“Tartarughe divine” di Terry Pratchett

http://it.wikipedia.org/wiki/Tartarughe_divine

Quando ci si rapporta a un autore come Terry Pratchett non ci si rapporta mai a un autore di genere monolitico. Dietro al racconto fantastico di un evento assurdo o meno di Discworld, c’è il racconto e la critica della nostra società. Sempre. E’ il suo marchio di fabbrica. Ecco perché non ha senso che nelle librerie o nelle biblioteche i suoi libri siano nella sezione bambini o letteratura dell’infanzia: come possono dei bambini che ancora non hanno il loro senso critico, comprendere a pieno la critica, il sarcasmo, il biasimo a volte che ci sono dietro a una “storiellina” fantasy? Chi mette i suoi libri in quella sezione vuol dire che non li ha mai letti.

Se poi affronti questo libro devi avere non solo coscienza di te e del mondo, ma anche dei tuoi ideali e della tua fede, perché questo libro parla di religione e di religioni, di credere e non credere e perché vale la pena o no credere. Non è un testo teologico, non è nemmeno un inno all’ateismo o all’andare tutti in chiesa, qualsiasi; non parla di genesi del mondo in senso stretto o di creazione dell’universo. Questo libro parla di come è il mondo che a te piaccia o meno (e voi lo sapete che la terra è piatta e poggia su 4 elefanti che stanno su una tartaruga che si muove nell’universo, vero?); parla di come le religioni nascono e muoiono come i piccoli dei che cercano affannosamente di attirare nuovi credenti o unici credenti per non essere più pulviscolo divino; parla della distorsione del messaggio divino dal dio al profeta; parla di chiese in mano ai violenti; parla di fede vera (Brutha che contratta con Om è molto simile a Mosè che contratta con Dio). Parla anche di divinità, di come loro si rapportano a noi, del loro modo di parlarci e vederci e vedere loro stessi. Insomma un libro all’apparenza pesantissimo e doloroso.

Ma non è così. Il libro è divertente come al solito e molto spesso mi sono trovata a scoppiare dal ridere a leggere risposte, situazioni, ridere a volte senza poter essere in grado di smettere. Ridere perché il registro stilistico di Pratchett è proprio anche questo. Non mi capitava da tanto, anche nei suoi libri, e forse credo che questo gli sia riuscito veramente bene (beh, non come la saga di “A me le guardie” perché quella è davvero spassosa) per non so quale vero motivo.

Dietro a questo libro all’apparenza facile di certo c’è un uomo che ha imparato non solo a leggere la sua società, ma anche a mettere in crisi il lettore attento non fornendogli mai davvero una risposta. Pratechett come Socrate? Non saprei, ma di certo in questo libro non c’è una sola risposta: puoi credere, puoi avere fede (che è cosa diversa), puoi fare il filosofo, ma alla fine con gli altri e con il mondo così come è ti devi sempre e comunque rapportare e in base a quello che sei avrai una risposta.

Voto: 8

Scheda

Titolo originale: “Small Gods”

Traduttore: Valentina Daniele

anno di pubblicazione: 1992

pubblicato nel maggio 2011 presso la Tipografia Varese S.p.A

Copertina di Johnny Ring

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Terry Pratchett i video

Per chi come me ama Terry Pratchett (sto ora leggendo “Tartarughe divine”) e come me si scorda che può essere un fan borg ecco trovato il trailer del film dedicato a Discworld.

Ovviamente come molte delle novelle del nostro autore in Italia non saranno mai pubblicate perché abbiamo degli editori ciechi e sordi e acefali, questo film non lo vedremo mai nelle sale cinematografiche. L’ho detto! E ora smentitemi. Buona visione e siate come me convinti che la terra si trova sul dorso di una tartaruga!

