“Thor – The Dark World” di Alan Taylor

Ieri sera “serata cinema inaspettata”! Raro evento, perché di solito pianifico le uscite e mi ingastrisco se le cose capitano all’ultimo minuto, ma a sto giro ho mollato il cervello in un barattolo sul comodino (con sopra una scritta di ABQUALCOSA per ricordarmi cosa servisse) e ho lasciato agli altri pianificazioni e altro e mi sono goduta la visione.

Avevo già letto varie critiche e i pareri erano tutti abbastanza negativi, poi leggo il blog di Leo Ortolani (il padre di Rat Man tanto per capirci) e trovo la migliore e più corretta recensione che uno potrebbe mai leggere: questa. Tanto lo so che non sarà un film da oscar o da pietra miliare del cinema. Lo so e lo sento perché i film sui fumetti DC o Marvel sono tutti manipolati, elaborati, triturati, masticati e poi buttati nella mischia in modo che piacciano al maggior numero possibile di spettatori, indipendentemente dal fatto che abbiamo mai avuto fra le mani un albo. Io non sono un’esperta di fumetti americani, ma ogni tanto mi è “scappato” di leggere un albo e qualcosa la so (no non sono Sheldon Cooper e mai diventerò come lui!), quindi quando mi siedo in una sala cinematografica per guardarmi un fumettone mi aspetto un po’ di credibilità.

Su Thor hanno lavorato in troppi e non propriamente bene. Kenneth Brannagh con il primo film ha cercato di dargli uno sfondo shakespeariano, trovando nel rapporto Thor e Odino una sorta di rapporto amletico non passato per la morte del padre, con tutti gli intrighi di palazzo possibili e immaginabili. In realtà la mitologia norrena, a cui liberamente si ispirò il fumetto, è molto più che shakespeariana, ma il film non può essere reso nella stessa maniera e mantenere anche un impronta leggera e volutamente sopra le righe.

Questo secondo film non ha nessuna velleità teatrale e quindi rimane sul filone baraccone, divertimento, effetti speciali e un po’ di storia d’amore che non guasta mai (così fa contente le morose gnese dei vari ragazzi/uomini che se no sarebbero stati obbligati a guardare qualche insulsa commedia d’ammmore).

http://www.mymovies.it/film/2013/thor2/

Ma veniamo a noi. A me il film è piaciuto o meglio ho trascorso un buon paio d’ore al cinema, staccando il cervello.

Partiamo con quello che non mi è piaciuto.

Sceneggiatura: 5

Dialoghi. Non sono sempre all’altezza di una buona conversazione, come se ci fosse sempre un qualcosa di scontato sotto. Sono freddi, troppo ben scritti, ma non veramente interpretati. E’ come se in realtà gli attori non avessero potuto mettere del loro nella storia e anche quando le frasi sembravano un po’ campate per aria quelle erano e quelle dovevano rimanere.

Storia d’amore. Beh…lo avete visto tutti…è di una banalità imbarazzante. Nel primo film Natalie Portman si trovava fra le mani un tozzo di ragazzone biondo e pettoruto venuto dallo spazio che manco sapeva come ci si comportava, salvava il mondo, la sbaciucchiava un po’ e poi le diceva “sai sono un dio, il mondo è lontano, tu sei importante per me, appena posso mi faccio vivo, sai capiscimi…” Ovvio che dimenticare un dio è difficile, dimenticarlo con quel fisico ancor meno, ma porcaciccia quando ti ricapita fra le mani devi proprio creare le peggio cose??? Non so, tipo, continuare a cercarlo, trovare una reliquia, farti possedere dalla reliquia e distruggere la casa del tuo amato? Hai voglia a usare la scienza per farti perdonare! E poi diciamocelo…siete di due mondi diversi, non vi capirete mai davvero…eppure ammetto che il mio unico gene romantico per un nano secondo ha pensato: ma noi niente? Ci trasferiamo anche ad Asgard, dai! Noi saremmo state più utili, anche non sapendo sbattere le palpebre così bene. Credo che a questo punto io debba imparare a sbattere un po’ meglio le ciglia…

I compagni di Thor sono inconsistenti e per quanto siano fondamentali per risolvere una parte della quest (ah no non è un gioco di ruolo! Poco ci manca), sono mere figurine: la guerriera, lo spadaccino con tante donne, l’orso e il saggio. Bon, basta. Fatto compitino torna a casina.

Freya. Madre amorevole per entrambi i figli, donna di polso e di coraggio, viene sacrificata sulla pubblica piazza dello schermo perché troppo ingombrante. Basta Odino per creare confusione in famiglia e lei è troppo saggia per vivere.

