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“I mercenari 3” di Patrick Hughes

Prendete un venerdì sera pre rievocazione, una compagnia di amici tranquilla, un film testosteronico senza pensieri, mescolate il tutto, servite con pop corn, togliete i pensieri di idiosincrasie altrui e paranoie aggiunte, e farete la mia serata di venerdì scorso.

Faccio ammenda e confesso che per vari motivi non sono riuscita a vedere i due episodi precedenti. Quindi devo rimediare perché questo terzo episodio mi ha davvero regalato momenti di puro relax, assurdità volute e un gran numero di muscoli da vedere! 😀

La storia è semplice: ci sono dei mercenari, devono sconfiggere un cattivone, sparano tanto, muoiono in tanti (ma nessuno se ne accorge), saltano in aria, portano a casa la pellaccia. Bon, stop!

Regia: 7 Questo film è difficile da girare non tanto perché preveda un lavoro di costruzione dei personaggi attraverso i piani sequenza o altro, ma perché bisogna integrare al meglio attori, stuntmen, effetti speciali, cose che scoppiano per rendere tutto il più credibile possibile. Dai lo sappiamo benissimo che lo spettatore che va a vedere questo genere di film non si aspetta la credibilità, anzi la rifugge, ma deve in qualche modo credere che quello che vede sia vero e siccome la maggior parte del film è visivo più che altro bisogna far girare il tutto con attenzione. Di certo mi viene in mente che Hughes abbia ritirato fuori dagli armadi le vecchie VHS dell’ H-Team perché lo ricorda molto.

Sceneggiatura: 6 e mezzo. Anche qui il problema credibilità deve lasciare il posto al “meno incredibile possibile” e quindi bisogna stare attenti a certi dettagli tipo la tempistica e la coordinazione. Un film del genere è molto più aristotelico di quanto si possa immaginare. Nella sceneggiatura ci sono almeno due errori marchiani che, pur non inficiando la storia, lasciano lo spettatore attento a chiedersi come sia possibile.

Scenografia: 8 Distrutta, ipertecnologica, utilitaristica…dove il mondo si urbanizza qui ci sono piste d’atterraggio in luoghi deserti, caserme blindate in mezzo al nulla, musei di cristallo e basi d’addestramento post apocalittiche. Tutto quello che serve!

Effetti speciali: 8 e mezzo. Tranne qualche piccolissima incongruenza, sono perfetti, perché davvero riprendono la scuola dei film d’azione degli anni ’80-’90 con salti spettacolari, situazioni estreme e tanti muscoli.

Musica: 7 D’azione, come non ce ne era da tempo.

Cast, costumi e quello che ci gira attorno: 9 Dai, su, non fate gli schizzinosi, tanto lo sapete che buona parte dei protagonisti del film sono dei vostri eroi e anche se li vedete invecchiati voi li vedete con gli occhi dell’amore. Stallone è Rambo, Schwarzenegger è Predator o Terminator, Gibson è Martin Riggs di “Arma Letale”, Ford è Indy e via di seguito. E fra caratteristi quali Robert Davi o Kelsey Grammer, giovani promesse (che come bellezza non sono per niente all’altezza di alcuni pezzi da novanta della cinematografia mondiale), tu guardi loro, i tuoi eroi, quelli della tua giovinezza, quelli che ti hanno regalato i tuoi film più adorati e sai che questo film è solo un perfetto dono per tutti gli amanti del genere divertimento allo stato puro e ti senti grato del fatto che loro, i tuoi eroi, hanno voluto farlo (alla facciaccia di tutti i perbenisti produttori che si sono sicuramente tirati indietro alla richiesta di finanziamento. Mangiatevi le mani ora!).

(Aprite questo link per vedere il cast completo. )

Se vi piace il genere “stacco cervello + adrenalina + ironia e divertimento” questo è il film che fa per voi. Voto: 8 vi lascio, vado a cercare gli altri due episodi.

 

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