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“La ruga del cretino” di Vitali e Picozzi.

Devo ammettere che non sono una fan di Vitali, mentre Picozzi mi piace abbastanza da ascoltarlo incuriosita: sarà il lavoro che fa, o come comunica o la pacatezza con cui affronta certe cose o il maglione nero a collo alto che ha portato per tanti anni (come la divisa di un supereroe). Così quando è uscito questo libro l’ho ben letto, prendendolo dalla biblioteca.

Ora c’è un motivo per cui non sono una fan di Vitali: non capisco mai se scrive gialli di striscio e li usa per dire altro oppure sono veri gialli che io reputo troppo slavati. Non parlo di splatter o meno, perché come sapete per me il giallo non vuol dire per forza sangue e orrore e serial killer, parlo della vera investigazione, quella che fa la differenza in un romanzo di questo genere. Vitali racconta storie, famiglie, parentele, rapporti umani i quali poi di striscio vengono collegati o uniti da misteri più o meno misteriosi. Quindi per me non scrive gialli, ma narrativa. Devo ricordarmelo, anche a discapito di una buona e intrigante quarta di copertina.

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.ATTENZIONE RECENSIONE CON EVENTUALI SPOILER (poi non dite che vi ho rovinato la lettura).

Perché questa volta la trama mi intrigava molto di più del titolo:

“Un famoso criminologo, una medium, una giovane contadina un po’ strana e un assassino misterioso, come Jack lo Squartatore.”

Non posso dire che questi elementi non ci siano, perché Lombroso c’è, come la medium, la contadina strana e l’assassino, ma la sensazione è che queste cose si incastrano bene, senza però approfondire troppo. Per buona metà di libro non succede nulla e possiamo dire a voglia che tutto serve per capire il periodo, l’ambiente, i personaggi, ma diciamocelo davvero: non succede nulla o forse non succede nulla che serva a capire chi è chi. Poi a metà la scena si smuove e via la seduta spiritica, emozione, voglia di fare, ma tutto dura troppo poco che io non mi sono nemmeno preparata al ritorno della noia. E la fine…la fine…diciamocelo qui si butta via l’assassino come cartaccia sporca. Non si fa! O almeno lo ha già fatto a suo tempo George Lucas con Darth Maul (il cattivissimo della secondo trilogia, quella che però è in ordine cronologica la prima, quello con la faccia rossa e nera e le corna e la spada laser doppia) e ha fatto una pessima scelta narrativa: non si brucia un cattivo senza motivo e senza pathos!

In questo libro ben scritto e ben narrato, non c’è traccia di vera investigazione, ma forse quel modo di fare snob e annoiato di certi personaggi del secolo scorso che elocubrava sulla cronaca della città. Ah, no, non c’è nemmeno quello.

C’è una equazione matematica che il lettore non può scoprire insieme all’investigatore.

Non c’è investigatore in effetti.

C’è Lombroso, che io spero non fosse così perché davvero non ha forza intellettuale, ma è solo un po’ troppo musone. Dai! Non si fa! Il padre della criminologia, colui che influenzò per anni la visione e il giudizio delle persone in base ai lobi frontali o meno, ridotto a uno scienziato comune, rivoluzionario ma non amato, anzi solo sbeffeggiato, una sorta di figurina panini insomma. Invece il suo apporto fu molto importante per tutti il novecento (per chi volesse saperne di più può guardare al link del “Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso“)

C’è la Birce, bel personaggio, quella strana, ma alla fine anche lei ricondotta alla normalità della vita, perché non fa che sia davvero strana.

Ci sono altri personaggi più o meno interessanti e fondamentali, ma soprattutto c’è alla fine lui, l’assassino, che compare di striscio come una comparsa e spiega appena possibile tutto al lettore, come se avesse fretta di non essere ricordato. Ecco, mio caro, non verrai ricordato perché attorno a te non c’è emozione, non c’è pathos, ma sei solo una comparsa in questo romanzo che parla ma non dice, racconta ma non prende (almeno me), che è a guardare altro e io non l’ho capito.

Come non ho capito che c’entri la ruga e il cretino…o forse il cretino sono io che non ho capito…

Voto: 5 e mezzo. 

Scheda:

anno di pubblicazione: 2015

finito di stampare il febbraio 2015 da Grafica Veneta s.p.a., Trebaseleghe (PD)

casa editrice Garzanti

progetto grafico: Elisa Zampaglione/ DUDOT design

immagine di copertina: © CORBIS

354 pagine

Postilla

Per chi volesse approfondire un po’ l’argomento esiste il libro di Lombroso “Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici” Editore: et al. . Questo il link di amazon.

Questo invece un video di youtube in cui parlano di Lombroso e Palladino.

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