Follie collettive: “Grandi speranze” di Dickens

Ricordate la lettura collettiva su “Il nostro comune amico” di Dickens che ha visto me, La libreria pericolante, Clubippogrifo e qualche altra nostra conoscenza a leggere a puntate il pesissimo libro?

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Sì, un cactus…sì, è voluto.

Beh abbiamo “deciso” di replicare con lo stesso autore che abbiamo massacrato a suo tempo e con un’altra sua corpulenta opera: “Grandi speranze”. Mai titolo fu più di buon augurio in una tempesta. Colpa a questo giro del Clubippogrifo e sinceramente non so:

a. cosa le sia venuto in mente;

b. cosa sia venuto in mente a noi di accettare senza opporci (perché non ci siamo opposte per nulla. Ma cosa è sta cosa: masochismo letterario?);

c. perché nessuno ha chiamato la neuro?

Quindi oggi incomincia la lettura a tappe e finirà il tutto ad agosto (agosto??? ma veramente??? Non ci posso credere…), con commenti sulla pagina dell’evento e via cantando. Ci aspettano cinismo e vetriolo da spendere a man bassa perché siamo convinte che la lettura sarà all’altezza (o bassezza dipende) dell’altra. Questa volta però non vi regalerò post riassuntivi per ogni puntata o capitolo (credo che qualche liceale possa averne usufruito o lo farà), ma mi limiterò a qualche commento extra sulla pagina fb o twitter; l’ho deciso non tanto per non essere usata per lavori altrui (tanto una volta che metti le cose su internet non sono più patrimonio tuo davvero), ma perché mi sono doppiamente annoiata a mantenere un impegno del genere per ogni tappa. Potranno capitare anche i post per aggiornavi della faccenda, ma non so. Voglio che questa volta tutto sia il più leggero possibile e anche il più divertente, perché magari a ‘sto giro il libro mi prende, la vicenda mi interessa…ho letto la quarta di copertina e mi sono pentita di aver comprato il libro…

Per chiunque volesse seguirci nelle nostre simpatiche avventure letterarie il post dell’evento è a questo link. Siete invitati a unirvi alla lettura, a criticarlo e a criticarci in modo educato e civile, difendendo le vostre posizioni di lettori.

Qualcuno di voi lo ha letto e mi può dare qualche dritta di cosa aspettarmi? o.O

“Il Natale di Poirot” di Agatha Christie

Letto per tempo e finito la vigilia di Natale aspettando l’arrivo dei parenti. Mai sono riuscita a fare una cosa così combinata!

La storia la conoscevo per averla vista mille volte nella versione del film per tv, ma mai avevo letto il libro.  Ammetto che mi mancano molti libri di Agatha Christie anche se ho incominciato a leggerla da ragazzina. La mia normale propensione a centellinare gli autori nel tempo mi porta a trovarli sempre nella mia strada e a doverli leggere come dilatando il tempo: la trovo una ricchezza piuttosto che una lentezza.

Complice la lettura collettiva Cf natalizia (a dicembre non un singolo autore, ma un tema: delitto a Natale) ho trovato doveroso tornare al classico e rilassarmi. La lettura dei classici del giallo mi consente di spegnere il cervello e le eventuali ansie e di godermi l’investigazione pura e semplice.

per la trama: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Natale_di_Poirot

Sapere già come andava a finire mi ha aiutato a capire meglio la scrittura dell’autrice e come rendesse i personaggi in un racconto che si basa tutto sulle apparenze e sulla riconoscenza (in ogni senso). La Christie rivela un senso dell’ironia e dell’autoironia (legata alla sua terra e ai suoi connazionali e non su di lei) che le vale un vero plauso: mentre in altri racconti rimane presente lo stiletto contro l’ipocrisia della sua generazione, qui ci va giù pesante e non salva nessuno. Di certo ambientare un romanzo così violento e vendicativo proprio nei giorni del Natale impone che ci sia un contrasto intenso e lampante. Qui ogni personaggio è l’antitesi dell’altro: dalla misteriosa Pilar, all’esotico Farr; dai fratelli Lee, al loro dispotico e prepotente padre; dalle diverse cognate. E in mezzo a tutti c’è Poirot: serafico, fintamente tonto, gigione, elegante, educato, ma mai disattento e pronto a colpire e rimettere tutti i pezzi a posto quando meno se lo aspettano. E ogni cosa si sovrappone e si incastra all’altra con attenzione e cura e mai forzando il pezzo, conducendo per mano il lettore alla soluzione, mai davvero depistandolo.

Una delle accuse che si fa all’autrice è di nascondere sempre il pezzo centrale del puzzle investigativo e quindi di tenere il lettore lontano dalla soluzione, ma qui non accade, anche se non ci fa rimanere al fianco di Poirot ogni millesimo di secondo, ma lascia cadere gli indizi qua e là, con nonchalance come se la cosa alla fine non la riguardasse.

Poirot poi è qui in splendida forma, anche se è già nella sua fase lenta e attenta della vita e quindi sembra prendere tutto con calma serafica. Stupisce la sua attenzione alle donne di casa, non tanto perché utili alla risoluzione del problema, ma proprio come estimatore del genere femminile. Si sa che Poirot è un estimatore della bellezza e per quanto la sua “madre” lo abbia reso un impenitente scapolo ella sottolinea sempre come egli sia un vero osservatore della moda, della diversità dei caratteri e degli aspetti, eppure a me sembra sempre tutte queste osservazioni siano come degli indicatori e dei selettori per suddividere le persone e non come commenti personali. Qui invece appare l’uomo Poirot senza mai essere fuori dalle righe, anzi dovendosi rapportare con quattro donne dalle diverse caratteristiche.

