina a carte sul mondo. Peccato che gli effetti sulla popolazione mondiale non si vedano.

E poi c’è la biblioteca misteriosa! I libri con la copertina di pelle tutti impolverati, su cui trovare, meglio di google, tutti i demoni, streghe, leggende che saltano fuori; gli alambicchi inutili e anche quelli impolverati; le sedie in velluto impolverate. Ma una cavolo di colf prenderla no? Fareste girare l’economia mondiale solo a pulire quella stanza!

Gli effetti speciali sono quel che sono, anzi sono parecchio buttati su, mentre si salvano per ora gli esseri paranormali. Ecco il costumist si salva: bravo! Posso ingaggiarti per un live vampiri?

Quindi sono alla terza puntata e tutto fila liscio e la trama inizia a infittirsi, ma sinceramente non c’è pathos e non c’è vera ciccia. Quello che mi infastidisce di più è questa totale mancanza di cura della trama, di ciccia attorno all’osso, di prodotto valido solo per chi non ha mai aperto un libro o guardato un film horror d’epoca. Insomma, mi chiedo: perché?

Prima o poi lo so che mi dovrò tatuare questo “perché?” sulla pelle, ma è vero! Ci sono prodotti che avrebbero tutte le carte per poter diventare qualcosa di sostanzioso e non solo un mero riempi palinsesto per una o due stagioni; si sono idee che magari non sono originalissime ma che sviscerate bene potrebbero rendere felici tanti appassionati; ci sono tante nostalgie di vecchi prodotti e questo vorrà dire qualcosa, ma non per le orecchie dei produttori.

Siamo l’epoca del superficiale in tutto e anche nello svago e nel divertimento, in cui si pensa che basti mettere due lanterne belle accese che tutte le lucciole accorreranno a suicidarsi!

Alla fine cosa posso dirvi? Val la pena di guardarlo? Se non lo avete iniziato sinceramente non vi perdete nulla, se avete di meglio da vedere guardate quello, se non sapete cosa guardare e volete una novella in salsa horror con tante belle figurine, potete ben vederlo. Io continuerò a guardarlo nei miei buchi vuoti di tempo, ma di certo non sarà la prima scelta di visione.