“L’impero dei lupi” di Grangé

Finito.

39c28-grange-j_impero1

Su anobii ho messo 3 stelle, perché alla fine per quanto il libro mi sia piaciuto nel suo complesso, non mi ha trasmesso il pathos necessario. E non capisco perché.

L’altro libro di Grangé che avevo letto era “Il giuramento” e mi aveva letteralmente attaccata a ogni pagina e anche se l’argomento mi inquietava, lo avevo finito in pochi giorni, leggendolo anche quando la stanchezza imperava. Così non è stato con questo e un po’ mi sono sentita delusa.

Delusa perché l’argomento è un “classico” o meglio è una “normale” investigazione su un serial killer, forse, su un traffico di droga, certo, su persone misteriose, quindi aveva tutti i presupposti per non essere il libro troppo pompato ed esagerato in cui il lettore deve staccare la sua logica e fidarsi totalmente di quello che gli dice lo scrittore.

Ovvio che l’elemento oltre il normale ci deve essere: dall’investigatore fuori le regole, alla trasformazione di una persona, al buono che diventa quello che mai potrebbe essere. Anche in questo caso per quanto alcune cose strappino un sorriso (non dico per non fare spoiler), alla fine ci si soprassiede senza problemi.

Quindi? Quindi non so perché non mi abbia preso.

Ho trovato molto interessante e stimolante tutta la spiegazione, storicamente vera non so, sui Lupi Grigi e avrei voluto che la cosa fosse più legata a loro, invece di usarli come “specchietto per le allodole”. Per me i Lupi Grigi sono Alì Agca e l’attentato al papa Giovanni Paolo II, sono l’eminenza grigia dietro il rapimento Orlandi, sono la Turchia in fermento continuo, sono terroristi raccontati dai giornalisti o eroi evocati da altri fanatici oppure no; sono insomma un leggero e poco approfondito chiacchiericcio televisivo, mentre si fa dell’altro in casa. Forse l’unica cosa veramente positiva della lettura è stato aver stimolato la mia curiosità su un fatto di attualità che confonde cronaca con la cronaca nera con la politica.

Il finale è proprio buttato su, come se l’autore non avesse più voglia di scrivere o si fosse reso conto che stava scrivendo un altro libro e che o doveva ricominciare tutto oppure doveva tenere nel cassetto il resto della vicenda. E come sempre la vendetta viene compiuta anche se è totalmente improbabile.

Questo libro, che vale molto di più per il regalo alla fine che per la lettura, ha il pregio però di non avermi allontanata dall’autore, ma anzi di avermi incuriosita. A breve affronterò “Miserere”.

Raramente leggo libri dello stesso autore in modo consecutivo ma a giugno avevamo su CF la lettura collettiva per autore e a votazione era stato selezionato per giugno Grangé. Sono solo in ritardo di un mese. Per Luglio ci sarà King.

Annunci