Buon compleanno Terry Pratchett!

http://en.wikipedia.org/wiki/Terry_Pratchett

Sono ancora in tempo!!! Sono ancora in tempo per fare gli auguri al mio amatissimo Terry Pratchett che mi ha donato le migliori risate, il miglior sarcasmo, il miglior fantasy (dopo Tolkien), la miglior visione della vita e i personaggi più veri che non si può.

Se dico che il mondo è sostenuto da 4 elefanti su una tartaruga è perché rinnego Keplero, Galileo e Tolomeo e tutti gli altri e solo Discworld è la verità.

Se dico che sono un troll (e questo lo dico davvero) perché ragiono meglio al freddo è perché ho capito che razza sono in verità (maschero bene che sono un orco, ma il realtà sono un troll).

Se dico che il miglior bibliotecario è uno scimpanzé di certo non sto insultando nessuno, ma solo descrivendo il miglior studioso di tutta Ankh Morpork.

Se amo i pagliacci e vorrei entrare nella loro gilda solamente per poter ammirare tutte le maschere dei miei predecessori è perché ho scoperto un segreto che al massimo posso condividere con la gilda degli assassini.

Se per essere una strega mi basta solo applicarmi perché per il resto ho davvero tutto quello quello che mi serve per discendere da Esme Weatherwax.

Se il bagaglio per essere tale deve avere le gambe se no non vale nulla. E per fare una foto ci vuole un demone pittore dentro a quella cosa magica. E per essere un nano a volte basta essere alto come uno umano, basta sentirlo dentro. E per essere una guardia ci vuole coraggio, ma per controllare il permesso per un omicidio ci vuole anche il diritto. E un cappello a punta non fa per forza uno stregone. E SE PARLI COSI’ è meglio smetterla perché Qualcuno potrebbe prendersela a male e venirti a trovare e non è la stessa cosa di un parente molesto. E se…e se pensi che potresti stare bene in Discworld perché ogni volta che apri un suo racconto ti senti a casa, devi solo ringraziare una persona: Terry Pratchett. Al pari di un bardo, al pari di

cosmologia

un trovatore, al pari di un menestrello mi sta regalando forse i migliori libri che io ho letto negli ultimi anni.

Dire che questo fantasy è per bambini (sono riuscita a discutere anche dal Libraccio) vuol dire non averli mai letti e soprattutto non averli mai capiti. Posso apparire facilotti, pieni di personaggi strampalati e surreali, ma ognuno di noi racconta la cultura del suo autore, la sua capacità di vedere il mondo attraverso la lente pura del sarcasmo e dell’ironia, la sua voglia di non cedere mai alla vecchiaia d’animo. Leggere Terry Pratchett è entrare in un mondo dove bene e male si intrecciano, mischiandosi al surreale, alla critica e al sogno. Leggerlo come se fosse una cosa per ragazzotti vuol dire non capire come si legge davvero.

Non so dire quando è nato il mio amore per questo autore, ma perdura nel tempo e tanta è la mia gioia di tornare ad Ankh Morpork e zone limitrofe, che centellino ogni libro che esce (e ne escono pochi alla volta), cerco le edizioni con le copertine di Paul Kidby, seguo un filone piuttosto che un altro per poi tornare indietro e trovarmi di fronte a personaggi che pensavo di aver dimenticato. Di ogni personaggio penso che qualcosa mi appartiene, ma poi non sono io; trovo sempre qualcosa di affascinante e che vorrei per me. Il mondo è così complesso che raccontarvelo sarebbe impossibile. E se vi trovaste in mezzo a due/tre persone che lo amano allo stesso modo verreste catapultati direttamente in quel mondo attraverso citazioni, versi e situazioni.

Grazie immenso Terry Pratchett, forse per colpa tua imparerò a leggere in inglese, perché se aspetto le case editrici italiane…e se la scienza non può ancora rallentare la tua malattia, permetti a noi lettori e appassionati di sostenerti con il nostro infinito ringraziamento e stima.

Lunga vita e forte vita Terry Pratchett!

http://www.goblins.net/articoli/pratchett-discworld-e-il-game-design