L’esercito asgardiano. Pura carne da macello.

La terra. Pura carne da macello, senza mai un giornalista che faccia il suo dovere, provocando allarmismo più o meno a caso. Due semplici caccia inglesi mandati allo sbaraglio contro l’astronave aliena, ma manco lo straccio di un bobbies a dare una mano ai nostri eroi. Ora sappiamo come si può invadere l’Inghilterra senza far muovere un uomo.

Cosa mi è piaciuto.

Scenografia: 8 stupenda. Un misto di fantascienza, steampunk anni’20, futurismo e base epica sia norrena che greca. E’ un tripudio per gli occhi Asgard e se ci soffermassimo bene su ogni dettaglio vedremmo un sacco di citazione artistiche. Il ponte dei mondi che porta ad Asgard risulta essere un perfetto connubio fra l’arcobaleno e il ponte di Brooklyn, ma risulta assolutamente credibile. La stanza delle reliquie e il libro delle leggende (perfetto fra le miniature simil medievali e l’effetto cinematografico molto steampunk) sono una chicca che lasciano a bocca aperta. Poi ci sono le statue monumentali degli avi degli dei che ricordano gli Argonath a guardia di Gondor. Le astronavi sono superbe, un vero tocco di fantascienza in un film che non dovrebbe appartenere a quel genere, eppure sono le prime che mi hanno lasciato la sensazione di averle già viste, con quella loro forma allungata e come la prua di una nave che fende l’aria e la terra come il coltello caldo fa con il burro; sono una citazione, un omaggio o una copiatura? Su questo punto anche altri miei amici hanno condiviso, ma non hanno saputo darmi una risposta precisa.

Costumi: 7 e mezzo La differenza fra umani e asgardiani e altri popoli di altri mondi è facilmente resa, ma era davvero impossibile sbagliarla. La tutina di Thor che dovrebbe simulare una armatura squamata è un ridicola, ma alla fine tocca passarci sopra. Heimdall sembra il cavaliere dello zodiaco del Toro, ma è perfetto come guardiano combattente. In realtà il voto è portato in alto dalla caratterizzazione dei cattivi: gli elfi oscuri. Sono stupendi. Sono un connubio fra elfi di tolkeniana immaginazione e i Borg di Star Trek, ma molto più cattivi dei primi e molto più solidali fra loro dei secondi. Malekith poi è il cattivo per eccellenza, in quel misto di capo tragico e eletto del suo popolo, sulle cui spalle ricade tutto il destino della sua razza, ma anche la saggezza del passato. Le maschere degli elfi oscuri anche quelle mi ricordano in qualche modo gli immortali del film “300” eppure hanno anche un’estetica che non riesco a mettere a fuoco.

aprite l’immagine per gustarvi meglio i dettagli

Effetti speciali: 7 Tutto gira alla meraviglia, si vede proprio che la tecnica sta diventando artigianato di alto livello e di pubblico dominio. La battaglia navale in città ha un po’ il sapore dei video giochi di Star Wars, ma sono emozionanti e coinvolgenti. Il martello di Thor è un essere fisico e non una mera figurina. La sala di Heimdall è poi un posto fantascientifico, preciso in ogni dettaglio, ma credibile come l’analisi medica che fanno su Natalie Portman.

Particolare d’altri tempi sono i titoli di coda con le riproduzioni disegnate di alcune scene del film.

fumetto Robert Rodi e Esad Ribic

Come sempre interessante il rapporto fra Loki e Thor e forse prende più gli spunti dalla mitologia che dal fumetto, però consiglio a tutti coloro che volessero vedere l’altro punto di vista del rapporto fra questi due fratelli di leggere il fumetto “Loki” di Rodi & Ribic, dove Loki non è il villain che tanto fa sospirare le fanciulline spettatrici (tristezza…), ma si capisce da dove nasce il suo risentimento nei contronti del dio del martello di tuono.

Quello che mi ha lasciato indifferente.

Regia: 6 Un buon lavoro, ma niente di eccezionale o di personale. Ammetto di non conoscere il regista e quindi non ci riconosco il suo marchio, ma vedendo la sua biografia dovrebbe essere uno che se ne intende di fumettoni buoni per i nerd.

Musica: 6 anche qui niente di così importante da ricordare.

Voto: 7 Voto alto me lo dico da sola, ma il film ha molti spunti interessanti per ricercare altri film e fumetti; rimane fedele, anche se in modo superficiale, a più opere sia letterarie che fumettistiche; lo spirito baraccone e volutamente divertente prende lo spettatore in un vortice di rilassamento, provocandogli un voluto distaccamento da ogni pensiero e problema. Ed è questo quello che mi aspetto da questo genere di film.