“Il caso del dolce di Natale e altre storie” di Agatha Christie

http://www.librimondadori.it/libri/il-caso-del-dolce-di-natale-agatha-christie

Sotto Natale continuano le mie letture di “ambientazione” e devo dire che mi sono trovata veramente bene nel riscoprire la signora del giallo.

Il libro è una raccolta di alcuni racconti non esattamente legati fra loro per argomento o ambientazione, forse (tranne uno dove appare Miss Marple) Poirot può essere il legante, ma non sono manco convinta che sia davvero quello.

Il caso del dolce di Natale: lo conoscevo per averlo visto in tv nella riduzione film per tv e devo dire che mi è sempre piaciuto per la sua atmosfera molto british in salsa natalizia e alla fine è abbastanza coerente con lo scritto. Il racconto è ambientato in una villa nella campagna inglese dove Poirot deve presenziare alle feste natalizie per ritrovare un rubino rubato a un principe indiano (prima che lo scandalo scoppi e rovini il futuro del ragazzo). Fra giochi, cibi e tradizioni, il nostro belga riesce a risolvere la vicenda con eleganza e fermezza, riuscendo anche a risolvere problemi di famiglia e divertire i bambini di casa. Ben scritto e ben dosato. Voto: 7

Il mistero della cassapanca spagnola: anche questo saccheggiato dalla televisione per farne una puntata della serie dedicata a Poirot. Poirot si intestardisce a voler risolvere un mistero di cronaca nera che vede il cadavere chiuso in una cassapanca, ma senza spiegazione e con un colpevole che non convince. La testardaggine dell’investigatore porta alla risoluzione del crimine assicurando il lettore che il delitto perfetto non esiste. Interessante vedere come la nostra Agatha abbia attinto al suo punto di riferimento (che si dice che fosse Sherlock Holmes) per dare un’ulteriore sfaccettatura al carattere di Poirot: cercare un caso quando non ce ne sono per poter mantenere in allenamento il cervello e la curiosità. Voto: 7

Una donna sa: Trovatosi a indagare nell’ennesimo omicidio in famiglia, Poirot deve non solo sviscerare al massimo i rapporti personali fra i protagonisti, ma anche farsi aiutare da aiuti esterni (in questo caso un medico ipnotista) per cogliere alcuni dettagli e scoprire la verità. Interessante la scelta del dottore nella vicenda: mi fa pensare che l’autrice fosse ben predisposta per le nuove scienze e per le teorie più disparate per risolvere in modo credibile le vicende. Forse il racconto che meno mi è piaciuto, perché troppo mi ricordava “Il natale di Poirot”, anche se ben scritto e ben strutturato. Voto: 6

La torta di more: anche questo lo ricordavo per averlo visto in tv e devo dire che non mi aveva molto appassionato, ma è un buon esercizio di attenzione e di logica: i dettagli non sono mere cose, ma fondamentali per capire persone e situazioni. Qui l’abitudinarietà delle persone permette di far capire a Poirot come si sia potuto nascondere un omicida dietro a due morti naturali o quasi. E’ divertente notare che con un po’ di attenzione qualsiasi “delitto perfetto” si sgonfi in un mero omicidio per vili motivi. Voto: 6 e mezzo

Il sogno: preso anche questo dalla serie televisiva e un po’ ampliato in confronto a questo breve racconto. Ben scritto, strutturato, ma troppo veloce la lettura per poterlo apprezzare nel migliore dei modi, in più la scelta di calcare la mano sul “sogno premonitore” è un po’ tirata per i capelli o comunque buttata lì. Voto: 6

La Follia di Greenshaw: unico racconto con Miss Marple presente e come spesso le accade la sua presenza è sempre molto sottile, leggermente invadente, ma sempre stimolante per le forse dell’ordine (che oramai sembrano arrese alla sua presenza e al suo aiuto). In questo racconto il delitto è ben strutturato, ma la sua conclusione un po’ tirata per i capelli. Ennesima vendetta in famiglia o di famiglie che si risolve con un corpo morto e un omicida assicurato alla giustizia. Voto: 6 e mezzo.

In conclusione il libro è un meraviglioso momento di relax fra omicidi, indagini e risoluzione dei problemi, sempre con garbo, logica e un po’ di ironia che mai non guasta.

Voto: 7 Non è la media, ma il senso che ho avuto alla fine della lettura.

Annunci