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Buon compleanno Simenon!

Prima ancora di Agatha Christie, prima di Sir Conan Doyle, io ho conosciuto il giallo attraverso Simenon.

Fu una delle mie prime conquiste letterarie, suffragate da una famiglia di forti lettori e da una giovane maestra per niente timorosa per quanto fossimo la sua prima classe completa. Credo che fossi in quarta elementare e da non so quanto fra i supporti complementari all’insegnamento dell’italiano c’era la lettura e le schede libro: prima forma di recensione matura. In classe avevamo un armadio con dei libri, ma era solo un ausilio per  chi non avesse libri adatti nelle proprie case. Io ero l’ultima di casa e avevo un mondo di libri, ma non so per quale motivo pensai che dovessi leggere “Il cane giallo” che avevo appena trovato fra le mani scartabellando fra le librerie di casa. Ricordo che la maestra mi mise alla prova non credendo che avrei potuto recensire (o forse capire) un libro di tale portata. Vinsi io!

Da lì egli mi ha accompagnato per tanto tempo facendomi letteralmente innamorare di Maigret, ma non di quell’amore passionale (come sviluppai per Sherlock Holmes), ma di quello per uno zio putativo che dietro la faccia bonaria nasconde i racconti più scabrosi e intriganti. Ovviamente la cinematografia ha manipolato il mio immaginario, visto che non mi sono persa una puntata del serial interpretato da Gino Cervi. Oh come li ho adorati! I migliori sceneggiati che siano mai stati fatti, puntando sulla sceneggiatura e sulla bravura degli attori piuttosto che sugli effetti speciali.

Per lungo tempo l’ho dimenticato presa da altri autori, racconti, generi letterari, ma l’anno scorso attraverso una serie di letture collettive sono “inciampata” di nuovo su di lui, con sommo piacere, e mi sono dedicata a scoprire il suo lato di romanziere. Ho scoperto un altro Simenon, molto crudo, senza speranza, narratore di sconfitti. Mi è sembrato così lontano da Maigret che è un pensatore e non uno sconfitto, un giusto duro col cuore tenero, un uomo dalle passioni semplici e mai vinto dall’abitudine.

E’ stata una vera sorpresa trovare in un autore che pensavo conosciuto e un po’ scontato, invece un personaggio particolare, duro, dalla vita non sempre “morale”, ma che nelle foto fuma la sua pipa come se fosse un’arma e guarda in faccia all’operatore come se fosse una sfida continua. Con queste ultime letture Maigret esce finalmente dal corpo del suo padre e cammina da solo, perché il suo autore ha già percorso un suo cammino personale da cui le sue storie si sono dipanate fortificandosi mentre si fanno leggere dagli altri. Storie che vanno lette, centellinate e capite, ma che mi incuriosiscono molto, perché per quanto belga, per quanto non un semplice narratore di genere, Simenon è imprescindibilmente il padre della Francia letteraria e dell’immaginario collettivo che anima tutti noi non francesi.

Buon compleanno Simenon, ci ribecchiamo nelle tue altre storie!

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