Articoli con tag: malintenzionati

“Il nostro comune amico” Libro 2, cap. VII

Ritorniamo a veder cosa combina il signor Wegg padrone della Pergola, per gentile concessione del signor Boffin (anima veramente candida!). L’atteggiamento di Wegg è da subito stigmatizzato da Dickens che gli riconosce avidità, non riconoscenza e contrarietà nei confronti del suo padrone.

La scena in cui appare anche il signor Venus poi appare grottesca e fastidiosa, legata a due personaggi che si muovono sul filo della regola e della civiltà, ma è anche surreale: legata alla legalità del pacco che porta Venus alla Pergola e su cui Wegg riversa tutto il suo sdegno. Poi “girato l’angolo” tutto come etichetta fra due gentiluomini. Il monologo di Wegg sulla casa, su un omicidio, su “colui che non nominerò”  e su quanto si meriti di salire nella scala sociale poi mi fa disprezza ancor di più il personaggio che risulta essere solamente un vile imbroglione.

Veniamo a sapere ancora in modo criptico (questo capitolo è tutto un “non si dice”, “voi sapete”, “non posso nominare”. E’ facile scrivere capitoli del genere, signor Dickens! Son capace anche io!) il rapporto passato fra Venus e il defunto Harmond, ma la vera natura dei loro traffici non è palesata. Di certo fra i due c’era una strana cosa: la passione per i rifiuti e per capire cosa ci fosse. Ma ho capito bene? o.O Ovviamente le domande di Wegg sono tutte rivolte a capire se Harmond padre abbia nascosto qualcosa o fra i rifiuti o nella casa (che però suppongo abbia già bellamente controllato mentre noi ci occupavamo a seguire gli altri personaggi). E Venus gli da corda (non so se è perché sa che il precedente padrone di casa davvero nascondesse qualcosa, perché come tutti coloro che vivono ai margini si aspettano che altri vivano nei sotterfugi, oppure per dare corda a Wegg e non incappare nella sua ira).

I due decidono, su istigazione di Wegg, di allearsi (“per la causa della giustizia”) per trovare quanto sia di nascosto nella casa: se preziosi se li divideranno, se carte verranno messe “a disposizione delle parti più interessate”. Più parla e più Wegg si palesa e quindi rivela che non solo vuole cercare qualche bene (ed appropriarsene), ma anche dimostrare che Boffin è l’assassino di Harmon (a questo punto penso il padre, ma non è detto che non si intenda il giovane) visto che è l’unico ad aver tratto un bel guadagno da quella morte.

Proprio un bel personaggio carino e simpatico sto Wegg!

Improvvisamente, spiazzando me e i due complottisti, appare sulla scena il giovane Rokesmith! Che ci sta a fare lui qui?

Il giovane segretario avvisa l’affittuario che Boffin (sempre più generoso e fesso!) ritiene Wegg libero di fare la sua vita tranquillo anche di sera, senza dover rimanere a casa per aspettarlo per le letture previste. Quindi alla fine cosa lega Boffin e Wegg se manco il “lavoro” di lettura deve essere obbligatorio? Lo voglio anche io un datore di lavoro del genere e sarei anche più rispettosa e previdente. Mah…

Come è arrivato così il segretario se ne va, facendo uscire dalla bocca di Wegg ancora più astio verso gli altri, tacciando delle peggio cose il povero Rokesmith.

“…Tutti sacrificati al prediletto della fortuna e al verme dell’ora.”

scena del film “Ladri di cadaveri” di J. Landis
http://www.mymovies.it/film/2010/burkeandhare/

Categorie: Il nostro comune amico, Letture collettive, Libri | Tag: | Lascia un commento

Blog su WordPress.com.