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“Commissario domani ucciderò Labruna” di Gianni Simoni

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Raramente negli ultimi anni mi è capitato di leggere un giallo all’italiana così scorrevole e così gradevole, da finirlo in due giorni, ma soprattutto senza potermene davvero staccare. Ho spento tutto (alla domenica è facile devo dire) e mi sono “isolata”. Normale, direte voi; non sempre, ribatto io, soprattutto quando negli ultimi anni sono state tante le passioni o gli impegni che mi hanno portata a non lasciarmi più rapire davvero dalla lettura.

Questo è invece un bel giallo d’investigazione all’italiana scritto da un ex magistrato che fa sentire che sa di quello che sta scrivendo. Il bello proprio di questo libro è una buona, ma non invasiva caratterizzazione dei personaggi (anche se rimangono comunque degli stereotipi); una narrazione coerente e scorrevole; una spiegazione degli eventi credibile, senza troppi voli pindarici. Il ragionamento comprensibile al lettore, pur nel fatto che i dettagli vengono centellinati o nascosti per non dare in pasto tutto e subito e farsi scoprire, il non uso di mezzi tecnologici, la divisione dei ruoli permette di avere sotto mano un fatto di cronaca nera risolvibile. Mi piacciono questi gialli, quelli che sembrano veri con personaggi veri con situazioni che alla fine, malgrado i morti ammazzati, assicurano alla giustizia il cattivo. Non è che non siano gradevoli i noir più spinti o quelli in cui la scientifica regna, ma alla lunga sembrano tutti un po’ fantascientifici o horror. Il difficile di certi generi è rendere il lettore parte della narrazione, uno spettatore attivo che continua a muovere gli occhi per capire chi ha detto cosa e quando e se è davvero lui che ha fatto quello.

In questo nostro romanzo conosciamo quasi sin dall’inizio il cattivo e lo vediamo diventare palese pian piano, cercando di capire insieme al commissario Miceli il motivo per cui agisca.

Difetti? Forse qualcuno potrebbe lamentare lo stile: asciutto, semplice, lineare. Sì, non lascia spazio a descrizioni (tutto è ambientato a Brescia, ma non mi è stato possibile capirlo né per i dettagli né per altro. Anzi a un certo punto nella mia testa i personaggi parlavano una sorta di “finto” siculo, cioè con inflessione sicula ma italianizzata e pulita. Non saprei dire perché mi è partita questa cosa, forse perché alla fine certi romanzi gialli li ha ritirati fuori Camilleri e il suo Montalbano. Boh.). Non lascia nemmeno troppo spazio a distrazioni varie (finalmente), anche se non disdegna di dare una vita oltre al lavoro ai suoi personaggi. Non prende vie poetiche e non arzigogola lo stile, nè cade nel “burocratese” (poteva essere visto il precedente lavoro di Simoni). E’ asciutto, sì precisamente questo è il termine adatto e nella sua asciuttezza mette tutto quello che serve e niente di più.

Un libro magistrale? No, un libro assolutamente piacevole, con una trama lineare e ben chiara, che non cede a falle e né lascia dubbi.

Voto: 6/7

Aggiunta: un ringraziamento pubblico ad NeroWolf66 che mi ha regalato questo libro in occasione di uno dei giochini di anoobi, coi Corpi Freddi. Sono passati esattamente due anni da quando me lo ha regalato e un po’ mi sento in colpa, ma alla fine i libri ti vengono in mano quando devono essere letti e ora era il momento giusto. Grazie mille per avermi fatto scoprire una bella serie (ah, perché voglio leggere anche gli altri della serie).

Scheda tecnica

anno di pubblicazione: aprile 2012

casa editrice: TEA narrativa

finito di stampare: aprile 2012 per conto della TEA S.p.A. dalla Mondadori Printing S.p.A., stabilimento N.S.M.-Cles (TN). printend in Italy

copertina: © Trevillion

progetto grafico: Grafica Rumore Bianco

pagine 371

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