Agatha Christie
Agatha Christie (Photo credit: Wikipedia)

Libro ben scritto, narrazione scorrevole e sempre molto precisa, ottimo romanzo giallo dove investigazione, mistero e paranormale (delitto che si compie nella stanza chiusa: pletora di opinioni e superstizioni a più non posso) si intersecano benissimo e con leggerezza sottile da ferire e dissanguare.

Tanto tempo era passato dall’ultimo suo romanzo, ma mi ha solo fatto venire voglia di leggerla e rileggerla.

Il telefilm è relativamente fedele al romanzo e pur tagliuzzando qua e là, aggiungendo e togliendo personaggi, non ha stravolto più di tanto il senso e l’assassino è quello, con quella motivazione e via di seguito. Ho visto telefilm più rimaneggiati…

voto: 7 e mezzo.

“Piramide di paura” di Barry Levinson

A Natale ci si aspetta di vedere i soliti film in tv. Questa volta non è una polemica. Un Natale senza “Una poltrona per due”, “Asterix”, “The Blues Brothers” e “Frankenstein Jr.” non è Natale.

Dite che non è così? Beh per me sì, visto che questi film vengono immancabilmente replicati ogni anno nelle feste natalizie, in ogni canaletta possibile e immaginabile, e devo ammettere che non so perché proprio questi e non altri. O meglio “Una poltrona per due” è in stile natalizio, ma gli altri no, quindi? Quindi sono belli, sono dei classici, sono fatti bene, ridi ogni volta che li vedi. Punto. Altre domande inutili? No? Perfetto.

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=18495

Un po’ più in sordina rientra anche il film del titolo, anche se la tv non sempre lo ha premiato nei passaggi televisivi, ma ammetto di avere il sesto senso e in un modo o nell’altro riesco a vederlo sempre.

Chi mi conosce sa che adoro Sherlock Holmes, che per me è solo ed esattamente come l’ha pensato Sir Conan Doyle e che poche trasposizioni sono fedeli al suo spirito.

Posso anche sperare di poter vedere la fedele trasposizione di ogni romanzo e racconto, ma alla fine tutti noi sappiamo che il povero Watson non poteva scrivere proprio tutto di quello che combinavano! 😉 Così accetto i racconti inventati, le vicende mai successe e mi godo le investigazioni. Ovviamente quando si fanno questi lavori cinematografici, purtroppo si deve tirare la biografia del protagonista, si deve eccedere per essere originali, si deve travisare lo spirito e quando questo succede io di solito giro canale.

Allora perché qui non cambio?

Perché per quanto la storia non sia perfettamente consona con la biografia di Holmes, il suo metodo, il suo modo di affrontare le cose è quello che si riscontra in Holmes, anche se non c’è ancora il cinismo e la scostanza tipica del personaggio.

Qui Holmes e Watson si incontrano da ragazzini (e non da uomini fatti, ma pur quanto giovani), frequentano la stessa scuola e devono affrontare una setta egizia super malvagia.

L’aspetto paranormale è sempre presente in Conan Doyle (non a caso egli si occupò di studi sulla parapsicologia e sullo spiritismo) e quindi la presenza della setta è assolutamente in linea. In fin dei conti cosa è “Il mastino dei Baskerville” se non la logia applicata a fenomeni inspiegabili e leggende tramandate di padre in figlio?

Il rapporto di amicizia, cementato dalla stima reciproca delle differenze e dallo stimolo continuo di superare i propri limiti, c’è, come nei suoi migliori romanzi.

Il cappello e la pipa trovano una spiegazione.

Moriarty pure.

Rimane fuori dai soliti giochi Elizabeth che risulta essere la ragazza di cui Holmes si innamora. Presenza spiegabile ed accettabile, valutando il fatto che non è pensabile che il nostro sia diventato misogino senza ragione e perché tanti studiosi sospettano che sì, una donna abbia colpito e affondato l’investigatore inglese nel profondo, impedendogli di avere una vita “normale”.

Fuori luogo sembrano i rimandi su una ipotetica tragedia famigliare, ma alla fine visti nel contesto del film che stiamo trattando sono spiegabili con logica (ovvio!) e rispetto della trama.

Quindi?

Quindi io preferisco mille volte questa versione che quella di Guy Ritchie (che pure è l’unico che ha sviluppato la parte fisica e agonistica del personaggio che mai si è sottratto alla lotta), che è fin troppo spettacolare, pompata e hollywoodiana, e che a distanza di anni dalla prima volta in cui lo vidi, continuo a trarne piacere nella visione. Se penso poi che stamattina ho aperto gli occhi e cantavo la canzoncina dell’imbalsamazione egizia…

Regia: 6 e mezzo

Sceneggiatura: 7

Scenografia: 7 e mezzo

Effetti speciali: 7 Per i tempi diciamo che sono stati fatti bene e uniscono i primi rudimenti della computer grafica con l’artigianato.

Fotografia: 6/7

Musica: 7

Costumi: 8 Belli e mischiano la ricostruzione credibile degli abiti dell’epoca con gli aspetti un po’ steampunk della setta egizia.

Voto: 7 e mezzo