“Il telefono senza fili” di M. Malvaldi

articolo da cui è tratta l’immagine http://www.leggeremania.it/2014/09/25/il-telefono-senza-fili-marco-malvaldi-uscita/

Senza ombra di dubbio tornare a leggere Malvaldi è un piacere per vari motivi:

1. storie normali, gossip normali, contemporaneità;

2. brevità del racconto;

3. personaggi, anche nella loro stravaganza, assolutamente realistici;

4. umorismo.

Non è che non ami altri generi di racconti più esagerati od oscuri, lo sapete bene, le vedete le altre mie letture, ma mi rendo conto che spaziare su altri registri, lasciarsi andare a una sorta di leggerezza che non vuol dire semplicismo è di certo un piacere. Ritornare al Bar Lume, ritrovare i personaggi amati è come tornare al mare al lido dove andavi da ragazzina e ripensare con piacere alla compagnia di allora: no commiserazione, sì beatitudine.

Purtroppo negli ultimi due anni ho perso un po’ l’attenzione nel seguire le saghe e mi sono resa conto che quello che è stato maggiormente colpito è stato proprio il povero Malvaldi di cui ho sicuramente perso due puntate letterarie della sua saga. C’è una spiegazione per tutto ciò? Distrazione, faccio  mea culpa. Semplicemente distrazione. Rimedierò con calma, ma non ho più veramente l’affanno nel star dietro alle cose come se dovessi timbrare cartellino. Così mi ritrovo a dover arrancare su certi passaggi di vita privata dei protagonisti, anche se forse non deve essere successo troppo, ma una cosa importante c’è stata: cambio di commissario. E qui sono rimasta basita. La motivazione è dovuta al fatto che il cambio prevede anche un cambio di sesso del suddetto personaggio, facendo apparire sulla scena questa Alice Martelli che subito si è incastrata bene con il resto della banda. Se la motivazione narrativa c’è ed era forse un po’ “scontata”, ma motivazione stilistica mi sfugge o purtroppo mi fa nascere il dubbio che la serie televisiva abbia forzato la mano all’autore. Sì, sono sospettosa, ma troppi cambiamenti forzati della serie, qui vengono risistemati in modo più coerente e logico o almeno come vorrebbe il padrone di casa; e se la parentela fra Massimo e Ampelio non si può cambiare (e sinceramente va bene così), tutto il resto sì. E’ un dubbio, una conferma, un sospetto? Non saprei dire, ma la sensazione è stata fortissima e ammetto un po’ sgradevole. Più leggevo e più mi rendevo conto che il rischio autoemulazione, rimanere incastrati nel personaggio e stanchezza siano dietro l’angolo, per quanto tutto giri perfettamente, sia un suo buon libro, ci sia ritmo e il giallo sia un buon caso di cronaca nera.

Il potere di questi libri è di parlare di piccola cronaca nera di provincia, di corna, di denaro, di passioni, di approfittatori e vicini di casa. Malvaldi sa come scriverla e come farla arrivare con leggerezza al lettore; non ha perso la mano, non ha perso l’umorismo, nemmeno ha virato in altra maniera; ma si sente forse un inizio di stanchezza. E’ davvero così? Necessita l’autore di lasciare al suo destino il Bar Lume per un po’ e tornare fra qualche tempo? Marchino, Tiziana, Massimo e i 4 vecchietti vanno seguiti passo passo nella loro vita? Mah…dipende forse anche da quante serie vuole farci sky (e soprattutto rovinare i libri, mi tocca dire).

So che sembro un disco rotto, ma per me la lettura è stata “rovinata” da questa sensazione, mentre alla fine dovevo leggere a voce alta il toscano stretto (altra deviazione alla Camilleri ultima maniera, troppo siculo stretto, con rischio di non comprensione); mentre sorridevo delle situazioni e dello svolgimento; mentre seguivo avidamente lo svolgimento dell’indagine. Perché il libro si legge benissimo, scorre perfettamente, ti tiene attaccato alla lettura e in un giorno si può anche finire, ma non è all’altezza dei precedenti. E perché a me Malvaldi piace come scrive, perché sembra che scriva col sorriso.

Voto: 6/7

Scheda

Casa editrice Sellerio Editore Palermo

anno di pubblicazione settembre 2014, su carta Palatina prodotta dalle Cartiere di Fabriano con materie prime provenienti da gestione forestale sostenibile.

illustrazione di Blanca Gómez, 2009 (elaborazione grafica)

 

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“I delitti del BarLume- Il re dei giochi” versione sky

L’anno scorso ho scoperto Malvaldi ed è stata una scoperta meravigliosa perché ho trovato le sue storie e il suo stile consono con il momento che stavo passando: gialli scritti bene, ma con personaggi allegri, forse un po’ fuori dalle righe, ma per lo meno non tormentati (non li reggo più davvero, anche perché spesso sono bip mentali dei personaggi e forse degli stessi autori). Quando ho visto per la prima volta in foto l’autore (in realtà non li cerco mai su internet) mi è parso che avesse una bella faccia sorridente, molto in linea con i libri che scriveva. Okkei questa è una visione lombrosiana dello scrittore uomo, ma a volte è bello vedere qualcuno che sorride, racconta sorridendo di gialli e poi scrive libri gialli che ti fanno anche scoppiare a ridere.

