Storia di una adozione libresca

Intervallo dalle recensioni. (La musichetta la sapete, insomma scegliete quella che volete)

Parliamo di libri in altro modo: farli arrivare a chi li adotta con piacere.

Ogni tanto leggo o sento discorsi del tipo “ho comprato libri che non mi piacciono”, “non so più dove metterli”, “devo liberarmi dei libri ereditati dal parente/amico X”, “ho proprio voglia di fare spazio”, “devo fare trasloco e non posso portarmi dietro tutti i miei libri”, tutti discorsi legittimi, ma che mi lasciano sempre un po’ di amaro in bocca, perché io dai libri non mi separerei mai: sono parte di me, li ho scelti uno per uno, voluti uno per uno. Se mi guardo attorno non vedo libri che non sia valso la pena di avere, si vede che ho buon istinto e che chi mi ha regalato libri ha preferito regalarmi dei buoni piuttosto che rischiare. Però capisco il problema quando la salc (sindrome acquisto libresco compulsivo) prende in modo indiscriminato e ci si trova in casa alla fine delle vere ciofeche: cosa farne?

I consigli li ho messi in questa mia pagina dove si trovano un po’ di dritte, ma si aspettano anche link di altri luoghi o enti che prendono volentieri libri per donarli a chi vuole leggere, ma non può permetterselo. Ma se un giorno andando a buttare via la carta trovi dei libri nel bidone cosa si fa? Si fa che li si adotta e si cerca di farli adottare. Semplice.

Questa infatti è la storia di un giorno banale della mia vita, di qualche mese fa, mentre buttavo la carta nel bidone condominiale e aprendo si vedono almeno 5 libri buttati e qualche guida turistica. Senza ravanare (=scavare) troppo quei 5 libri sono venuti a casa con me, perché davvero non me la sentivo di farli morire. Ok, se vengono riciclati bene, saranno nuovi libri o cartoni, altra vita, ma se qualcuno volesse leggerli e non può permettersi di comprarli e non ha una biblioteca vicina? No, non si fa!

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salvati!

 

Quindi portati a casa, scossi bene e fotografati e postati su fb in modo che i miei amici li vedessero e li adottassero e così è stato. Gli ultimi sono partiti via piego di libri via posta qualche giorno fa e sto aspettando con trepidazione che arrivino a destinazione, ma gli altri sono già al calduccio di case. Non importa se poi verranno di nuovo prestati, regalati, fatti girare: l’importante è che siano letti, anche fino allo sfinimento, anche quando cadranno a pezzi. Perché per me i libri non si buttano mai, ma si regalano potendo perché si fanno felici altri lettori, i quali a loro volta faranno felici altri lettori e via così fino alla fine. A volte ci sono miei conoscenti che mi hanno fatto adottare loro libri, senza chiedere niente altro che venissero ancora letti e capiti.

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separati e pronti alla consegna
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partiti!

Fra i 5 uno solo è andato in biblioteca (Cussler, quello blu senza copertina), mentre Pirsig è stato adottato tranquillamente. Vita più movimentata invece hanno avuto i Coelho: dati in prestito per la lettura alla morosa di un amico, al rientro uno è partito per Ferrara, mentre gli altri per Gorizia. E’ stato un piacere consegnarli, farli andare in giro per l’Italia, passarli di mano agli amici; mi ha dato soddisfazione, sarà forse perché non mi piace “fare soldi” coi libri, ma mi piace un sacco invece regalarli.

Ora però controllo sempre meglio i bidoni della carta…fatelo anche voi! 😉