“Il figlio del dio del tuono” di Arto Paasilinna

Avevo appena letto “L’isola di Odino” di Janne Teller quando mi sono imbattuta al Libraccio in questo libro, per giunta a metà prezzo. Di solito quando vado a istinto per libri e film non sbaglio mai, ma alla fine non esiste il 100%, la matematica applicata all’essere umano: siamo fallibili e come tali le nostre percentuali e i nostri “mai” possono subire delle sonore batoste. Questo libro è uno di quelli.

http://iperborea.com/titolo/74/

La trama è molto semplice: gli dei ancestrali finnici sono stupiti del fatto che nella loro patria, nella terra dove hanno elargito i loro beni, non siano rimasti che pochissimi seguaci. Riuniti in assemblea, analizzati i fenomeni, valutato il primo “avversario” religioso (Gesù Cristo) e sviscerata la divulgazione del cristianesimo nelle loro terre, decidono che sarà Rutja a ristabilire l’ordine e a riportare i finnici alla religione dei loro avi.

Fin qui tutto bene. Ci si aspetta ora un’interessante disanima del fenomeno del modernismo o della modernità, del rapporto degli esseri umani con la religione o con le religioni, magari puntellare qualcosa di ateismo e il confronto con la politica vigente…e invece no. O meglio il nostro dio arriva sulla Terra, fa scambio di corpi con uno sfigatello antiquario vessato dalle donne (ci vogliamo vedere una sorta di misogina dell’autore? Mah, non mi addentro in queste cose, ma di certo i personaggi femminili presenti sono molto scialbi e quasi tutti negativi e opportunisti), spende e spande soldi non suoi, arruola discepoli e decide di convertire il paese grazie alla sua attività di curatore di malattie mentali con l’ausilio di un fulmine vero.

Leggendo le varie recensioni mi aspettavo una narrazione vivace, sarcastica, provocatoria con una critica alla società moderna, al proselitismo, alla religione o alle religioni; oppure era possibile trovare un’invettiva contro il cristianesimo a favore delle religioni precedenti; oppure…non so, ma niente di questo è stato da me trovato nel libro. Ho affrontato con spirito propositivo questa lettura per trovarmi velocemente in una narrazione piatta, per quanto ben scritta, senza sprazzi di emozione, senza mai convincermi della trama e dello suo svolgimento. Ma si può che un dio, figlio del dio del tuono, fisicato e carismatico decida per convertire il suo popolo di curarli in una casa di cura per malattie mentali? Ci sta la provocazione e lo sconvolgimento, ma è veramente imbarazzante la cosa perché priva di senso narrativo, priva di pathos, priva anche solo di quel pizzico di spunto teologico che dovrebbe avere un racconto che parla di divinità.

Il paragone con “L’isola di Odino” non regge e vince Teller 10-0, perché in quell’altro romanzo c’era provocazione e sarcasmo, studio delle religioni e credibilità narrativa anche in una storia che ha tanto del fantastico.

Avevo sentito parlare tanto bene di questo autore, ma dopo questo primo approccio non so se mi convincerò a cercare altri suoi libri, di certo non li compererò e provvederò a cercarli in biblioteca.

Voto: 4/5

Scheda tecnica

anno di pubblicazione: WSOY, Helsinki 1984

titolo originale: Ukkosenjumalan poika

traduzione dal finlandese di  Ernesto Boella

introduzione a cura di Fabrizio Carbone

casa editrice Iperborea

finito di stampare nel maggio 1998, presso l’industria grafica INGRAF S.r.l di Milano

copertina: “Le due chiese” di Hugo Simberg, 1897 (particolare)

pagine285

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