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“2 Broke Girls”

Mi sono imbattuta in questo telefilm su Italia 1 a un orario improponibile di solito nel fine settimana e fra il sonno e il sogno riuscivo sempre a godermi solo una parte della puntata. Ora per mia fortuna il telefilm è stato riproposto sulla stessa rete, ma a un orario comodo.

La storia è surreale, improponibile, in puro stile americano (sogno americano, bassifondi con tipi strani e positivi, volere è potere…), con due protagoniste che sono allo stesso tempo agli antipodi come vicinissime.

Cosa è che mi piace?

Prima di tutto il personaggio di Max. Cinica, ma dal cuore tenero e soprattutto, malgrado quello che dice, pronta a mettersi in gioco nella vita come in amore. Ha bisogno di una spinta e quella ce la mette sempre Caroline che d’altro canto ha bisogno di essere rimessa coi piedi per terra. Il cinismo e le battute di Max sono cattive, provocatorie, ironiche e irriverenti, ma non superano mai la soglia della volgarità. Mi piace! In più ha un fisico mozzafiato e una sensualità un po’ sfacciata, ma che ci sta.

Anche Earl è un bel personaggio. Un classico. Ci vuole qualcuno di una certa età che rappresenti un po’ la coscienza, un po’ la famiglia, un po’ gli avi e faccia gli occhi dolci alla bella di turno, in modo assolutamente innocente.

Il telefilm dura anche poco e mi ricorda molto il formato delle strisce dei fumetti, un po’ un intervallo dalla monotonia sia quotidiana che del panorama dei serial tv. Non ha pretese di obbligare lo spettatore seguire la serie per ricordare cose e personaggi (anche se le loro vite vanno avanti e bisogna un po’ capire come mutano i rapporti fra i protagonisti o perché a un certo punto spunta un cavallo nel minuscolo giardino di Max), ma lo ammalia ricordandogli che nella vita ci vuole buon umore. Un telefilm buonista? Forse o forse no. O meglio è Americano con la A maiuscola e lo dice forte e chiaro, ma nella sua visione anni ’50 in cui tutto è un po’ ovattato. La critica alla società (soprattutto nel personaggio di Peach) è lì dietro l’angolo, è buttata in faccia, ma poi relegata come le riviste di gossip dal dentista o dal parrucchiere. Forse, ad analizzarlo bene, è la lotta del dire le cose in faccia contro l’ipocrisia, dei piccoli contro gli squali, tutto visto dalla parte dei piccoli (sì, ma non perdenti).

Cosa mi aspetto dalla serie? Assolutamente nulla! E’ questo il bello! So che il loro scopo è aprire una piccola ditta dolciaria e ogni episodio permette loro di guadagnare i soldi necessari per arrivarci, ma non c’è la tensione, manco la tragedia. E’ una mezz’ora di puro relax, quattro risate anche a denti stretti, qualche appunto sulle battute da reciclare e vedere dove andranno a parare questa e la prossima volta.

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