Articoli con tag: Salgari Emilio

Buon compleanno Salgari!

“Ai miei editori: a voi che vi siete arricchiti con la mia pelle mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che io vi ho dato pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna.”

(citazione presa dalla pagina facebook del sito di “Mangialibri”).

Come faccio a non ricordare colui che più di altri mi ha portato in giro per il mondo? Colui che mi ha fatto innamorare delle Tigri di Mompracem, tutte nessuna esclusa? Colui che mi spingeva la notte, da ragazzina, al posto di dormire, di rintanarmi sotto le coperte con la pila accesa a leggere come una forsennata, col cuore a mille per ogni minimo rumore?

Mi sono avventurata sui baobab, ho cacciato serpenti, mi sono lanciata da una nave in cerca di libertà, ho ucciso, combattuto, sparato, amato, pianto e mi sono rialzata ancora. Sono stata una tigre di Mompracen e poi ho avuto in mano il kriss pronto a sguainarlo alla prima occasione. Mi sono trovata di fronte alle statue della dea Kalì e sono stata inebriata dai fumi degli incensi. Il buio, la luce, la salsedine, i fiori, le ghirlande, la paura…profumi, colori, sensazioni che pervadono ogni mio ricordo.

Insomma, io sono stata ovunque lui mi abbia mandato e per qualsiasi scopo (anche se non ho letto tutti i suoi romanzi) e quando da ragazzina ho visto lo sceneggiato di “Sandokan” nella mia testa tutto ha avuto un senso e mi ha segnato per tutta la vita (senza dire che Kabir Bedi è stato il sogno amoroso di quasi tutte le ragazzine della mia generazione). Credo quindi di essere stata una di quelle lettrici per cui lui alla fine ha scritto: quelle piene di fantasia che riuscivano anche al chiuso di una stanza a trasformarla in giungla, palazzo, tempio e mare. Perché se lui mai viaggiò per qui lidi che ha raccontato, lui ha fatto viaggiare tutti noi e ha instillato dentro le nostre anime il concetto dell’avventura, del viaggio, del rischio. E’ stata la nostra guida e il nostro nostromo e credo che tutti coloro che sono cresciuti con le sue narrazioni al pensare alla sua vita, alle sue delusioni, avrebbero voluto fermare quel rasoio che spezzò, volontariamente, la sua esistenza e chiedergli ancora una storia, un viaggio, un’avventura.

Grazie davvero di tutto, di cuore, per tutte le emozioni che al sol pensiero ancora mi vengono alla memoria!

Grazie per aver instillato in me la voglia di cercare nell’orizzonte del mare non un’altra terra, ma un altro veliero e dietro, solo allora, la terra!

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