“Il nostro comune amico” Libro 2, cap. XV

Sono indietro con la tabella di lettura, perché diciamocela tutto questo libro è pesante e noioso e scritto male. Ovvio, leggerlo con così lentezza (la lettura totale ci coinvolgerà per un anno e mezzo. La fine è prevista per novembre 2014, capite?), con tempi lunghi forse non aiuta il lettore moderno che non sa più aspettare, ma se è stato pensato così qualcosa vorrà dire o no? Noi, del gruppo di lettura, abbiamo pensato che con questo libro Dickens dovesse pagarci delle bollette. Tante bollette. Ma torniamo ai nostri personaggi noiosi, ai capitoli pesanti e a compagnia danzante.

Ritorna l’assedio del maestro e di Carletto alla povera Lisetta. Ma poverina! Lasciatela in pace! Mi stupisce l’atteggiamento di Carletto che da fratello amorevole è diventato un piccola despota insensibile; suppongo che sia la presenza del debole maestro a contagiarlo facendolo diventare un adulto arido e un po’ egoista (o egocentrico), insomma un debole a sua volta. L’incontro fra i tre sembra casuale, ma l’appostamento dei due uomini li fa sembrare ancora più biechi nel loro tentativo di manipolare la ragazza.

Il corteggiamento e la rivelazione dei suoi sentimenti da parte di Bradley è una delle cose più fastidiose che si possano leggere non solo perché è maldestro, ma perché violento verbalmente: è un continuo “io, io io” e un continuo a pensare a se stessi, inglobando la povera ragazza nei suoi pensieri come se fosse un oggetto. Ora fermiamoci un attimo e riflettiamo al periodo. Di certo per quanto le leggi ritenessero che un essere nato libero, avesse diritto alle proprie scelte ed emozioni, nella pratica non solo i superiori decidevano, ma soprattutto la maggior-età legale dell’uomo aveva un peso superiore alla minorità legale della donna. Questo insulso maestro è l’emblema di questa pretesa superiorità maschile anche quando priva di merito sulla donna. Vogliamo difenderlo dicendo che è solo imbranato? Non ce la faccio, ve lo dico sinceramente, perché il personaggio è di una pochezza che imbarazza. Non c’è romanticismo, ma violenza nelle sue parole e questo è inaccettabile anche in un personaggio immaginario. Mi chiedo come lo abbiano inteso i lettori a suo tempo…

Il maestro è un violento, un debole uomo che non sa accettare un no. Non riesco a difenderlo, a scusarlo, a vederne una romantica vittima del romanticismo. Sbattere le mani contro il muro e farle sanguinare, stringere il braccio della ragazza fino a farla gridare dal male e spaventarla con le sue parole è sintomo di un animo violento e di povertà morale. Prego vivamente Dickens di eliminare al più presto questo personaggio o di fargli scontare la pena del suo gesto. Non mi piace per niente. In più è preda dalla gelosia per Wrayburn, una gelosia morbosa e distorcente.

Rimasti soli Carletto e Lisetta, con un maestro lacerato in fuga, il ragazzo dimostra di essere un immaturo e soprattutto di sviluppare quell’odioso atteggiamento maschilista che si riscontra nel suo mentore. Egli, in preda a un raptus di non so cosa, tratta la sorella come una poveraccia senza valore che ha avuto l’ardire di non accettare di sposare un uomo meritevole di ogni onore per la sua grandezza inimmaginabile (appunto, chi la immagina) e anche lui continua a dire ossessivamente “io…io…io”.

Ammetto che mi stupisce la forza d’animo e il coraggio di questa ragazza che ha sempre fatto da figlia amorevole a un padre duro e madre-sorella a un fratello a questo punto ingrato. Un personaggio davvero particolare e più moderno di altri. Eppure, rimasta sola, ella si lascia andare alla delusione e al dolore… Ottime le parole del signor Riah, quando appare sulla scena:

“Scuoti la polvere dai tuoi piedi e lascialo andare”

E come se Dickens si divertisse a mettere a disagio certi personaggi, mentre il signore accompagna la ragazza a casa (bello vedere come l’emarginato da tutti, in quanto ebreo, si mostri il più umano e compassionevole, fuori da ogni egoismo), per avere la sicurezza che non le accada nulla, appare sulla scena…guarda un po’…proprio Wrayburn! Anch’egli l’aspettava per riaccompagnarla a casa…e dimostra anch’egli la sua pochezza umana, quando cerca di cacciare il signor Riah con maleducazione e insistenza, pur di rimanere solo con Lisetta. Ma questi uomini dove sono stati a studiare corteggiamento? Alla scuola dei buzzurri? Malgrado tutto Lisetta ha l’accortezza di metterlo sul chi va là perché potrebbe subire danni da qualcuno (vedi alla voce idiota maestro di Carletto).

Ratto di Proserpina di Gianlorenzo Bernini