Così quando Sky ha annunciato che avrebbe reso in versione tv i suoi romanzi ero effettivamente elettrizzata o comunque contenta visto che il panorama televisivo italico è alquanto deludente quando si muove la tv generalista. Solo Montalbano con Zingaretti si salva dallo schifo seriale…

http://www.tvblog.it/post/436769/i-delitti-del-barlume-su-sky-cinema-1-i-romanzi-di-marco-malvaldi-diventano-due-film-tv-tra-commedia-e-giallo

Purtroppo mi sono fatta un po’ fregare dal fatto che non potendo vederlo in diretta, visto che ero ad allenamento, ho visto prima i commenti e poi la visione ( w il mysky!). Non trovavo un contatto fb che fosse davvero soddisfatto del prodotto e quindi “un po’ mi è scesa la catena”, ma non mi sono fatta demoralizzare. E invece avevano ragione loro.

Premetto che però io sono davvero stordita e solo il controllo sulla mia libreria anobii e l’agenda moleskine di recensioni mi hanno confermato che no! non avevo letto “Il re dei giochi”. Ma come è potuto accadere? Cosa è successo? Tutti gli altri, compreso “Milioni di milioni” (arrivato in regalo gioco CF) li avevo praticamente divorati uno dietro l’altro, questo era stato saltato bellamente. Ora dovrò rimediare ma lasciando un po’ di tempo perché se no ricordo troppi dettagli.

Partiamo dai dubbi, prima di tutto.

Perché partire dall’ultimo libro e non dal primo? E’ la cosa più stupida che potesse esserci, visto che non tanto svela chissà quali cose, ma in realtà non fa crescere il lettore insieme ai protagonisti soprattutto insieme a Massimo Viviani. Qui davvero gli editori hanno delle illuminazioni favolose che noi comuni mortali davvero non possiamo capire. Vabbè.

Seconda cosa: perché cambiare il sesso al commissario Fusco? Nel libro è un uomo, mentre nel telefilm una donna molto dura (ma poi capiamo come non si sa che si smollerà e magari sarà anche molto materna, mah). Nella vicenda è bello questo confronto tutto maschile fra l’ordine costituito e l’investigatore malgrado: è di certo un topos, ma funziona bene anche perché lascia fuori qualsiasi implicazione emotiva, ma al massimo si vede costruire la stima e l’amicizia. Ecco anche sta cosa ritorna essendo partiti dal fondo a fare film. Il/La Fusco conosce già i terribili vecchietti, conosce già Massimo, si è rassegnato/a alla sua presenza impicciona, mentre nel telefilm sembra che sia la prima volta. Quindi come risolveranno la cosa andando indietro nel tempo? Colpo in testa? Cambio di commissario? Rapimento alieno?

Terza cosa: Ampelio non è più il nonno, ma uno zio. Perché? Fanno schifo i nonni? Per una volta che non c’erano nonni fuori le righe come è diventato Nonno Libero del coso là, medico incasinato con figli a carico…quello sulla rai…ah ecco “Un medico in famiglia”. Per una volta che c’era un sano nonno, pensionato, impiccione, ingombrante, autorevole ma non autoritario, con un bel rapporto con un nipote maschio adulto, incasinato ma desideroso di far da sè, ecco che lo trasformano in vecchio zio che lo ha allevato. Ma perché? Anche qui cosa cambiava a lasciare l’originale? E’ davvero una modifica inutile, fuori senso e pretestuosa.

Queste sono le scelte a monte che io non ho condiviso e che sono assolutamente pretestuose e immotivate.

Il cast è accettabile, nel senso che sì mi immaginavo quel determinato attore per Ampelio e non mi aspettavo che alla fine anche Timi potesse essere credibile, anche se la toscanità che pervade il libro è un po’ forzosa, finta e poco spontanea proprio come se fosse una parte di un copione da imparare.

Ecco quale è il vero difetto del telefilm: finto. E’ girato, montato e sistemato come se fosse un video dei Manetti Bros che apprezzo in videoclip e anche in qualche film, ma che in questo contesto sarebbero stati fuori luogo. Ecco la parola giusta: fuori luogo. E’ fuori luogo il cambiamento dei dettagli; è fuori luogo un certo modo di fare fintamente toscano; è fuori luogo il muoversi esagerato, mentre quando salta fuori la recitazione per dover dirimere la vicenda si vede che dietro ci potrebbe essere altro potenziale molto superiore, ma volutamente non è stato usato.

Questo telefilm è un fumetto mal riuscito che soprattutto non emoziona.

Volevamo un altro Montalbano in salsa toscana e invece ci siamo più avvicinati a “Carabinieri” prima serie (ancora accettabile da guardare). Certo raggiungere il livello della serie di Montalbano è difficile, ma un tempo noi Italiani facevano con facilità quel tipo di telefilm, scegliendo non solo attori bravi, ma anche registi e sceneggiatori con attributi e talento. Col tempo ha vinto la filosofia del “Grande Fratello” e abbiamo perso Cinecittà e le sue maestranze, quindi ora che avevamo un altro prodotto valido, lo abbiamo imbastardito perché fosse pop.

Prima di vederlo, mi era capitato di sentire un’intervista a Malvaldi su Fahrenheit, su radio 3, e ammetto che lui è stato un signore, visto che alle domande sulla serie e alle critiche minime che facevano al prodotto lui ha risposto splendidamente, senza però dire nulla, però l’imbarazzo un po’ si sentiva. Non so se è perché il suo potere contrattuale è stato reso vano o lui non abbia creduto di poter valere quanto un Camilleri, ma di certo in quel telefilm io non ho visto la sua mano.

Ho registrato anche l’altro episodio (e sembra che ne faranno altri perché hanno avuto successo… ) e di certo lo guarderò per capire se tutta la serie ha perso la trebisonda o solo un episodio. Mah…